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La scoperta dell'America

21.2.2004   - - - > History Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

Gli Europei verso il Nuovo Mondo
CaravellaCi occuperemo in una sezione apposita delle tribù che popolavano l'America prima dell'arrivo dell'uomo bianco e della loro cultura. Qui ci basta sapere che, fino a quel momento, Indios, Amerindi, Maya e Aztechi, solo per citarne alcuni, vivevano tranquillamente in queste zone, dediti all'allevamento e all'agricoltura.

Nel corso del Medioevo i grandi viaggi per mare furono ostacolati da leggende e pregiudizi, che facevano dello Stretto di Gibilterra (Colonne d'Ercole) l'estremo limite consentito all'intraprendenza umana (vedi Ulisse e il suo "folle volo" nella Divina Commedia, Inferno). Nonostante questo, anche gli uomini del Medioevo realizzarono tra il XII e il XIII secolo i primi viaggi di esplorazione, ma non si spinsero mai fino alle Americhe.

Nel Rinascimento, la rinnovata fede nell'uomo e nelle sue capacità e la ricerca della verità aldilà delle superstizioni, stimolarono viaggi e ricerche, di cui si fecero promotori portoghesi e spagnoli. Ricordiamo, fra i motivi delle spedizioni, anche quelli più concreti: i molti capitali accumulati in cerca di impiego, l'esigenza dei mercati europei, la politica di espansione dei nuovi Stati nazionali e la caduta di Costantinopoli in mano ai turchi, che minacciava la via dei traffici con l'Oriente.

La grande scoperta
In questo clima di fiducia generale, Cristoforo Colombo si mise sulla via delle Indie, seguendo la strada dell'Occidente, persuaso che si potessero raggiungere i paesi del Levante navigando verso Ponente. Convinzione esatta, calcoli sbagliati per quanto riguarda la misura della circonferenza della terra: questo portò al clamoroso errore della "scoperta delle Indie". Colombo, infervorato da quest'idea e sinceramente mosso dallo spirito, ancora tutto Medievale, di guadagnare nuove anime a Cristo, si mise alla ricerca di fondi. La storia la conosciamo tutti: dopo una serie di insuccessi, ottenne finalmente dalla regina Isabella di Castiglia e dal suo sposo re Ferdinando d'Aragona, rivale dei portoghesi, tre caravelle, la Nina, la Pinta e la Santa Maria.

San SalvadorE chi se lo sarebbe mai aspettato! Immagino di esserci, in quel caldo 3 Agosto 1492, quando l'Ammiraglio Cristoforo Colombo salpò da Porto Palos, in Spagna, nel tentativo di trovare un nuovo accesso via mare per giungere alle Indie. In realtà, tutti sappiamo che Colombo alle Indie non ci arrivò mai, perché, due mesi dopo (il 12 ottobre), terminò la sua traversata oceanica sulle coste dell'attuale isola di San Salvador (così battezzata da Colombo stesso), nelle Bahamas, che egli credette essere una delle isole del Cipango (Giappone).

Colombo scrisse al re: "dopo 33 giorni dacché partii da Cadice, giunsi al mare delle Indie, dove trovai molte isole assai popolate [...]" (estratto dall'Epistola della Prima Navigazione di Colombo).

Sono sempre più accreditate, però, le voci secondo cui Colombo sapesse perfettamente dove si trovava, e non si era sbagliato, pensando di essere giunto nelle Indie. All'epoca, l'Europa conosceva già la bussola, il timone e l'astrolabio. Era, inoltre, sufficientemente sviluppata anche la cartografia, uno strumento che facilitava l'orientamento nella ricerca di una rotta alternativa. Probabilmente dunque, Colombo era a conoscenza del fatto che tra le coste della Spagna e le Indie vi era uno spazio, in miglia nautiche, superiore a quello da lui percorso.

In ogni caso, Colombo, approdato nell'isola, proclamò il diritto di possesso delle terre scoperte, prassi comune al resto dei paesi europei che partecipavano alle scoperte geografiche, che rifletteva la convinzione della superiorità europea rispetto agli indigeni.

Il passaggio di Nord-Ovest
Colombo non toccò mai il territorio americano, ma solo varie isole e arcipelaghi. Nel 1497 re Enrico VII mandò Giovanni Caboto, veneziano al servizio della Corona d'Inghilterra, a esplorare le coste dell'America del Nord che non erano sotto il dominio della corona di Castiglia. Questo navigatore le esplorò da Terranova (penisola del Labrador, Canada) fino alla baia di Chesapeake. Fu quindi Caboto il primo esploratore a toccare di per sé la terra ferma dell'America del Nord.

