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Recovery: Eminem si riprende il suo trono

2.9.2010   - - - > Music Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

EminemL'ultima volta che ho recensito un album di Eminem era il 2002, l'album era The Eminem Show, questo sito era poco conosciuto e piccolino, e anch'io di anni ne avevo pochi. L'ultima volta che ho scritto un articolo su Eminem per APP, invece, era il 2005, era appena uscita When I'm Gone ed il ritiro dalle scene era già nell'aria. Ricordo di aver scritto, all'epoca, che quel gone, quel "don't mourn me", mi facevano pensare più all'idea della morte vera e propria che non al ritiro, ed Eminem, negli anni successivi, la morte l'ha sfiorata sul serio.

Non ho mai smesso, in questi anni, di ascoltare Eminem; i suoi vecchi CD hanno continuato a fare da colonna sonora alla mia vita, ma mai avrei detto, se qualcuno me lo avesse chiesto tra il 2006 e il 2008, che sarebbe tornato a fare musica. Poi, lo scorso anno, Relapse, il ritorno sulle scene con un album veramente tosto da mandare giù.

Relapse: il come back che non funziona
Personalmente, non sono tra i fan che non hanno apprezzato Relapse, tutt'altro, l'ho preso per quello che era: un concept album a tema horror in cui Eminem, salvo un paio di eccezioni, non rappava in prima persona, ma nei panni di un alter ego psicopatico. Soprattutto, l'ho preso come un nuovo album da parte di un artista che, fino a qualche mese prima, credevo avesse definitivamente smesso di fare musica.

Chiunque conosca un minimo la musica di Eminem, però, sa che il lato dark viene sempre smorzato da una sorta di umorismo e che i temi shockanti sono spesso contrapposti a questioni (in genere personali) di un certo spessore. Tutto questo non c'era in Relapse, lo hanno detto tutti, ed è assolutamente vero. D'altro canto, a livello puramente tecnico, in quell'album c'era tutto quello a cui Eminem ci aveva abituato e in passato che i suoi detrattori speravano avesse perso.

Circa un anno più tardi, cancellato l'annunciato sequel Relapse 2, arriva Recovery, finalmente il come back che tutti si aspettavano da uno che è stato recentemente premiato come artista del decennio per numero di album venduti (in USA).

Recovery: music is my time machine
Recovery - EminemOltre che dalle ceneri di Relapse 2, Recovery è nato dalla consapevolezza che Relapse non fosse stato recepito bene né dalla critica né da gran parte dei fan (nonostante i numeri dicano il contrario). Per sua stessa ammissione, pare che Eminem, riascoltando Relapse, abbia riscontrato una totale mancanza di emozioni rispetto ai suoi lavori precenti. Ha dichiarato, infatti, che il suo precedente album gli ha permesso di reimparare a fare rime e superare il suo blocco creativo, ma con Recovery ha cercato di reimparare a toccare quelle corde che fanno emozionare ed identificare la gente. Io direi che ci è riuscito alla grande, ma procediamo con ordine...

Rispetto ai suoi album precedenti ci sono due grosse differenze: la prima è la totale assenza di skit, quei brevi intermezzi parlati, spesso comici, che erano il suo marchio di fabbrica; la seconda è che le basi dei brani non sono prodotte da Dr. Dre (tranne una canzone) come accadeva quasi sempre, ma sono frutto di una serie di collaborazioni con nomi importanti come Just Blaze, Jim Jonsin, DJ Khalil e altri, con cui hanno lavorato molti suoi colleghi.

Recovery - EminemL'album si apre con Cold Wind Blows ("Just why you come back again / You hate the fame, love the game / Cold as ice, you remain / Fuck 'em all, tell 'em all eat shit here we go again") una fiera difesa di quello che è stato, di quello che è e di quello che sarà, che è poi il tema portante di tutto l'album: Eminem vuole riprendersi il suo posto nel mondo del rap - the game - e ce lo dice con varie sfumature un po' in tutte le canzoni. Qui lascia parlare più che altro il suo alter ego Slim Shady, piuttosto defilato, però, nel resto dell'album.

