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On The Road

San Diego

20.7.2004   - - - > On The Road

San Diego IPrima di partire per questo viaggio, conoscevo San Diego solo per la fama che gli aveva dato la serie televisiva "Simon & Simon". A dire il vero, questa città non mi ha mai ispirato molto, ma nel lontano maggio 1997 decisi che era arrivato il momento di scoprirla. Non ci è voluto molto a capire che sarebbe diventata presto la mia preferita. Il 17 maggio, giorno della partenza, arrivò in un lampo. Dopo un lungo volo e numerosi scali, giunsi finalmente all' aereoporto principale di San Diego. Era notte, l'ansia mista al sonno accumulato mi aveva reso un po' intontolito... avevo una strana sensazione addosso, ancora non ci credevo, ma avevo appena iniziato quello che sarebbe stato il viaggio più intenso della mia vita.

San Diego, nata da una missione cattolica nel 1769, conserva ancora, in alcuni punti del centro, la sua parte più antica. Ma oggi, con quasi 1.200.000 abitanti, è una città imponente, la seconda della California, pertanto non mancano grattacieli, strade larghissime e tutti i tipici segni di ogni metropoli americana che si rispetti. Al contrario di tante altre città però, ha il pregio di non essere mai troppo eccessiva. Il verde spunta fuori da ogni angolo e l'urbanizzazione, così ben ordinata, fa si che il visitatore non si senta mai in soggezione. Il campus universitario nel quale risiedevo si trovava proprio di fianco alla base navale di "Miramar" e distava più di mezz' ora di macchina da downtown, ma guidare per arrivarci era davvero un piacere. Le immense freeway sembravano non avere mai fine, ma la loro ampiezza e le loro cinque corsie per ogni senso di marcia trasmettevano al guidatore una piacevole voglia di macinare miglia.

Trovarsi catapultati a diecimila chilometri dal proprio paese e venire a contatto con una realtà totalmente diversa da quella a cui si è abituati è una cosa complessa da spiegare, bisogna provarla in prima persona. Questa diversità è data principalmente dal fatto che, trovandosi vicino al confine messicano, San Diego assuma, più di ogni altra città in California, molteplici volti culturali. Lo spagnolo è parlato praticamente da chiunque e quando ti trovi in un tipico ristorante messicano a mangiare la tortillas o a bere il margaritas, quasi ti dimentichi di essere ancora negli Stati Uniti. La diversità culturale si vede anche dalla presenza di diverse etnie che convivono insieme: si possono vedere Italiani, Giapponesi e persone di colore. San Diego, grazie al suo clima perfetto, caratterizzato da inverni tiepidi ed estati mai eccessivamente calde, è un posto ideale per tutti e nessuno può evitare di farci un salto quando si trova a passare nelle sue vicinanze. In questo paridiso della California del sud, si può trovare di tutto: dalle spiagge stile "Baywatch", alle aride colline tipiche della California, fino ai mega centri commerciali dove c'è anche l'impossibile.

Durante la mia permanenza al campus, buona parte del tempo veniva spesa per le lezioni di inglese, ma quando c'era il cosiddetto free-time, a cavallo tra una lezione e l'altra, e ovviamente nei week-end, si partiva sempre per una meta diversa. Le fantastiche spiagge di "La Jolla" o di "Pacific Beach" rappresentavano un tipico esempio di quello che si poteva fare per divertirsi.

San Diego IIIl mare al quale ero abituato si differenziava notevolmente da quello californiano, vuoi per la grandezza vuoi per la stravaganza delle persone, ma la cosa non mi infastidiva affatto, anzi! Ciò che ho apprezzato maggiormente è che li' non c'erano chalet, chioschi o tantomeno ombrelloni prenotati da mesi, come accade in qualunque spiaggia italiana, e il tutto risultava molto più naturale e rilassante.

Quando il sole ci stancava e volevamo cambiare meta, invece di andare al mare, si optava per qualcosa di diverso, in modo da apprezzare fino in fondo ogni particolare della città che ci stava ospitando. "Balboa Park", parco verde pieno di musei, insieme a "Sea World", imponente parco acquatico dove si fanno spettacoli con animali, mi hanno profondamente colpito. Anche lo zoo di San Diego non è stato da meno, nonostante io sia contro gli zoo, forse perchè è a tutt'oggi il più grande al mondo e questo primato meritava certamente una visita. Ciò che non mancava mai era l'appuntamento in uno dei tanti centri commerciali della zona, tra cui il centralissimo "Horton Plaza", forse non al pari di tanti altri in fatto di grandezza, ma sicuramente più affascinante. Qui si potrebbe passare anche un’intera giornata: il pomeriggio shopping, poi cena, successivamente si può vedere un film in una delle tante sale e, al momento di andarsene, capita di accorgersi che sono trascorse più di otto ore.

San Diego IIILa sera era il momento più affascinante. Avevo voglia di scaricare l'adrenalina accumulata durante tutta una giornata di studio e pertanto non vedevo l'ora di evadere e andare da qualche parte, spesso anche senza una meta precisa, l' importante era salire sulla nostra jeep presa a noleggio per pochi dollari e dirigerci verso il centro, poi il resto arrivava da se. I grattacieli di downtown di notte assumevano un aspetto mastodontico, con la loro illuminazione tenue che si specchiava nel pacifico, ci invitavano a vivere la città e a diventare parte di essa. Spesso si andava a cena nei ristoranti di quelle zone e subito ci si spostava in qualche locale; ce n'erano cosi' tanti che bastava solo sceglierne uno ed entare.

Durante questo spassoso mese e mezzo di permanenza, ho potuto notare l'ottima funzionalità dei mezzi pubblici di San Diego, questi erano infatti talmente ben organizzati, che riuscivano a soddisfare pienamente ogni tipo di collegamento. I bus ti portavano ovunque e anche i taxi e gli shuttle potevano condurti facilmente in ogni angolo della città. La macchina, nonostante tutto, rimaneva comunque il nostro modo preferito di spostarci, considerato anche il basso costo del noleggio e della benzina. La cosa che sicuramente mi è rimasta più impressa, al di la di quello che offriva la città in termini di divertimento, era la squisita gentilezza delle persone. Il modo di fare che hanno i californiani, specialmente quelli del sud, spesso mi fa passare la voglia di andare in certe città italiane.

Concludendo, posso affermare con certezza che San Diego ha rappresentato per me la meta americana che mi ha più affascinato e consiglio vivamente a chiunque di visitarla. Sicuramente non sarà la città perfetta, un posto perfetto non esiste! Ma in questo periodo ho preferito concentrarmi sulle cose più belle e spensierate piuttosto che conoscere i problemi di questo paese. Non so se farò mai il grande passo, cioè quello di andarci a vivere, ma c'è una remota possibilità che, un giorno o l'altro, compri un biglietto di sola andata e mi ci trasferisca definitivamente.

Non potrò mai dimenticare questa fantastica esperienza. Anche fra cinquant' anni, assorto nei miei ultimi pensieri, ricorderò con nostalgia questo magico momento vissuto a vent'anni!

Written by Mark at 14:10:41 Commenti [0]