Forum





Benvenuto, Visitatore. Per favore, effettua il login o registrati.
Hai perso la tua email di attivazione? GO!

Homepage -> Sport -> Il baseball a Chicago: una luce in fondo al tunnel

Sport

Il baseball a Chicago: una luce in fondo al tunnel

31.3.2006   - - - > Sport

ChicagoNel South Side venne a mancare Charles Comiskey. Spariva dalla scena il personaggio chiave della storia dei White Sox, colui che era riuscito a portare l'American League a Chicago.

In realtà Comiskey non fu mai del tutto amato a in città. Una leggenda infatti racconta che il termine "Black Sox" iniziò a circolare al Comiskey Park ben prima delle World Series vendute, per descrivere la taccagneria di Comiskey. Non intendendo sborsare dollari per la lavanderia costrinse i giocatori a pagare (o lavare) le uniformi di proprio pugno. Al rifiuto dei giocatori seguirono partite su partite con divise sempre più "nere".

Leggenda o meno, nel South Side, la paura della maledizione cresceva anno dopo anno, mentre chi nel North Side credeva invece di essere in regola con il destino, non aveva fatto i conti con un caprone... Si, avete letto bene, un caprone.

William Sianis era proprietario di due cose: una taverna di Chicago e un caprone domestico. Tifoso da prima fila dei Cubs, Sianis portò il suo caprone ad assistere alla quarta gara delle World Series al Wrigley Field. I Cubs partecipavano alla "Classica d'Autunno" contro i St. Louis Cardinals dopo tredici anni di assenza.

Il fattaccio è tutto da ridere (ridono meno i tifosi dei Cubs!). Chi stava attorno a Sianis iniziò a lamentarsi per l'odore del caprone. L'usciere del Wrigley Field costrinse l'animale, che pure era in regola con il biglietto, ad uscire. Sianis preferì abbandonare i Cubs pur di non lasciare il caprone solo.

All'uscita Sianis giurò che, a causa della sua cacciata, i Cubs mai più sarebbero tornati alle World Series.

North Side Chicago si accorse di aver commesso qualcosa di grosso quando vide gli avversari vincere quella stessa partita e le World Series qualche giorno dopo. Da lì in avanti i Cubs fecero compagnia ai cugini nel mondo sportivo dell'anonimato.

Stadio di baseballNel 1959, Jerry Brickhouse, storico speaker del Comiskey Park, gridò ai quattro venti la storica frase "Un attesa lunga quarant'anni è finita!". I White Sox, con l'American League pennant in tasca, erano pronti a tornare alle World Series contro i Dodgers per dimostrare al mondo che il vento era cambiato. Il vento in realtà tirava sempre nella stessa direzione ed i White Sox persero in un colpo solo Serie e volontà di combattere.

Per Chicago nulla vi è da raccontare fino al 1984. Sportivamente avrebbe avuto più senso descrivere le gesta ed i numeri di qualche generoso campione che calcò contro il fato i diamanti del Comiskey o del Wrigley, ma se da un caprone dipendeva il destino di una squadra, che di un caprone si racconti!

Nel 1984 il caprone esorcizzante venne portato alla partita inaugurale. I Cubs vinsero fatalmente la divisione, ma persero con i San Diego Padres nelle semifinali per l'AL pennant. Nel 1988 si arrivò al limite della comicità: la dirigenza dei Cubs riuscì (o quasi) a realizzare un vecchio sogno di Comiskey figlio ed ospitare una gara notturna. Con l'ordinanza permissiva del City Council, la gara fu pianificata in una data quanto mai curiosa, l'8/8/88... Piovve a dirotto, partita sospesa e rinviata alla sera dopo.

Nel 1994 ritornò il caprone. Venne portato ancora al Wrigley per risollevare la striscia di 12 sconfitte casalinghe. L'animale fece il suo dovere, i Cubs vinsero la partita ma, con la squadra in grande ripresa, la Major League Baseball chiuse la stagione per sciopero.

Pallina da baseballIl 2003 fu un'altra stagione dai risvolti inquietanti. Chicago Cubs e Florida Marlins si giocavano il posto per le World Series: Moses Alou dei Cubs si lanciò in una presa (al limite del diamante) per eliminare al volo il battitore avversario, ma lungo il muro di cinta comparve all'improvviso un guantone di un tifoso dei Cubs che irresistibilmente allungò il braccio e... Presa! Fuoricampo! I Marlins vinsero partita e pennant e andarono alle World Series per vincere pure quelle. L'episodio si commenta da solo...

E arriviamo al 2005 anno che si è divorato in un sol boccone buona parte della malasorte di Chicago.

In realtà anche il 2004 è stato per il baseball un anno da sottolineare dieci volte, ma vi voglio tenere sulle spine (per il prossimo racconto). Il 2005 vede, dopo 46 anni di astinenza, i White Sox alle World Series! Ne avrete sicuramente sentito parlare nei giornali italiani (che però si occupano di baseball solo per riempire la colonnina vuota sbagliando nomi, date, etc.), ma se non ne siete al corrente allora sappiate che i White Sox sono i nuovi campioni in carica della Major League Baseball, 88 anni dopo l'ultimo titolo del '17. Dopo un'attesa eterna, una condanna ad essere "Black Sox" forse inestinguibile... Ora il vento è decisamente cambiato! Pochi istanti prima di morire "Shoeless Joe Jackson" disse:

Fra poco incontrerò il più grande giudice di tutti e Lui sa che sono innocente!

Chissà che la vittoria dei White Sox non spalanchi definitivamente per Jackson anche le porte della Hall of Fame sbiancandolo dall'infame 1919.

Il South Side si presenta alla nuova stagione a testa alta, libero dal peso del passato. Che sia quindi l'anno dei Cubs? Spariranno anche per loro 98 anni di attesa? O la persecuzione li costringerà ad attendere ancora?

Chicago merita veramente che entrambe le squadre abbiano la loro rivincita con la malasorte. L'apporto che la città diede per la crescita del baseball americano non fu inferiore a quello di New York o Boston, ed è tempo che l'alloro ritorni anche nel North Side.

Nel 1906 Chicago ospitò le sue uniche Cross-Town World Series, vinsero i White Sox... Tutti a Chicago aspettano Ottobre 2006, chissà perché.

Articoli correlati:
Il baseball a Chicago: North vs South
Il baseball a Chicago: la maledizione

[ Foto scaricate da Stock Xchng ]

Written by Hitman at 8:29:17 Commenti [2]