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History

Le colonie di Olanda e Svezia

16.5.2004   - - - > History

La fondazione di New Amsterdam

New AmsterdamIl primo contingente di coloni olandesi giunse sulle rive dell'Hudson il 30 marzo del 1614. Erano valloni, protestanti di lingua francese, che fuggivano dalla loro terra, ormai in possesso degli Spagnoli. Alcuni si dispersero nel continente, altri si stabilirono sul fiume del sud, il Delaware, altri si diressero verso l'alto Hudson e vi fondarono Fort Orange, la futura Albany. La maggior parte si fermò nella baia di Hudson, dove i coloni valorizzarono subito l'importanza dell'isola battezzata Manhattan, dal nome della popolazione indigena, che disse di chiamarsi dei Manhatti, o qualcosa di simile.

Appare evidente che la colonizzazione olandese iniziò sotto buoni auspici e con brillante successo. Come si spiega questa "facilità", così diversa dalle vicissitudini dolorose, che caratterizzarono la penetrazione inglese e francese in America? Innanzitutto i coloni non arrivarono alla sprovvista e non dovettero cercare sedi in cui fissarsi: le spedizioni esplorative che si succedettero numerose dal 1609 (spedizione di Hudson) al 1624 avevano esaminato attentamente tutto il territorio compreso tra il Delaware e l'Hudson. Il luogo, dunque, non poteva riservare grandi sorprese. Inoltre, fattore importantissimo, l'impresa era finanziata dalla Compagnia delle Indie Occidentali, organizzazione fondata qualche anno prima con scopi ben precisi. Gli Olandesi erano un popolo dotato di spirito pratico e non si proponevano certamente ideali di conquista o di civilizzazione, ma miravano soltanto a sviluppare il commercio nel Nuovo Mondo. L'Olanda si poteva ora permettere un'impresa coloniale: era da poco uscita vittoriosa da due guerre, di cui la più difficile contro la Spagna e il suo prestigio era alle stelle.

Perchè non estendere quindi tanta potenza sulle terre oltre Oceano? Sapevano con certezza che il bacino dell'Hudson era ricco e fertile, pescosissime le coste, ricca di animali da pelliccia la foresta. E qui si diressero, dal momento che soprattutto il commercio di pellicce era il loro scopo principale. Il direttore della colonia seguì scrupolosamente le istruzioni: comprò Manhattan con una somma pagata in chincaglieria e, tutto contento, la ribattezzò New Amsterdam (1623). Purtroppo però, gli Olandesi, nel comperare le pellicce, cominciarono a far passare tra le mani degli indigeni del luogo, gli Irochesi, fucili e polvere da sparo. Da quel giorno le armi divennero la moneta di scambio preferita e invano i coloni del Canada e del New England gridarono allo scandalo. Gli affari sono affari e gli Olandesi li facevano così!

Un sistema perfetto...

Tipiche case olenadesi a New AmsterdamTipiche case Olandesi a New Amsterdam L'economia prosperò, affluivano i commercianti e perciò fu necessario ingrandire Manhattan. Se ne occupò un certo Wonter van Twiller, un personaggio buffissimo di cui le cronache non esitarono a fare la caricatura: panciuto, goffo, mangione: era il ritratto della borghesia gaudente e materialista d'Olanda. Inviato in America a dirigere la colonia, innanzitutto si preoccupò di mettere in evidenza i suoi gusti stravaganti, anche se, senza dubbio, ispirati al patriottismo: in mezzo alle nuove costruzioni di Manhattan fece innalzare tre bei mulini a vento, che parlassero ai coloni della patria lontana. Ma i ricchi Olandesi non intendevano esportare soltanto mulini, bensì volevano investire il più presto possibile e con il rendimento maggiore le loro infinite risorse finanziarie. Di qui nacque l'idea di una vera e propria colonizzazione, che la carta del 1629 regolò in tutti i particolari: chi avesse equipaggiato e trasferito in America cinquanta coloni sarebbe diventato automaticamente un padrone (patroon system), ricevendo un possedimento di circa 30 km in lunghezza. I suoi diritti erano quasi sovrani: doveva soltanto astenersi dal commercio delle pellicce, che restava monopolio della Compagnia, e dai lavori di filatura e tessitura. La proposta riscosse subito grande entusiasmo e le colonie olandesi si trasformarono in vasti feudi ben coltivati, fatti a immagine e somiglianza dell'Olanda stessa: enormi mucche pascolavano in mezzo ai prati accanto a grandi mulini, bianche tendine adornavano le finestre delle casette dai tetti a punta e la gente celebrava con abbondanti libagioni di birra la gioia di vivere. Quale rifugio migliore per i perseguitati di qualsiasi paese? Ed infatti giungevano nella Nuova Olanda profughi fuggiti dalle colonie inglesi e persino interi villaggi del Massachusetts, intolleranti della tirannia religiosa esercitata dai puritani. In terra d'America era dunque rifiorita la tradizionale ospitalità olandese, che gli Europei ben conoscevano.

