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History

Preludi alla Rivoluzione Americana

16.5.2006   - - - > History

Declaration of IndependeceIl cammino delle colonie americane verso l'indipendenza dall'Impero Britannico fu costellato da una catena di piccoli e grandi eventi che, come pezzi di un puzzle, andarono a formare la base di quello che sarebbe avvenuto il 4 Luglio 1776.

Preludi
Le colonie americane, a differenza degli altri domini coloniali dell'epoca, godevano di una certa autonomia dalla madrepatria: sul suolo americano erano presenti funzionari inviati dal governo di Londra ma, generalmente, gli affari pubblici erano amministrati in loco. Londra, tuttavia, limitava fortemente la politica economica delle colonie ingerendo pesantemente negli scambi commerciali. Il compito delle colonie era inviare materie prime in Inghilterra e comprare poi i prodotti finiti dai commercianti inglesi, in modo da arricchire la madrepatria.

Per fare questo erano state create tra il 1651 e il 1699 una serie di leggi, note come Navigation Acts, secondo le quali le colonie americane avevano l'obbligo di esportare prodotti di considerevole valore (come zucchero e tabacco) solo all'Inghilterra o ad altre colonie inglesi, mentre era vietata l'esportazione di prodotti concorrenziali per l'industria inglese (come il ferro o la lana). Queste imposizioni, almeno fino al 1763, non impedirono più di tanto l'iniziativa economica americana: utilizzando il contrabbando e approfittando degli scarsi controlli inglesi, traffici commerciali non autorizzati fiorirono lungo tutta la costa atlantica.

Tuttavia nel 1763 l'Inghilterra, al termine della Guerra dei Sette Anni, si trovò stremata. Il Parlamento inglese decise di rendere più stringente il controllo sulle colonie e approvò nuove leggi che, ben presto, causarono attriti fra le colonie e la madrepatria.

Inoltre un editto regio proibì ai coloni di superare i monti Appalachi, per evitare dispendiosi scontri con i nativi; i coloni videro l'editto come una grave ingiustizia, desiderosi com'erano di nuove terre fertili.

La situazione peggiorò con l'introduzione di leggi fiscali ed economiche nel 1764, come il Sugar Act e il Currency Act. Nel 1765 arrivò lo Stamp Act, che impose il pagamento di una tassa su documenti, giornali e atti pubblici; si trattava di una vera e propria imposta, che provocò numerose contestazioni.

In quegli anni nacque l'organizzazione "Sons of Liberty", i cui membri organizzarono marce, proteste e arrivarono anche a intimidire gli odiati funzionari doganali inglesi.

Nel 1766 lo Stamp Act fu ritirato, ma arrivarono nuove leggi (i Townshead Acts) che introdussero ulteriori tasse. Come risposta, si arrivò al boicottaggio delle merci inglesi. Mentre la tensione saliva rapidamente, le agitazioni portarono al famoso Massacro di Boston.

Il Massacro di Boston
Boston era presidiata da due reggimenti di soldati inglesi. La notte del 5 Marzo 1770, Sam Adams, cugino del più noto John Adams, guidò una turba di circa 400 uomini all'attacco dei soldati di guardia alla dogana portuale. Questi ultimi, senza un regolare mandato di un magistrato riguardo le sommosse, non erano autorizzati ad aprire il fuoco sui coloni. Almeno così sperava Sam Adams.

I soldati inglesi furono investiti da pezzi di ghiaccio e legno lanciati dalla moltitudine di coloni; uno di essi fu colpito più volte da alcune bastonate e, spianato il moschetto, fece fuoco, imitato dai suoi commilitoni. Quando la folla si disperse, cinque coloni erano morti e altri sei feriti.

