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The Twilight Zone: tra fantascienza e quotidianità

20.4.2010   - - - > Telefilm Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

The Twilight Zone è, quasi sicuramente, la serie televisiva fantascientifica più geniale ed innovativa di tutti i tempi. Sono tanti gli elementi che la rendono diversa, unica e che, col tempo, hanno poi ispirato altre serie tv made in USA nate successivamente.

The Twilight ZoneLa fortunata opera è andata in onda negli Stati Uniti in tre diversi scaglioni, temporalmente molto lontani fra loro. Il primo, creato dal grande Rod Serling, risale agli anni sessanta (1959-1964) ed è rigorosamente in bianco e nero. Il secondo, altrettanto valido, è stato girato negli anni ottanta, ovviamente a colori. Il terzo ed ultimo rifacimento, invece, vede la luce nei primi anni del nuovo millennio ma, come del resto era prevedibile, a differenza degli altri due non ha avuto grande successo.

Trovare un episodio che meglio rappresenta la serie è piuttosto complicato. Nel bene e nel male tutte le puntate hanno una valenza artistica di altissimo livello. Sforzandosi, tuttavia, va sicuramente citato l'indimenticabile Nightmare at 20.000 feet, girato negli anni sessanta, ma riproposto anche nella seconda serie degli anni ottanta, attraverso un ottimo remake. Nel primo una specie di uomo delle nevi prende a sprangate il motore di un aereo in volo con l'intento, ovviamente ignoto, di farlo cadere. Il panico di Bob, protagonista della vicenda, sfocia ben presto in una crisi di nervi, aggravata dal fatto che nessuno gli crede. Infatti, ogni qual volta chiama qualcuno per farlo assistere alla scena, la specie di mostro preistorico si nasconde sapientemente, togliendosi dalla visuale dell'oblò. Nella seconda serie, al posto dello scimmione, troviamo un alieno che questa volta se la prende con la più moderna turbina. Quando l'areo è ormai prossimo all'atterraggio, l'alieno, constatato di non essere riuscito nel suo intento, vola via e anche in questo caso il protagonista, in preda al panico, viene preso per pazzo visionario.

Da menzionare anche la puntata del volo Global 77, dove un Jumbo, a causa di un forte temporale, si ritrova catapultato nel passato e mentre, in fase di atterraggio, si avvicina a New York, i piloti, con enorme stupore, notano che al posto dei grattacieli di Manhattan ci sono decine di dinosauri... E l'angoscia, più per gli spettatori che per i passeggeri del volo, non tarda ad arrivare.

Storie, queste ed altre, sapientemente montate, mai scontate e dove della parola banalità - ormai onnipresente nella maggior parte dei telefilm odierni - non c'è mai traccia. Ciò che caratterizzava Twilight Zone era la mancanza di un monotono lieto fine e, comunque, di un perché atto a giustificare gli eventi. Le cose, qui, capitano e basta e quando le vittime sono dei normalissimi cittadini americani della cosiddetta middle-class, la loro vita, prima tremendamente normale, viene scossa, capovolta e inghiottita dalle fauci dell'ignoto e della paura: aspetti che possono trasformare un cittadino modello in un assassino, in un ladro, in un egoista, facendone uscire la vera essenza competitiva, animalesca che, in quanto animali, ci contraddistingue inevitabilmente.

L'episodio intitolato The shelter, appartenente alla serie classica, spiega mereavigliosamente quest'ultimo concetto. Ci troviamo alla festa del Dottor Stockton. Oltre alla sua famiglia ci sono i vicini di casa, persone con le quali gli Stockton vanno d'amore e d'accordo. All'improvviso, dopo una buona scorpacciata, la vecchia radio annuncia qualcosa di scioccante: nel cielo sono stati avvistati numerosi oggetti volanti non identificati e le autorità temono che qualche strana radiazione possa invadere il quartiere. La famiglia Stockton si rifugia, in fretta e furia, nel bunker antiatomico che ha in cantina, lasciando fuori tutti gli altri. I vicini, sprovvisti di rifugio, implorano di voler entrare. Ma la paura che le razioni di acqua e cibo non possano bastare per tutti, porta il capofamiglia ad una estrema ma doverosa decisione: nessuno, eccetto loro, può entrare nel bunker, anche se l'unica alternativa è la morte. Crudeltà? Egoismo? O semplice spirito di sopravvivenza? Cosa avremmo fatto noi ignari spettatori se ci fossimo trovati al loro posto? Qualche ora dopo l'allarme rientra e delle radiazioni nessuna traccia. Nel quartiere torna la normalità e, con tanti buoni propositi, scuse e amore che sprizza da tutti i pori, la normale vita riprende come prima.

Siamo di fronte ad una sorta di horror psicologico che incute più terrore di qualunque splatter sanguinario si voglia considerare. Del resto, quando a venire attaccati sono i sentimenti e le inquietudini del nostro lato interiore, non è possibile rimanere impassibili. Molti capolavori come Shining si basano proprio su questo aspetto e i loro successi non possono che avvalorarne le scelte.

Tanto di cappello alle serie, dunque, che, in pieno stile hollywoodiano vecchia maniera, si rivela semplicemente sconvolgente ed efficace.

Curiosità

  • Nel 1980 è stato girato anche l'omonimo film, interpretato, fra gli altri, dal grande Dan Aykroyd. L'intro merita di essere visto.
  • Molti libri, brani musicali e articoli, sono stati dedicati a Twilight Zone. Anche Stephen King, nel suo saggio intitolato "Danse Macabre", scritto nel 1981, dedica un intero capitolo a quest'opera.
  • Nella serie originale Rod Serling, grazie alle sue comparsate nei vari set, era solito introdurre personalmente le scene, descrivendo brevemente i protagonisti e la location, per poi andarsene via e lasciare il posto agli attori e al normale svolgimento della storia.

Di tutti i programmi di ispirazione drammatica mai trasmessi nelle Tv americane, è sicuramente quello che si presta con maggiore difficoltà ad una classificazione. Non era un western o un poliziesco (anche se certi episodi erano girati nel West o trattavano di guardie e ladri); non era fantascienza (anche se la guida televisiva lo considerava tale); non era commedia (eppure certi episodi erano divertenti); non trattava dell'occulto (anche se c'erano spesso storie dell'occulto, girate nel singolare modo proprio del programma), non era una trasmissione sul soprannaturale. - Stephen King

Written by Mark at 15:34:05 Commenti [1] Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook