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Hollywood
Recensione: The Warriors
28.9.2008 - - - > Hollywood
Scheda Film
Titolo originale: The Warriors
Genere: Azione / Thriller
Durata: 93 minuti
Regia: Walter Hill
Sito ufficiale: http://www.warriorsmovie.co.uk
Cast: Michael Beck, James Remar, Dorsey Write, Brian Tyler, David Harris, Roger Hill, David Patrick Kelly.
Uscita in USA: 9 Febbraio 1979
Trama
New York, 1979. La ruota panoramica di Coney Island gira lentamente nella notte. Tutte le bande criminali della città si stanno per radunare nel Bronx, per un evento senza precedenti. Il grande Cyrus, carismatico leader dei Gramercy Riff, la più grossa banda newyorkese, vuole una tregua. Uniti, infatti, si può vincere il vero e unico nemico: la polizia. Migliaia di giovani "guerrieri" arrivano da ogni luogo e con ogni mezzo: in metropolitana, in autobus, a piedi... L'importante è essere puntuali e ascoltare le parole di Cyrus. Il luogo prestabilito, come in un grande stadio, è stracolmo di gente. Cyrus, tra la stima della folla, inizia il suo discorso quando, all'improvviso, Luther, capo dei Rogues, sferra un colpo di pistola e lo ammazza vigliaccamente davanti allo sgomento generale.
È il delirio: tra le urla, il fuggi fuggi generale e la polizia che cerca di arrestare quanta più gente possibile, Cleon, capo dei Warriors, trovandosi a due passi da Luther, viene furbamente accusato dell'omicidio prima ancora che questo possa proferire parola. Inutile cercare di spiegare la verità. I pochi rimasti, credendolo responsabile, lo assalgono selvaggiamente a suon di calci e pugni. Per lui è la fine. Anche gli altri Warriors, in pochi attimi, vengono presi di mira e così, non avendo scelte, si dileguano tra il caos generale.
La fuga verso Coney Island, il loro territorio, è lunga e difficile. Ventisette miglia li separano dalla meta. Durante il difficoltoso cammino notturno dovranno affrontare problemi di ogni tipo: risse, poliziotti armati, bande infuriate e desiderose di vendetta, e la cosa è resa ancor più complicata da una piccola radio locale, gestita dalla dj Lolly, che, dietro richiesta degli stessi Riff, non perde tempo per informare tutte le gangs sintonizzate sugli ultimi avvistamenti dei fuggitivi.
I nostri guerrieri, in un modo o nell'altro, riusciranno sempre a cavarsela, superando a suon di manganelli le varie bande che, via via, troveranno lungo il loro cammino: i Turnbull A.C, gli Orphans, i Baseball Furies, nonché le temibili Lizzies, un gruppo di sole donne che cercherà di farli fuori con l'astuzia, fingendosi ragazze facili e desiderose di un incontro. Mentre la lunga fuga è ormai giunta al termine alcuni testimoni inattesi raggiungono i Riff e raccontano loro la verità sull'accaduto, scagionando i guerrieri da ogni ignobile accusa.
A Coney Island l'alba è iniziata da poco. La ruota ha smesso di girare da un bel pezzo. I guerrieri, appena arrivati e ignari di quanto successo poco prima, devono risolvere un ultimo problema. I Rogues, infatti, sono lì ad aspettarli armati di pistola e li vogliono morti. Ma quando ormai tutto sembra perduto e la fine è solo a due passi, entrano in scena gli stessi Riff, capitanati dal cattivo Masai, da poco giunti sul posto.
I Warriors verranno fatti allontanare, Luther, invece, sarà vittima della loro furia omicida: giustizia è fatta, si far dire.
Commento
Tratto da un romanzo di Sol Yurik, The Warriors, cult movie a tutti gli effetti, è un capolavoro senza mezzi termini. Un film di un'epoca in cui i registi sapevano ancora fare il loro mestiere: niente computer grafica, niente effetti speciali o tecnologie fantascientifiche. Niente di niente, se non una buona dose di arte e maestria. Il risultato è un'opera stilisticamente perfetta, scorrevole, mai banale.
Il cast, poi, supera ogni aspettativa. Prima fra tutti è la figura di Luther, capo spietato e mentalmente instabile, a meritare un bel dieci e lode. Il suo volto riesce ad incarnare perfettamente la figura dello psicopatico paranoico che ammazza senza neanche una ragione. Ottimo anche il vice capo dei Warriors, Mike, ragazzo saggio e riflessivo, pronto a combattere nel nome dell'onore. Infine Masai, secondo solo al defunto Cyrus, ormai leader indiscusso della più grossa band della città; sempre con i suoi occhialoni neri, arrabbiato e rispettato dai compagni. Un'attenzione particolare, inoltre, va riservata anche a Mercy, ragazza di strada che, abbandonati gli Orphans, si unisce alla fuga dei Warriors nella speranza di trovare una vita migliore.È proprio questa figura che fornisce al film una diversa chiave di lettura, che si distacca per un attimo dalla violenza delle gangs, spostandosi verso un mondo, quello dei Warriors, in cui un briciolo di morale sembra ancora esistere.
Sul fronte musicale le cose non potevano essere tanto diverse. Un ottimo film ha bisogna di un'ottima musica. Firmati da Barry De Vorzon, i superbi brani digitali, vera struttura portante, non deludono le aspettative. Le fredde melodie, acide e a tratti psichedeliche, conferiscono alle scene notturne un'aura di mistero che accompagna egregiamente il sapore metropolitano di tutta la pellicola.
Insomma, gli ingredienti per un lavoro eccellente non mancano e il risultato, grazie alle sapienti mani che li hanno scrupolosamente dosati, non poteva che essere eccezionale. Tanto di cappello al regista Walter Hill, che ha saputo destreggiarsi in un'opera degna di nota, che farà sicuramente parlare di sé anche nei prossimi decenni. Del resto la vera arte, e questa è una sacrosanta verità, non muore mai.
Written by Mark at 17:35:10 Commenti [0]

