Sam Adams pensò che i soldati inglesi sarebbero stati processati per omicidio, portando l'Inghilterra a un intervento che avrebbe dimostrato a tutti l'ingerenza di Londra nella giustizia locale. Ma Sam non aveva considerato che ai moderati lo scontro avrebbe dimostrato che Boston era in mano ad agitatori violenti, e che i soldati si erano dovuti solo difendere. Londra avrebbe stretto ancora di più la morsa sulle colonie, imponendo un regime militare e precludendo ogni forma di protesta.

A questo punto intervenne John Adams: compresa la delicata situazione, John prese le difese dei soldati al processo e li fece assolvere, senza che gli agitatori fossero condannati.

Londra dichiarò chiusa la questione, non inviò ulteriori soldati e Sam Adams non perse l'appoggio delle altre colonie.

Di lì a tre anni un altro evento ebbe come scenario Boston. Alcuni coloni travestiti da pellerossa gettarono in acqua un carico di the della Compagnia delle Indie del valore di oltre 10.000 sterline. L'episodio, noto come Boston Tea Party, non fu represso, bensì dimostrò l'arroganza degli inglesi, che risposero con la chiusura del porto, attirandosi ancora più antipatie, anche da parte dei moderati. John e Sam Adams poterono così avviarsi fiduciosi verso il Primo Congresso Continentale.

Il Primo Congresso Continentale
Riunitosi a Philadelphia nel 1774, il Congresso riunì esponenti delle tredici colonie americane, in vista di un'azione comune contro la tirannia dell'Inghilterra. Nacque un documento di protesta, in cui si respingevano le leggi inglesi, definite Intolerable Acts. Nonostante questo, non si cercava ancora l'indipendenza. I coloni volevano mantenere quell'autogoverno di cui avevano goduto fino a quel momento. Occorre ricordare che i coloni americani non erano autorizzati ad avere rappresentanti nel Parlamento inglese, nonostante pagassero le tasse come tutti i sudditi della Corona (da qui il motto "No taxation without representation").

L'Inghilterra però non fece alcun passo indietro, e la tensione non poté che aumentare ancora.

Declaration of Independence
Thomas JeffersonNelle colonie intanto stava nascendo un certo sentimento di identità nazionale, per cui i coloni iniziavano a considerarsi più americani che inglesi. Ciò era dovuto al fatto che molti di loro erano nati in America, avevano creato un'industria e un artigianato efficienti e stavano diventavando sempre più autosufficienti.

A questo va aggiunta l'influenza dell'Illuminismo, delle teorie sui diritti naturali dell'uomo, dei principi per cui il governo doveva nascere da un comune accordo tra i cittadini. A testimoniare l'influenza dell'ideologia e della cultura è il successo di un famoso pamphlet di Thomas Paine, portavoce dell'indipendentismo americano: "Common Sense", che vendette mezzo milione di copie.

Il libretto sosteneva la necessità di separarsi subito dalla madrepatria; l'America, continuava Paine, doveva rimanere quella terra di libertà alla quale tutto il mondo guardava, "l'ultima, migliore speranza dell'uomo sulla terra". La causa dell'America, scrisse Paine, è in grande misura la causa di tutto il genere umano.

La posizione irremovibile dell'Inghilterra portò inevitabilmente alla fine di ogni azione diplomatica. Il Congresso decise quindi di delegare a un ristretto comitato una Dichiarazione d'Indipendenza, firmata il 4 Luglio 1776.

La Dichiarazione d'Indipendenza delle colonie, stilata in larga parte da Thomas Jefferson, è di una importanza fondamentale nella storia. Le prime parole del testo, in cui si afferma che "tutti gli uomini sono creati uguali" e che "essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili" tra i quali la "vita, libertà e ricerca della felicità", sono qualcosa di straordinario per l'epoca, e fonte di ispirazione per molte future Costituzioni e Rivoluzioni, non ultima la Rivoluzione Francese del 1789.

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Fonti utilizzate:
Storia degli Stati Uniti - Oliviero Bergamini
1776: Year of Illusions - Thomas Fleming

[ Foto from Wikipedia - Public Domain ]

Written by Joker at 21:54:21 Commenti [1]