Si passa poi a qualcosa di molto più serio: Talkin' 2 Myself (feat. Kobe), in cui Eminem rievoca la sua personale discesa agli inferi, la lotta, l'isolamento, la morte di Proof, le pillole, il blocco musicale, la gelosia, addirittura, verso Kanye West e Lil Wayne nel periodo in cui la sua stella cominciava ad offuscarsi... Niente è cambiato da questo punto di vista: Eminem è forse l'unico artista capace di farsi a pezzi da solo in un disco, diventando il bersaglio delle sue stesse rime, solo per il gusto di togliere agli altri argomenti con cui potrebbero colpirlo.

Mi soffermo poco su On FireWon't Back Down (feat. Pink) e W.T.P. perchè sono, secondo me, i pezzi più deboli dell'album. Mi sarei aspettata molto di più dalla collaborazione con Pink, perchè l'ho sempre ritenuta una sorta di Eminem al femminile, ribelle e diretta, ma la canzone, per quanto potente, dal punto di vista dei contenuti non è minimamente all'altezza di questi due personaggi.

Going Through Changes è probabilmente il pezzo più personale dell'album, una di quelle canzoni che, come When I'm Gone, ti immerge completamente in un mondo di ferite e affetti che non sono i tuoi, tanto da farti sentire un intruso. E' una traccia che spezza il cuore, senza mezzi termini, specie verso la fine, quando confessa che è stato il pensiero di sua figlia Hailie a tenerlo ancorato in qualche modo a questa vita, o quando finalmente ammette le sue colpe nel tormentato rapporto con l'ex-moglie Kim.

Not Afraid - EminemNot Afraid, che avrete ormai ascoltato tutti in ogni dove, è una sorta di potente inno alla disintossicazione, un'incoraggiamento per tutte le persone con vicende simili alla sua a scegliere di andare avanti e combattere i propri demoni. Non è il genere di pezzo che ci si sarebbe aspettati dal vecchio Eminem, indubbiamente, ma era anche stupido aspettarsi che il suo vissuto non lo avesse intaccato affatto e che potesse tornare sulle scene aggressivo e incazzato come era agli esordi. Eminem non è Peter Pan, ha percorso una strada che, per quanto tortuosa, lo ha portato ad essere la persona e l'artista che è oggi, ed è un bene che ce l'abbia detto così chiaramente nel primo singolo estratto da Recovery.

Seduction è una delle canzoni di Recovery scambiate erroneamente per canzoni d'amore. Sbagliato! Non sono donne quelle che cerca di sedurre ma, metaforicamente, le fan base dei suo rivali. Bellissimo il riferimento alla sua discografia: "There's a seven disc cd changer in her car, and I'm in every single slot, and you're not. Aww."; Recovery, infatti, ufficialmente è il suo settimo album. Chapeau!

E si arriva a No Love (feat Lil Wayne)... Ora, Lil Wayne può piacere o no (a me, personalmente, non piace), ma non sui può negare che è su di lui che i riflettori erano puntati negli anni in cui Eminem era tappato in casa a combattere con le sue dipendenze. Eminem lo sa, e lo rispetta per questo, quindi se è vero che di beaf e faide ne ha ormai abbastanza, ha fatto bene a dimostrare in musica la differenza abissale che intercorre tra lui e il collega. Dopo le due precedennti collaborazioni in Forever e Drop the World, qui credo si chiuda il capitolo del come e del perchè Eminem appartenga ad un altro livello. Sulle note della hit del 1993 What is Love (Haddaway) campionata da Just Blaze - probabilmente l'ultimo sample al mondo su cui avreste immaginato di ascoltare Eminem - i due si lanciano in una serie di minacce per niente velate a non meglio identificati nemici che ci sono andati giù pesanti nei momenti in cui erano più vulnerabili. Il risultato è un mix di energia pazzesco che fa venir voglia di prendere a calci le porte... Good job guys! Onore a Eminem per aver immortalato il momento di gossip più chiacchierato del 2009: nella canzone, infatti, si fa riferimento a Kanye West e all'interruzione da parte sua del discorso di Taylor Smith in occasione della premiazione per miglior video femminile agli MTV VMAs.

Space Bound è un'altra canzone apparentemente non da Eminem con al centro una storia d'amore - se reale, inventata o metaforica non è dato sapere - sbocciata all'improvviso e finita, come al solito, male. Di particolare c'è che, pur rimanendo completamente fedele a se stesso e al suo stile, qui si sofferma un po' su tutti i passi dell'innamoramento, l'incontro, la paura di restare delusi, la fiducia, prima di arrivare all'epilogo tragico della terza strofa, in cui al rifiuto segue un'inequivocabile sparo. Molti fan ancora si stanno chiedendo se e quanto di vero ci sia in questa canzone, mentre altri più fantasiosi - complice quel dato specifico "after a year and 6 months, it's no longer me that you want" - ritengono che la donna a cui si rivolge sia in realtà, metaforicamente, la sua dipendenza. Chissà...