In questo periodo l'Inghilterra continuava a cercare il passaggio di Nord-Ovest, come nuova rotta verso l'Oriente. Un altro esploratore, Francis Drake, arrivò alle coste dalla California (1577) ed esplorò le coste del Pacifico. Sempre in cerca del passaggio di nord-ovest; Martin Frobisher scoprì la baia di Hudson e Sir Walter Raleigh cercò di colonizzare, con alterna fortuna, le Guayane e la Virginia. Nel XVII secolo re Giacomo I concesse alla Compagnia di Londra il diritto di popolare ed esplorare quella zona.

Una terra meravigliosa
Ma quale fu lo spettacolo di fronte al quale si trovarono i nostri esploratori? Quando i primi europei giunsero in America, le popolazioni di ceppo Amerindo, che lì vivevano, erano più di un milione, organizzate in diverse tribù, secondo le loro abitudini di vita, e spesso in conflitto tra di loro. Le più famose tribù sono gli Irochesi, i Caddo, i Sioux e gli Algonchini.

Nelle immense foreste della regione dei Grandi Laghi, gli Algonchini cacciavano cervi in inverno, e si davano alla pesca in estate. Gli Irochesi, invece, erano lavoratori del legno, con cui costruivano le loro case, circondando i villaggi da robuste palizzate. Nella regione Sud-Est, gli indiani erano agricoltori, costruivano villaggi e templi e producevano vasellame e utensili in legno. Nella regione delle Grandi Pianure, gli indiani erano soliti seguire le mandrie di bufali, da cui ricavavano carne per nutrirsi e pelli per coprirsi.

Le prime persone, dunque, con cui Colombo ebbe a che fare, arrivato "alle Indie", furono proprio questi personaggi che lui stesso chiamò indiani essendo appunto convinto di trovarsi in India. Fu egli stesso a raccontare che gli fu difficile comunicare con questi indiani, dal momento che continuavano a fuggirgli per paura. Un popolo pacifico dunque! Solo dopo alcuni giorni, finalmente, Colombo riuscì a sapere dagli indiani che, vicino all'isola in cui si trovavano, ne esistevano altre.

Il nostro Ammiraglio, percorse altre 45 miglia di mare, per arrivare all'isola che battezzò la Spagnola, che descrisse come "[...] circondata da molti porti larghi e sicuri, come non vidi mai in altri luoghi. Molti fiumi grandi e salubri vi scorrono nel mezzo e vi sorgono monti altissimi. [...]; sono inoltre isole [...] piene d'una gran varietà d'alberi che s'elevano a grandi altezze e che non credo mai privi di foglie [...]." (Estratti dalla relazione al re di Spagna)

Cristoforo Colombo, dunque, si trovò di fronte ad un paradiso, una terra che mai, a giudicare dallo stupore con il quale continuò nella relazione al re, si sarebbe aspettato di trovare; terra ricca di grande vegetazione, oltre che di oro e di metalli; terra nella quali gli abitanti "[...] mancano di armi che sono loro quasi ignote [...]".

Possiamo immaginare il fervore che questa terra meravigliosa ha potuto accendere nel cuore della gente del XV secolo, stufa delle oppressioni e desiderosa di trovare una nuova terra nella quale ricominciare a vivere una vita, finalmente libera.

Il valore della Libertà è ancora oggi molto vivo negli Stati Uniti, l'inno stesso fa accenno alla "land of the free", la terra della libertà.

America
Cristoforo ColomboColombo dopo il suo primo viaggio, ne fece altri tre nei quali visitò Cuba, poi Haiti, e lambì il continente nel Golfo di Paria, nei pressi dell'istmo di Panama. Nel quarto viaggio del 1502-1504 toccò l'Honduras e la Costa Rica, quando altri, cinque anni prima, erano già sbarcati sulle coste. Cristoforo Colombo morì a Valladolid, in Castiglia, nel cuore della Spagna, nel 1506.

Da Colombo in poi, una grande quantità di navigatori, cartografi, geografi, e chi più ne ha più ne metta, si era lanciata alla ricerca di nuove terre, in quel tratto d'oceano ritenuto vuoto!

Uno tra i tanti fu il famosissimo Amerigo Vespucci, fiorentino, al servizio dei reali di Spagna, il quale visitò tutta la parte settentrionale e orientale del centro e del sud America, battezzando così il Nuovo Mondo con il nome che da allora in poi tutti usarono: America (1507).

Piano piano si stavano delineando le basi che avrebbero portato, negli anni seguenti, molti europei sulle coste americane. Stava per iniziare la vera e propria "era delle colonizzazioni".

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Written by American Eagle at 17:18:23 Commenti [1] Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook