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History
La Rivoluzione Americana
4.6.2006 - - - > History
La fatidica data della Dichiarazione d'Indipendenza, 4 Luglio 1776, non segnò in realtà l'inizio delle ostilità con la Gran Bretagna. Azioni militari inglesi, a cui erano seguiti scontri con i coloni, erano, infatti, già in corso dal 1775.
"Lo sparo udito in tutto il mondo"
La prima occasione di confronto militare tra i reparti inglesi e i coloni americani avvenne a Concord, nei pressi di Boston, dove i britannici sospettavano fossero nascoste le armi dei "ribelli" (così erano chiamati gli indipendentisti). Nei pressi del villaggio, tuttavia, un gruppo di americani aprì il fuoco sui soldati inglesi, i quali effettuarono una ben poco gloriosa ritirata. Definito "lo sparo udito in tutto il mondo", fu il primo scontro di una guerra che avrebbe attirato e sorpreso l'opinione pubblica internazionale.
George Washington e l'Esercito Continentale
Consapevoli che l'unico modo per contrastare il temutissimo esercito inglese era organizzare un esercito nazionale, che operasse seguendo una precisa e unica strategia, i coloni costituirono il cosiddetto "Esercito Continentale", alla cui guida fu posto il giovane e promettente generale George Washington. Nonostante questo giovane esercito fosse afflitto per tutta la durata della guerra da problemi di organico e di disciplina, Washington seppe guidarlo al meglio, consapevole del carisma che esercitava sulle truppe e certamente dotato di capacità militari fuori del comune. Washington premette sempre sul Congresso per avere più uomini, ma si vide spesso dimezzare in numero i soldati che richiedeva. Quando poi il Congresso ridusse ancora le forze di Washington a causa delle disfatte americane in Canada, il generale si vide costretto a contare sempre più sugli uomini della milizia, soldati volontari poco addestrati, non certo in grado di competere con la fanteria inglese. Un aiuto prezioso venne dai Minutemen, provenienti dal Massachusetts, unità che si erano addestrate per nove mesi, ed erano particolarmente abili nel tiro di precisione.
Per più di una volta Washington e il suo esercito rischiarono la sconfitta. Celebre è la battaglia combattuta a New York, dove un esercito di trentamila tra inglesi e mercenari tedeschi circondò le esigue forze di Washington a Manhattan. In quel momento, con solo diecimila uomini addestrati, l'esercito continentale rischiò una disastrosa disfatta. In aiuto dei patrioti americani arrivò una nebbia densissima, veramente provvidenziale, che permise un completo ritiro delle truppe americane senza che gli inglesi si accorgessero di nulla. All'alba la ritirata era conclusa con successo e la guerra poteva continuare.
Nel 1777 Washington fu addirittura ad un passo dal restare ucciso. In quel periodo combatteva la prima battaglia per la difesa di Philadelphia, la capitale americana. Uscito in ricognizione con una piccola scorta nei pressi del Brandywine, s'imbatté in un capitano dell'esercito inglese, Patrick Ferguson, tra l'altro inventore di un modello di moschetto a canna rigata e a retrocarica, qualitativamente superiore alle armi americane. Quando Ferguson intimò l'alt, la scorta di Washington lanciò l'allarme e il generale poté allontanarsi al galoppo incolume. Probabilmente il fatto che Washington fosse disarmato e non fosse stato riconosciuto aveva inibito il capitano inglese dal premere il grilletto e dall'uccidere il generale. La sua morte avrebbe di certo portato al collasso l'esercito che, senza l'uomo guida che ispirava fedeltà e profondi ideali, non sarebbe stato in grado di continuare una guerra che si faceva sempre più difficile.
