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On The Road

Il mito della Route 66

14.2.2003   - - - > On The Road

Ad essere sincera è stata la visione di "Gangs of New York" a suggerirmi che le cose vanno viste da diverse angolature per comprenderne appieno il significato. Così ho capito che l'America non è solo quella dei grattacieli e dei Mc Donald's, ma ha anche un altro lato, più umano e meno patinato, che è bello conoscere! Tra i resti dell'America degli indiani ho scoperto un mito a cui sono devoti avventurieri di tutto il mondo: la Route 66. Non è stato facile selezionare delle fonti decenti, ma alla fine ho deciso di raccontarvi la vera storia, come io l'ho percepita...

Tutto iniziò quando...

Vecchia cartolinaL'America non è sempre stata il paradiso della tecnologia e la nazione dove le novità arrivano per prime... così mentre in Europa avanzava la Rivoluzione Industriale, negli States dell'800 era abbastanza difficile spostarsi da un luogo all'altro, poichè le uniche strade esistenti erano quelle tracciate da pionieri e indiani e, a meno che non si viaggiasse in treno, occorreva un anno per attraversare la nazione. Nel 1869 il primo treno transconintenale, e nel 1893 la prima auto prodotta da Ford attraversarono queste piste. Nel 1916 il presidente Wilson emanò l'"Aid Road Act", gettando le basi per una politica nazionale della viabilità: ogni singolo Stato, individuate le proprie necessità, partecipò alla realizzazione delle strade d'America. Solo agli inizi degli anni 20, il Congresso decise di far asfaltare le strade.

The RoadI primi a promuovere l'idea di un collegamento interregionale fra Chicago e Los Angeles furono gli imprenditori Cyrus Avery (Oklahoma) e John Woodruff (Missouri), ma il loro sogno non si realizzò prima del 1926. La prima legislazione per le strade pubbliche comparve nel 1916, ma di fatto non fu possibile applicarla prima del 1925, anno in cui il congresso promulgò una versione più completa dell'atto. La Route 66 rappresentò la risposta alle esigenze di cambiamento dell'America. Il suo itinerario non seguì il tradizionale corso lineare, ma collegò diagonalmente Chicago con centinaia di comunità, in predominanza rurali, nell'Illinois, nel Missouri e nel Kansas. L'indicazione ufficiale numerica "66", assegnata alla Chicago-Los Angeles nell'estate del 1926, segnò il riconoscimento della Route come una delle arterie est-ovest principali della nazione, permettendo a centinaia di cittadine di provincia del West di uscire dal loro isolamento. Nel 1929 la 66 venne asfaltata dall'Illinoisall Kansas. Questa strada divenne presto il simbolo della libertà di movimento e dell'espansione economica, ma conquistò il suo status di leggenda solo nei primi anni 30, quando la siccità e le famose "Dust Bowls" (tempeste di sabbia) colpivano la zona centro-occidentale del Paese, costringendo migliaia di contadini ad abbandonare le loro case per raggiungere la California. La strada fu ufficialmente completata nel 1938, quando venne asfaltata interamente da Chicago a Los Angeles.

La nascita di un mito...

MotoIl primo a fissare la Route nell'immaginario collettivo americano fu John Steimbeck, con il famoso saggio "The Grapes of Wrath", nel quale definiva la U.S. Highway 66 "Strada Madre". Negli anni 40 circa 210.000 persone migrarono in California per sfuggire dalla Depressione, persone per le quali la Route 66 simboleggiava la strada delle opportunità. Dal 1933 al 1938 migliaia di giovani disoccupati di ogni condizione sociale furono impiegati come gruppi di lavoratori per pavimentare con asfalto le corsie della strada. Alla vigilia della II guerra mondiale il completamento della pavimentazione rappresentava un segnale concreto degli sforzi fatti dalla nazione in vista della guerra. Infatti durante la II guerra mondiale campi d'addestramento e basi militari si trasferirono in quest'area e la 66 divenne una strada strategica per il trasporto di personale militare e armamenti dal Pacifico all'Atlantico. Nel Dopoguerra le migliaia di soldati, marinai e aviatori che avevano ricevuto l'addestramento militare in California, Arizona, New Messico, Oklahoma o nel Texas, abbandonando gli inverni duri di Chicago, New York e Boston, trovarono fortuna lungo la 66. Ad esempio un emigrante, Robert William Troup Jr, di Harrisburg, in Pensilvania, ex capitano dei Marines, compose un testo sulla famosa strada che attraversava il paese, le cui parole, "Get Your Kicks on Route 66" si trasformarono presto in uno slogan per gli innumerevoli automobilisti che la attraversavano. La canzone fu registrata nel 1946 da Nat King Cole una settimana dopo l'arrivo di Troup a Los Angeles.

I negozianti, i gestori di motel e gli addetti alle stazioni di rifornimento notarono ben presto che i viaggiatori avevano bisogno di cibo, manutenzione delle auto e alloggio, così, quando i programmi di lavoro del New Deal favorirono il completamento della strada, la sua manutenzione e la costruzione di garage e ristoranti turistici, si ebbe un'impennata nello sviluppo economico.