... o quasi!

Le città divennero cosmopolite: nella piccola (all'epoca!) New Amsterdam si parlavano diciotto lingue. L'austerità dei puritani non era che un brutto ricordo per quelli che si erano trasferiti qui. Ma in quella terra di Bengodi la vita non poteva trascorrere sempre serena e gioconda. Gravi problemi vennero a turbare la sua tranquillità. I rapporti di buona convivenza con gli Indiani cominciavano ad essere funestati da spiacevoli fatti di sangue, che il nuovo direttore della colonia, Van Kieft, uomo iracondo e intollerante, tendeva a fomentare piuttosto che a frenare. Accadeva spesso che venisse trovato ucciso un indiano e subito dopo un bianco. Secondo il direttore, bisognava intervenire energicamente e sterminare tutti gli Indiani. "Laverò loro la bocca", era solito ripetere minacciosamente.

Il momento opportuno venne e l'olandese non se lo lascio sfuggire, ordinando un'incursione notturna per sgozzare gli Indiani nel sonno. Questa orribile manifestazione di vigliaccheria provocò la reazione immediata degli Indiani, che si diedero ad incendiare tutte le fattorie che incontravano sul loro cammino. I coloni improvvisarono una eroica resistenza: alcuni, tra cui la forte Deborah Moody, si difesero dietro le palizzate. I superstiti corsero a rifugiarsi a New Amsterdam, dove in fretta fu eretto un muro (nel luogo dell'attuale Wall Street). Intanto gli Indiani, bramosi di vendetta, circondarono come isole le cinque o sei fattorie superstiti, trasformate in fortini. Il pericolo estremo fu superato, grazie all'aiuto dei rifugiati inglesi, più forti e più esperti di lotte contro gli indigeni. Inoltre furono impiegati a rafforzare la guarnigione di Manhattan anche 130 soldati olandesi, provenienti dal Brasile dopo un fallito tentativo di colonizzazione. Ma il malcontento della gente per la politica disastrosa di Van Kieft divenne sempre più diffuso e culminò in una accusa aperta alla Compagnia delle Indie. "Gli Indiani - si lamentarono un po' vigliaccamente, per la verità, i coloni olandesi - vivevano come pecore in mezzo a noi. Ci davano tutta l'assistenza che potevano, ci nutrivano quando mancavamo di provviste, ma il direttore li ha fatti rivoltare usando dei metodi detestabili, ed ora non si sa come la pace potrà essere ristabilita". Van Kieft fu sostituito e al nuovo direttore toccò il compito di affrontare un altro problema, quello degli Svedesi.

Il tentativo coloniale della Svezia

Il sistema seguito dagli Svedesi per entrare nel Nuovo Mondo è quantomeno sorprendente. Decisi ad avere colonie in America (Gustavo Adolfo aveva dichiarato che la Svezia non sarebbe rimasta assente da quel continente) si presentarono un bel giorno sul Delaware, intimando agli Olandesi di consegnare i loro forti ( 1638 ). Erano cinquanta emigrati e li guidava Peter Minuit, un ex-direttore della colonia olandese, che era stato costretto a rimpatriare perchè non più gradito alla Compagnia. L'autorizzazione a procedere? Avevano una carta regolare, rilasciata dal Primo Ministro a nome della regina Cristina. Alle rimostranze degli Olandesi, gli usurpatori si installarono in un altro forte, che ribattezzarono Fort Cristina. Il successore di Minuit, il governatore Prinz, fu anche più energico: sistemò in capanne i suoi biondi sudditi e costrinse tutte le navi, che volevano risalire il Delaware, a salutare la bandiera della regina Cristina e a sottomettersi ad ogni sorta di imposizioni. Era troppo anche per i tolleranti Olandesi. Intervennero e il risultato fu che sul Delaware sorsero in breve due forti del tutto uguali e simmetrici: il Nya Ellsborg, Svedese, e Fort Casimir, Olandese. Evidentemente le cose non potevano restare così!

Agli attacchi Svedesi, gli Olandesi risposero con energia, e dopo soli 17 anni dalla loro prima apparizione, gli Svedesi dovettero abbandonare il paese, che già aveva ricevuto qualche impronta della loro civiltà. La Nuova Svezia era scomparsa, e Fort Cristina, che ne era la capitale, dovette arrendersi. Gli Olandesi vittoriosi continuarono a svolgere la loro attività commerciale, ma finirono col perdere l'indipendenza quando, di fronte a più pressanti minacce inglesi, accettarono di obbedire ai nuovi padroni (ovviamente gli Inglesi!). Era il 5 settembre del 1664.

Written by American Eagle at 18:40:24 Commenti [0]