Cinderella Man, che nel sound ricorda molto da vicino Till I Collapse, esamina in modo dettagliato l'idea che questa sia la sua seconda chance nella mondo musica (ma anche nella vita, presumibilmente), un'opportunità da non lasciarsi scappare. "Music is my time machine" - ci dice il ritornello - un'ammissione inequivocabile di quanto gli sia costato dover abbandonare momentaneamente una cosa che tanto ama fare e quante energie abbia messo nel suo ritorno. Qui c'è anche la discussa frase: "Fuck my last cd this shit's in my trash" che ha fatto un po' arrabbiare gli estimatori di Relapse (ce ne sono, checché se ne dica). C'è da apprezzare la sua onestà, in ogni caso; quanti altri artisti farebbero altrettanto?

Contrariamente a Space Bound, sull'interpretazione di 25 to Life ci sono molti meno dubbi di quanto si possa pensare. Nonostante parecchi critici ci siano cascati in pieno, questa canzone non è affatto dedicata all'onnipresente ex moglie Kim, ma, come è chiaramente specificato alla fine della canzone, all'hip-hop. E' la musica la sua condanna a vita (da cui il titolo); è il mondo del rap che lo ha salvato, reso celebre, sfruttato, masticato e poi sputato in un angolo. In questo pezzo si toglie qualche sassolino dalle scarpe e ci racconta in modo molto potente il suo rapporto non sempre facile con l'industria musicale.

E che dire di So Bad? Secondo molti una Superman parte II, con cui condivide tante frecciatine rivolte all'universo femminile, ma da cui si distingue per il tono molto più scanzonato. Diversamente dai suoi precedenti album, questa è l'unica canzone prodotta da Dr. Dre. E lasciatemi dire che si sente, eccome se si sente!

In Almost Famous rievoca la sua situazione pre-fama, l'inseguimento del suo sogno, la notorietà e le sue conseguenze. "Careful what you wish for" gli suggerisce la voce nel ritornello, una situazione che aveva già analizzato, a posteriori però, nell'omonima bonus track presente in Relapse.

Love The Way You Lie - EminemE veniamo al secondo singolo, Love The Way You Lie. Se, come me, siete fra quelli che quando hanno letto il nome di Rihanna su un album di Eminem hanno storto il naso, spero vi siate ricreduti perché questa non solo è una delle canzoni migliori dell'album, ma probabilmente una delle più dolorosamente private che abbia mai scritto. Sebbene in passato Eminem non abbia mai risparmiato dettagli piuttosto intimi sulla sua turbolenta vita familiare (‘97 Bonnie & Clyde, Kim, Hailie's Song, When I'm Gone e tante altre) qui riesce nel triplice intento di raccontare quella che è stata la sua storia di amore ed odio con Kim, inglobare la brutta vicenda di Rihanna con il suo ex Chris Brown - impossibile pensare che nel ritornello non parli in prima persona - ed indirizzarla allo stesso tempo a tutti quelli che, da un lato o da un altro, sono rimasti invischiati in relazioni malate.

E' You're Never Over a chiudere l'album (salvo una hidden track con qualche colpo finale). Qui c'è bisogno di sapere un po' di cose sulla vita di Eminem che l'ascoltatore casuale potrebbe non conoscere... Breve riassunto: Proof (DeShaun Holton) era il migliore amico di Eminem dai tempi delle superiori, è la persona che per prima ha creduto in lui e che lo ha aiutato ad ottenere rispetto nel ambiente hip-hop underground di Detroit quando non era ancora nessuno, era il suo compagno nei D12, era il suo hype man ai concerti, è stato il suo testimone di nozze. Proof è stato assassinato nel 2006 con un colpo di pistola seguito ad una rissa in un locale di Detroit e da allora è uno dei tanti, troppi, R.I.P. che affollano la storia del hip-hop. Questa è la canzone che i fan si aspettavano di ascoltare dopo la tragedia, ma ad Eminem sono serviti quattro anni per rimettere insieme i pezzi della sua vita e riuscire ad affrontare questo capitolo così doloroso. E se il risultato è questo, ha fatto benissimo ad aspettare: questa canzone è un pugno nello stomaco, non è semplice arrivare alla fine dell'ascolto con gli occhi asciutti. Si sono lamentati in tanti del modo goffo in cui canta il ritornello - perchè si ostina a cantare, lui che cantante non lo è di certo? - ma come si fa a non capire che questa canzone non appartiene a nessun altro se non a lui e Doody (soprannome di Proof), che si, è sull'album, ma non è per noi, perché quella è l'evocazione di tante situazioni passate in cui loro due buttavano giù rime per il solo gusto di farlo? Un modo splendido e poco usuale per dire addio ad una delle persone più importanti della sua vita.

