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Hollywood

Satan's Sadists - La versione sadica e mal riuscita di Easy Rider

21.5.2009   - - - > Hollywood Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

Scheda Film
Titolo originale: Satan's Sadists (o Nightmare Bloodbath)
Genere: Azione
Durata: 86 minuti
Regia: Al Adamson
Cast: Scott Brady, Kent Taylor, Russ Tamblyn.
Uscita in USA: 1 Giugno 1969

Satan's Sadist è uno di quei film che mai e poi mai si vedranno in televisione, se non in qualche canale privato e sconosciuto, rigorosamente dopo la mezzanotte. No, non si tratta di porno, ma semplicemente di una pellicola vecchia, economica, sconosciuta e poco adatta, quindi, ad essere trasmessa in prima serata.

Ad Hollywood, del resto, non tutti i registi possono contare su budget milionari e attrezzature futuristiche ed è qui che l'arte di arrangiarsi si rivela maledettamente necessaria. Quello appena descritto è il caso di Al Adamson, direttore di questa pellicola.

Trama
Satan's SadistsCi troviamo nel Sud degli Stati Uniti. Un gruppo di motociclisti criminali, i Satans, caratterizzati da sei uomini e una donna, scorrazzano lungo le Highways californiane, uccidendo e stuprando gli sventurati di turno, per il semplice e macabro gusto di farlo. La mente pensante della gang è Anchor, un uomo sadico e pieno di odio, che non prova scrupoli di nessun tipo e non si lascia certo scuotere da un po' di sangue.

Un bel giorno, una coppia di anziani viaggiatori, mentre si trova sull'autostrada, decide di dare un passaggio a Johnny, giovane marine in congedo diretto a Los Angeles. I tre, dopo una breve chiacchierata, pensano bene di fermarsi in una tavola calda per mettere qualcosa sotto i denti. Pochi istanti dopo il loro ingresso, i Satans irrompono nel locale ed iniziano a fare baccano, spezzando la quiete di quel pacifico angolo di California.

Il proprietario, stufo e seccato dal loro comportamento, li rimprovera in maniera un po' brusca, ma l'orgoglio criminale che contraddistingue il feroce gruppo di balordi non può accettare un affronto simile e così, risentiti, prendono l'uomo, insieme alla coppia (intervenuta nel battibecco), li portano fuori e, dopo aver vigliaccamente stuprato lei, uccidono barbaramente gli altri. La pazzia di Anchor è tale che anche gli stessi membri della gang provano un certo disgusto, domandandosi se fosse proprio necessario arrivare a tanto.

Johnny e la giovane cameriera, invece, trattenuti all'interno del locale, riescono a fuggire, non prima, però, di aver ucciso due membri della banda, rimasti con loro per farsi medicare una piccola ferita causata da Charlie, nel tentativo di difendere la moglie da alcune avances. I due giovani, braccati, corrono verso i canyon che circondano la Highway. Nei meandri di quei luoghi sperduti, tra anfratti e irte colline, avranno un solo scopo: salvarsi la pelle. Per Anchor e i suoi le cose non saranno affatto semplici, anche perché un ex marine non si lascia facilmente mettere in piedi in testa senza prima combattere.

Come ogni film a lieto fine, i due giovani, ormai veri protagonisti della storia, da buoni paladini del bene (che, inevitabilmente, vince sempre sul male e i soprusi), riusciranno a cavarsela egregiamente e i sadici motociclisti, chi prima chi dopo, moriranno tutti, ponendo fine ad una vita che poi tanto vita non era. Lo stesso Anchor perirà senza tante storie e non basteranno certo le svastiche fieramente tatuate addosso a dargli la forza necessaria di rimanere in piedi.

Interpreti
Tra gli attori va sicuramente menzionato Russ Tamblyn, che impersona Anchor. Il volto apparentemente pacifico e il carattere alquanto riflessivo, lo trasformano in un perfetto leader criminale, sadico e spietato da una parte, ma decisamente razionale quando deve trovare una soluzione ai vari problemi.

Buona anche la recitazione di Scott Brady (Charlie), fisicamente perfetto nel ruolo del poliziotto in vacanza: duro, serio e maledettamente onesto.

Azzeccata, infine, anche la scelta di Gary Kent (Johnny), nei panni del giovane marine in congedo: il classico bravo ragazzo, sempre pronto, però, a tirare fuori le "unghie" in caso di necessità.

Il resto del cast, invece, non brilla più di tanto, ma per un film-discount come questo non si può certo pretendere di meglio.

Commento
Satan's Sadist, girato in 16 millimetri e senza mezzi professionali, ha alla base una storia che, se curata un po' meglio, avrebbe avuto molto da dire. Tuttavia le colonne sonore sessantine e gli incantevoli paesaggi californiani, caratterizzati da strade infinite e tortuosi deserti, riescono appieno ad esprimere il fascino dei mitici anni sessanta americani, patria di Hippies e viaggiatori solitari, un po' come sanno fare - decisamente meglio - capolavori del calibro di Easy Rider.

Un film da vedere? Non necessariamente, ma un cinefilo con il pallino dei cortometraggi fai-da-te, potrebbe di certo trovare molti spunti interessanti e imparare, ad esempio, che non serve sempre ricorrere alla computer grafica, o prosciugare il conto in banca, per "mettere in scena" qualcosa di apprezzabile. Una videocamera di decente fattura e la voglia di fare, rappresentano già un buon punto di partenza.

Quotes
Charlie: "I'll get you, you little bastard. I promise you, I'll get you if it's the last thing I ever do."

Anchor: "You're right, cop. You're right, I'am a rotten bastard. I admit it. But I tell ya something. Even though I got a lot of hate inside, I got some friends who ain't got hate inside. They're filled with nothing but love. Their only crime is growing their hair long, smoking a little grass and getting high, looking at the stars at night, writing poetry in the sand. And what do you do? You bust down their doors, man. Dumb-ass cop. You bust down their doors and you bust down their heads. You put 'em behind bars. And you know something funny? They forgive you. I don't."

Written by Mark at 13:20:45 Commenti [0] Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook