Forum





Benvenuto, Visitatore. Per favore, effettua il login o registrati.
Hai perso la tua email di attivazione? GO!

Homepage -> History -> Dopo la Rivoluzione: la Costituzione degli Stati Uniti

History

Dopo la Rivoluzione: la Costituzione degli Stati Uniti

22.6.2006   - - - > History

Al termine della rivoluzione gli Stati Uniti versavano in pessime condizioni. Alle difficoltà finanziarie si aggiungeva il problema degli indiani ad ovest. Durante la guerra molte tribù si erano alleate con gli inglesi, consapevoli che la vittoria degli americani avrebbe portato a nuove colonizzazioni nei loro territori. Nel 1763 un capo indiano, Pontiac, organizzò un'alleanza tra alcune tribù e attaccò gli insediamenti dei coloni, ma la sua rivolta fu presto repressa. A nord, poi, il Canada era ancora sotto controllo inglese, e rappresentava una minaccia costante. Banconote e titoli di stato si erano svalutati e molti cittadini si trovavano in difficoltà economiche.

Inoltre, terminata la necessità di un fronte comune, tra gli stati si riaccesero antiche rivalità. Nonostante la creazione di nuove costituzioni a livello statale che, secondo i principi illuministi, estendevano anche alle categorie più povere e meno istruite i diritti fondamentali, la tensione interna impedì una vera stabilità. Nel 1786, nel Massachusetts, Daniel Shays, un ex capitano dell'esercito americano, esasperato dalle politiche economiche e dai debiti, organizzò una rivolta di duemila agricoltori, che fu repressa nel sangue nel giro di un anno. Il malcontento sociale era ancora ben presente nella società.

Aspetti economici e sociali
La rivoluzione americana non cambiò radicalmente la società americana; a differenza di quello che sarebbe avvenuto in Francia di lì a pochi anni, non ci furono rovesciamenti di regime, né redistribuzione delle ricchezze o sconvolgimenti nella classe dirigente. Tuttavia rappresentò ugualmente un'importante svolta epocale.

Innanzitutto perché si trattava della conquista dell'indipendenza da parte di una giovane colonia nei confronti della prima potenza dell'epoca, che, paradossalmente, sarebbe stata presto superata proprio dagli Stati Uniti, ma soprattutto perché, per la prima volta, una nazione nasceva ex novo, dandosi una forma di governo basata sulla sovranità popolare. Si stabiliva così il diritto del popolo di scegliere i propri governanti, e di revocarli nel caso questi non avessero rispettato i principi di libertà, sociale ed economica. Proprio il concetto di liberty fu alla base della società e della politica. Libertà significava aver diritto a un giusto processo, a manifestare la propria idea, a scegliere un'occupazione e ad eleggere i governanti. Sul piano economico significava soprattutto libera impresa, libero commercio e non ingerenza dello stato nell'economia.

La Costituzione del 1787
Prima pagina della CostituzioneNel 1781 il Congresso Continentale, mentre la guerra era ancora in corso, aveva approvato una prima bozza di Costituzione, chiamata "Articoli di Confederazione". L'idea era di creare un'associazione tra stati, ma si trattava di legami ancora deboli. Il governo centrale aveva potere solo sulla Difesa e sulla Politica Estera; ogni singolo stato manteneva il suo governo, ma le autorità locali erano piene d'inefficienze e sprechi. Terminata la guerra si ipotizzò quindi di rivedere gli articoli.

Fu nel 1787 che cinquantacinque delegati a questo scopo si riunirono a Philadelphia, elaborando quella che sarebbe diventata la Costituzione, giunta solo parzialmente modificata ai nostri giorni. La Costituzione ha una notevolissima importanza storica, forse superiore alla Dichiarazione di Indipendenza. Per la prima volta nella storia, infatti, una nuova nazione creava una legge scritta, basandosi su valori di liberty e justice, confermando la centralità del popolo unito, come si può comprendere leggendo il preambolo:

Noi, il popolo degli Stati Uniti, al fine di formare un'Unione perfetta, instaurare la giustizia, garantire la stabilità interna, provvedere alla difesa comune, promuovere il benessere generale e assicurare i benefici della libertà a noi stessi e ai nostri posteri, adottiamo questa costituzione come ordinamento per gli Stati Uniti d'America.

Era ben presente nel testo l'idea di Montesquieu sulla divisione dei poteri (legislativo, esecutivo, giuridico), in modo da evitare la formazione di uno stato dispotico. Nessuno dei tre poteri doveva prevalere sull'altro, ma dovevano cooperano insieme per garantire stabilità al governo.

Occorre notare, inoltre, che la Costituzione segnò la nascita del federalismo americano. Ogni stato, infatti, aveva proprie leggi, propri governi ed economie; il compito del federalismo era di creare un governo centrale, saldo e potente, e allo stesso tempo di permettere un certo decentramento che salvaguardasse l'autonomia dei singoli stati.

La bipartizione del Congresso fu la chiave che permise di ottenere ciò: se alla Camera dei Rappresentanti ogni stato eleggeva un numero di membri proporzionale alla popolazione, al Senato tutti gli stati, dal meno al più popoloso, eleggevano due soli senatori. Definita "great compromise", questa soluzione ha attraversato l'Atlantico per approdare in Europa, in stati come la Germania e la Svizzera.

La rappresentanza è quindi ben bilanciata: nella Camera è l'intero popolo americano a parlare, nel Senato sono i singoli stati. Per questo, ogni cittadino statunitense è soggetto a due autorità, quella dello stato d'appartenenza e quella del governo centrale, dato che gli ambiti di competenze sono divisi tra le due sfere di potere.

Le critiche al testo costituzionale
Sotto molti punti di vista la Costituzione del 1787 è un validissimo documento e un riferimento per tutte le costituzioni che furono scritte in seguito, soprattutto per quello che riguarda gli ampi margini di cittadinanza. Tuttavia non erano assenti gravi discriminazioni, che impedivano a una larga fetta della popolazione (uomini di ceto basso, donne, nativi e neri) di votare e farsi votare. Nella Costituzione era chiaramente scritto (articolo 1) che, nel calcolo della popolazione di uno stato, ogni nero era contato come tre quinti di un bianco. I neri, indicati come "altre persone", non avevano nessun diritto ed erano considerati alla stregua di oggetti.

Una critica alla Costituzione arrivò all'epoca dai ricchi agricoltori e proprietari di piantagioni nel Sud, i quali, riunitisi in un fronte anti-federalista, misero a rischio la ratifica del testo. Gli anti-federalisti temevano soprattutto che si creassero oligarchie finanziarie e commerciali legate al ricco e industriale nord. Fu grazie agli articoli di tre forti sostenitori del federalismo, James Madison, Alexander Hamilton e John Lay, che la Costituzione fu ratificata. Le brillanti e oggettive tesi dei federalisti, raccolte in un volume chiamato "The Federalist", furono l'ago della bilancia nelle votazioni per approvare la Costituzione; approvazione che in alcuni stati fu di stretta misura: in Virginia i federalisti vinsero per ottantanove a settantanove, nello stato di New York per trenta a ventisette.

Fonti utilizzate:
Storia degli Stati Uniti - Oliviero Bergamini

[ Foto from Wikipedia - Public Domain ]

[ APP Final Revision - Approved by Mark on 22.06.06 ]

Written by Joker at 20:03:14 Commenti [0]