Comprendendo che una vittoria campale, in un'unica battaglia titanica, era impossibile per l'esercito americano, Washington presentò al presidente del Congresso, John Hancock, la sua nuova strategia, che prevedeva tattiche di logoramento e di guerriglia. Questo cambiamento apparentemente semplice nelle operazioni militari mise in crisi gli inglesi, impreparati ad una guerra di logoramento. La Gran Bretagna, infatti, era in difficoltà nel controllare il territorio americano, così ostile e vasto. L'esercito inglese non era in grado di sorvegliare tutte le città: quando le guarnigioni inglesi ne lasciavano una, questa veniva prontamente rioccupata dai ribelli americani.
La guerra continuò a fasi altalenanti, finché non scese in campo anche la Francia, nel 1781. Ribaltando i rapporti di forza, l'arrivo di contingenti francesi portò a quella che sarebbe stata la battaglia conclusiva della guerra e che avrebbe segnato la sconfitta della Gran Bretagna: Yorktown.
La battaglia di Yorktown
Il 26 settembre 1777 il generale inglese Howe aveva conquistato la capitale Philadelphia, costringendo il Congresso Continentale a spostarsi a Baltimora. A riequilibrare la situazione arrivò l'alleanza commerciale e militare con la Francia. Nel maggio 1778 la flotta del Conte d'Estaing raggiunse le coste americane, impegnandosi in scontri navali, comunque non decisivi. Nel 1779 anche la Spagna dichiarò guerra alla Gran Bretagna, e nel 1780 fu il turno dell'Olanda.
Il generale francese Rochembeau si era nel frattempo ricongiunto con i volontari del Marchese di Lafayette. L'esercito franco-americano era così pronto ad iniziare l'assedio a Yorktown, controllata dal generale britannico Cornwallis, vicecomandante delle forze inglesi. Cornwallis sperava nell'arrivo delle truppe del generale Clinton per rompere l'assedio della sua piazzaforte.
I soldati americani e francesi impiegarono una settimana per preparare le piazzole per i cannoni, e il 9 ottobre iniziò il bombardamento. Gli inglesi avevano da tempo abbandonato le ridotte più esterne del sistema difensivo; forse Cornwallis pensava così di difendere meglio il baluardo, ma questo suo grave errore tattico impedì, di fatto, agli inglesi di controbattere al bombardamento dell'artiglieria. Ogni metro quadrato del forte inglese veniva costantemente bersagliato, costringendo gli inglesi nelle gallerie scavate in profondità. Il 14 ottobre la fanteria franco-americana conquistò due ridotte al centro del sistema difensivo inglese, dove furono installati altri due cannoni, intensificando e rendendo più preciso il bombardamento. Per Cornwallis e i suoi uomini, la situazione era disastrosa. I contrattacchi erano stati respinti, un tentativo di fuga via mare ostacolato da una violenta tempesta e dalla sorveglianza della flotta francese dell'ammiraglio De Grasse.
Il 17 ottobre iniziarono le trattative con Washington, il quale comunicò avrebbe accettato solo una resa incondizionata. Il 19 ottobre la resa fu accettata, e i soldati britannici uscirono dal forte per deporre le armi. Quando il generale Clinton arrivò con i rinforzi, una settimana dopo, si trovò circondato da terra e dal mare e dovette ritirarsi. Con la vittoria di Yorktown, la Guerra d'Indipendenza americana poteva dirsi conclusa.
Terminate le ostilità, si avviarono le trattative di pace, conclusesi il 3 settembre 1783, quando la Gran Bretagna firmò il "Trattato di Parigi", con il quale riconobbe l'indipendenza delle ex-colonie.
I confini degli Stati Uniti furono così stabiliti: ad ovest il Mississippi, a nord il Canada e a sud la Florida.
Gli Stati Uniti d'America erano finalmente indipendenti.
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Fonti utilizzate:
Storia degli Stati Uniti - Oliviero Bergamini
1776: Year of Illusions - Thomas Fleming
[ Foto from Wikipedia - Public Domain ]
Written by Joker at 11:22:10 Commenti [1]

















