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Viaggi in USA

Partire per gli Stati Uniti facendo volontariato

Andare negli Stati Uniti a basso costo (ma questo vale anche per tutti gli altri paesi) non è un'utopia. Spesso, però, non è semplice conoscere le tante alternative che ci sono e così è facile rimanere a casa, passando l'estate nella propria città a "mordersi i gomiti".

Una di queste alternative consiste nel fare del volontariato internazionale. La cosa bella è che, in genere (e tolte le rare eccezioni), la cifra da investire per queste esperienze è davvero minima e comprende anche il vitto e l'alloggio.

Per mia conoscenza personale, posso parlare solo del volontariato ambientale con la Legambiente, visto che è un'associazione con la quale, in passato, ho viaggiato molto.

Innanzitutto vediamo in cosa consiste un campo di volontariato ambientale e quali sono le regole da attuare per una pacifica convivenza con gli altri partecipanti.

Prima di continuare è bene precisare che, se nei vostri viaggi siete normalmente abituati a dormire in comodi hotel a cinque stelle, allora questa guida non fa per voi. Una seppur minima capacità di adattamento è sempre indispensabile in questi casi. Ad onor del vero, però, va anche detto che, in genere, nei campi di volontariato le cose non sono male: un letto comodo, una doccia e una cucina per preparare i vari pasti non mancano mai e questo, a mio modo di vedere, è più che sufficiente.

L'associazione ambientalista sopra menzionata offre due tipi distinti di volontariato: quello a lungo termine (diversi mesi) e quello a breve termine (due settimane). Togliendo il primo caso che, per via della durata, non è certo adatto a tutti, il volontariato a breve termine risulta essere molto organizzato e le possibilità di scegliere il luogo e il tipo di lavoro sono praticamente infinite. Grazie ad un motore di ricerca presente nel sito dell'associazione, l'interessato è in grado di pianificare scrupolosamente il tutto: il tipo di destinazione a lui più congeniale (campi all'estero, campi internazionali in Italia e molti altri), la nazione (in pratica si trovano campi in ogni parte del mondo) e, infine, il periodo che, per la maggior parte dei casi, è quello primaverile-estivo.

Una volta fatte le dovute scelte, dopo aver pagato la quota di partecipazione (che di solito non supera mai i 120 euro per due settimane) e dopo aver ricevuto a casa tutto il materiale relativo all'ubicazione del campo e al modo più facile per raggiungerlo, basterà aspettare il momento della partenza. Nient'altro.

I campi all'estero sono eccezionali perché consentono di vedere il mondo, ma se uno, per un motivo o per l'altro, non volesse andare fuori, potrebbe sempre optare per i campi internazionali in Italia che danno comunque la possibilità di praticare l'inglese, grazie alle tante persone provenienti da ogni parte del mondo. Questo, ovviamente, non è certo il caso di noi "americanofili".

Cosa si fa nei campi? Che tipo di persone si trovano? Queste, in genere, sono le due domande cardine che la gente si pone prima di effettuare la prenotazione. Nei campi di volontariato si lavora e i lavori sono diversi: si va da quelli manuali (costruzione di una staccionata in legno, verniciatura di una panchina, pulizia di un sentiero) a quelli di tipo culturale (insegnare l'inglese ai bambini, organizzare una festa locale, una mostra e via dicendo). Di certo non ci si annoia e, anche se il lavoro manuale, in genere, è quello più diffuso, potete stare tranquilli, visto che il volontario, non essendo uno stipendiato, può sempre fermarsi due minuti per riposarsi.

Inoltre si lavora solo la mattina, in genere dalle 8 alle 13 e dal lunedi al venerdi. I pomeriggi e le sere sono completamente liberi e i fine settimana, anch'essi liberi, vengono impiegati per visitare qualche città limitrofa, per andare al mare o per organizzare una cena o una serata in discoteca.

Ognuno è fondamentalmente libero di fare ciò che vuole, anche da solo. Il bello del volontariato, però, è proprio quello di stare insieme, di uscire in gruppo, e non c'è cosa più squallida vedere quando questo gruppo, prima saldo, inizia a sfaldarsi per via di qualche asociale che se ne va per conto suo. Insomma, se partite per un campo di volontariato dovete avere il carattere adatto per stare in mezzo alla gente, altrimenti è meglio rimanere a casa. Le persone sono generalmente tranquille, l'ambiente è giovanile e il divertimento non manca di certo.

Ogni campo ha il suo leader, una persona che coordina e controlla che il tutto si svolga nel migliore dei modi. Per quanto riguarda i pasti, i volontari si alternano in cucina ripetutamente (in genere a due a due) e in quei giorni, invece di andare a lavoro con gli altri, rimangono nell'alloggio dove, oltre a preparare i tre pasti principali (colazione, pranzo e cena), devono anche dare una pulitina generale.

Questo è quanto e vi assicuro che l'esperienza sarà, a dir poco, fantastica.

Fino adesso abbiamo parlato dei campi di volontariato come una sorta di vacanza alternativa (e a basso costo), da fare solo quando le nostre tasche iniziano a lucchicare. Questa visione è totalmente sbagliata. La motivazione principale che deve spingere un volontario, qualunque sia l'associazione scelta, deve essere quella di fare del bene e di contribuire al miglioramento di ciò che ci circonda. Senza questa doverosa puntualizzazione si commetterebbe soltanto un atto di ipocrisia. Poi, certo, se oltre al lavoro e all'utilità ci si diverte pure, si gira il mondo e si conoscono nuovi amici, beh, tanto di guadagnato.

Insomma, le possibilità di uscire dal proprio guscio ci sono, basta informarsi... E in questo internet ci tende la mano.

Indirizzi di alcune associazioni di volontariato:

Per una lista più approfondita si consiglia di cercare sul web, utilizzando come chiave di ricerca "volontariato internazionale". Non è detto che tutte le associazioni presenti offrano anche dei campi negli Stati Uniti. Quella da me citata in questa guida, però, lo fa e le scelte sono abbastanza ampie.

Written by Mark on 20.04.2007 Commenti [4]