Si sviluppò così, lungo questa strada, una nuova cultura, sconosciuta fino a quel momento: quella dei motel e delle stazioni di servizio, delle insegne al neon e delle cameriere sexy, conosciuta in tutto il mondo come "American way of life". Il traffico divenne subito intenso dopo l'adozione delle ferie retribuite e l'ingresso dell'automobile tra i beni comuni, ma la vecchia strada era troppo stretta per le nuove macchine. Così gli incidenti divennero sempre più frequenti e la 66 divenne famosa come la "strada dei sangue" o il "killer a due corsie".

Una fine inevitabile, ma...

The RoadAlla fine della guerra il sistema nazionale stradale si trovava in un pessimo stato. Fu il Generale Eisenhower, di ritorno dalla Germania positivamente impressionato dalle "autobahn"" (autostrade) di Hitler, a proporre lo stesso sistema per gli Stati Uniti, ritenendolo ottimo sia dal punto di vista dei trasporti che da quello della sicurezza. La risposta del Congresso all'impegno del presidente fu la Legge Federale per le highway del 1956, che fornì una copertura finanziaria completa per la realizzazione del progetto "highway". La realizzazione durò trent'anni, al termine dei quali la vecchia Route 66 non risultò più necessaria: motel e stazioni di servizio chiusero i battenti uno ad uno, diverse cittadine videro diminuire il numero dei propri abitanti, i cartelli stradali vennero rimossi. Larghi tratti della strada furono abbandonati, altri chiusi. Di fatto dal 1970, quasi tutti i segmenti dell'originale Route vennero sostituiti da una strada principale moderna a quattro corsie. Nel 1984 la Route 66 venne ufficialmente cancellata dalle mappe stradali, ma non dall'immaginario collettivo e dal cuore degli americani, infatti il mito rimase. La strada divenne il paradiso dei motociclisti e gli americani continuarono a esserle fedeli e infinitamente devoti. Nel 1987 lo stato dell'Arizona definì il tratto di strada tra le città di Seligman e Kingman, 150 km degli originali 4.000, come "la storica Route 66". Questo gesto riuscì a mantenere la 66 in vita. Analogamente nacquero in tutto il Paese associazioni con lo scopo di conservarne intatta la leggenda. Riapparvero i segnali stradali e fiorirono musei e negozi di souvenir. Bar e catene di fast food riaprirono, ora decorati con insegue stradali della Route 66. La 66 era di nuovo viva e vegeta. Questo pezzo di storia americana, sinonimo di libertà e avventura, cominciò a essere da molti rivissuto per piacere o per nostalgia.

Get your kicks on Route 66
If you ever plan to motor west
Travel my way, take the highway that's the best,
Get your kicks on Route 66!
It winds from Chicago to L. A.

More than two thousand miles all the way.
Get your kicks on Route 66!
Now you go through St. Looey, Joplin, Missouri
And Oklahoma City looks mighty pretty.
You'll see Amarillo, Gallup, New Mexico
Flagstaff, Arizona; don't forget Winona,
Kingman, Barstow, San Bernardino.
Won't you get hip to this timely tip
When you make that California trip.
Get your kicks on Route 66.
- Bobby Troup -

Un'avventura "On The Road"...

DesertoLa maggior parte delle persone che decidono di intraprendere l'intero tragitto, sceglie la direzione storica, cioè da Est a Ovest, da Chicago a Los Angeles. Si tratta di un lunghissimo viaggio: una strada lunga 4.000 km, con qualche piccola deviazione per siti come il Gran Canyon e Las Vegas, richiede ore di guida al volante o sul sedile di una moto, preferibilmente una Harley Davidson. Con qualsiasi veicolo ci si impiegano comunque almeno due settimane. Senz'altro la parte preferita dalla stragrande maggioranza dei turisti è quella che attraversa la California e l'Arizona: è la zona dei deserti, dei canyon, delle città fantasma, dei rodei, dei cowboys e degli indiani, ma à anche il paradiso dei motociclisti e dei giocatori di biliardo. Questa strada è ricca di cittadine stile anni '50, con i motel dai neon sfavillanti. La 66 attraversa anche un immenso territorio popolato solo da qualche cactus a interrompere la linea dell'orizzonte, ma il cielo notturno offre lo spettacolo più straordinario che si possa immaginare, consigliato ad amanti della natura, dei grandi spazi e della libertà.

Qualsiasi stato si scelga di visitare, occorre ricordarsi che nelle carte ufficiali la Route non esiste e quindi munirsi di cartine più specifiche e dettagliate, dato che in molte zone la strada diventa impegnativa, con ponti inesistenti, tratti molto stretti, laghi, fattorie proprietà private da attraversare e tratti di strada interrotta. Inoltre i segnali non sono sempre attendibili, poichè non si trovano più sotto la responsabilità delle autorità, ma vengono controllate da associazioni private.

Written by Lady Blackice at 16:47:05 Commenti [0]