Il pubblico e la critica
Con circa 750 mila copie vendute solo in USA nella prima settimana, cinque settimane consecutive di permanenza al primo posto della BillBoard e numeri da capogiro anche successivamente e nel resto del mondo, Recovery si è attestato come uno degli album più venduti degli ultimi anni. Siamo lontani dai record di The Marshall Mathers LP e The Eminem Show, ma, nello stato in cui versa attualmente l'industria discografica, le vendite di Recovery non sono buone. Sono prodigiose!

La critica, come al solito, non è stata altrettanto generosa con Eminem: l'album ha ricevuto recensioni mediamente buone, con qualche picco sia in positivo che in negativo. Niente di nuovo, nessuno dei suoi album precedenti ha mai avuto il giusto riconoscimento dai critici, spesso a causa di fraintendimenti clamorosi nei contenuti e nei riferimenti presenti nelle canzoni.

Stendiamo un velo pietoso, infine, sulla critica italiana, che è sbagliato persino definire tale, perché significherebbe attribuire alla stampa nostrana delle qualifiche e competenze che non poissiede. L'hip-hop è un genere complesso e veramente poco diffuso in Italia e difficilmente i critici musicali che affollano quotidiani e riviste, che sanno di tutto un po' ma niente a livello più specifico, sono in grado di comprendere i sottotesti culturali e le sfumature linguistiche che questa forma d'arte si porta dietro. L'hip-hop, inoltre, fatica ancora ad essere accettato come una forma d'arte vera e propria da molte - troppe - persone, ed i giornalisti non fanno eccezione.

Questo per dire che non si può far altro che ridere quando le maggiori testate giornalistiche italiane ci raccontano che Eminem è diventato "buono, buonista e noioso", o che i fan non hanno reagito bene a questo suo ultimo lavoro.

Nessuno di questi "critici" ha ascoltato effettivamente l'album, nessuno ha cercato di cogliere le rime e di capire i testi, nessuno, nello stato in cui versa il giornalismo italiano, ha tempo e competenze per fare niente del genere. Quello che avviene, nella maggior parte dei casi, è che si informano alla meglio sui siti stranieri, traducono - spesso male - copiano e incollano e ci propinano articoli disinformati e pressappochisti, prendendo enormi cantonate. Sarebbe meglio non scrivere affatto su certi argomenti, se non si è in grado di parlare con cognizione di causa.

Commento personale
Gli Americani hanno la brutta abitudine di fare classifiche e di quantificare tutto e, quando esce un album come questo, la prima cosa che si sentono di fare è aggiornare la classifica posizionandolo sopra o sotto i precedenti. Io, sinceramente, non sono in grado di fare questa classifica. So che il mio album preferito è The Marshall Mathers LP, ma quell'album si porta dietro i ricordi di 10 anni di vita vissuta, che senso ha paragonarlo con una cosa appena uscita?

Quello che so è che amo Recovery, l'ho amato dal primo ascolto, tanto che spesso lo metto su e lo lascio dall'inizio alla fine senza saltarne una traccia. Quello che so è che ancora non ho capito quale sia la mia canzone preferita, perché le adoro quasi tutte, sia quelle che mi fanno piangere che quelle che mi fanno ridere. Quello che so é che questo album mi ha ricordato perché seguo Eminem da dieci anni e perché nessun altro artista ha avuto lo stesso impatto su di me. E si, non sarò in grado di fare una classifica dei migliori album di Eminem, ma so che tra dieci anni, molto probabilmente, io Recovery lo starò ancora ascoltando. Perché, per dirla all'americana, è un fucking classic!

Written by Lady Blackice at 10:36:39 Commenti [4] Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook