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History

Dalla II guerra con l'Inghilterra alla Dottrina Monroe

10.9.2006   - - - > History

Con la presidenza di Thomas Jefferson, eletto nel 1800, i sostenitori del federalismo subirono un duro colpo. Tuttavia gli Stati Uniti dovettero presto fare fronte comune contro un vecchio nemico.

Hamiltoniani e Jeffersoniani
Tra gli hamiltoniani, sostenitori del protezionismo e dell'imprenditoria, forti nel Nord, e i jeffersoniani, ostili a politiche a favore di interessi mercantili, forti nel Sud tra gli agricoltori e i grandi proprietari terrieri, le tensioni giunsero al culmine con lo scoppio della Rivoluzione Francese.

I jeffersoniani erano propensi a simpatizzare per i rivoluzionari e per la Francia, mentre gli hamiltoniani si schierarono su posizioni filo-inglesi, vedendo nell'Inghilterra un miglior partner per lo sviluppo degli Stati Uniti.

Le pressioni degli hamiltoniani portarono a far approvare, nel 1798, gli "Alien and Seditions Acts", che, con il pretesto di arginare eventuali azioni antipatriottiche filo-francesi, limitavano alcune libertà civili.

La risposta dei jeffersoniani non si fece attendere: Jefferson fece approvare dal Kentucky e dalla Virginia risoluzioni in cui si rafforzava l'autonomia degli stati, al punto che questi potevano considerare nulle le leggi approvate da Washington. In realtà queste risoluzioni non ebbero conseguenze pratiche, ma rimanevano indice di una profonda divisione nella politica americana.

La Presidenza Jefferson
Thomas JeffersonThomas Jefferson, divenuto presidente, limitò al massimo le spese e le attività del governo federale, coerentemente con i suoi ideali. Due sue iniziative furono gravide di conseguenze: la prima fu l'acquisto della Louisiana; la seconda l'embargo delle esportazioni all'Inghilterra.

Nel 1803 Napoleone Bonaparte, impegnato in devastanti guerre, vendette agli Stati Uniti un enorme territorio, dai confini non ben definiti, che si estendeva oltre il Mississippi. Con quindici milioni di dollari Jefferson raddoppiò in un colpo l'estensione del territorio statunitense.

La sua intenzione era offrire al paese nuovi spazi per l'agricoltura, che sarebbero stati colonizzati lentamente. In realtà la "repubblica agraria" che sognava non sarebbe mai nata: i territori occidentali furono colonizzati in brevissimo tempo, e la crescita del sistema industriale e finanziario, tanto detestata dalla sua amministrazione, ebbe sviluppi rapidissimi.

Il blocco delle esportazioni fu conseguenza di alcuni atti ostili della Gran Bretagna nei confronti di navi americane. La rappresaglia di Jefferson portò scontento nei ceti mercantili, anche se contribuì ad alimentare nuove iniziative manifatturiere; la conseguenza più grave fu il riaccendersi dell'ostilità della Gran Bretagna

La seconda guerra contro l'Inghilterra
Impegnata nelle guerre Napoleoniche, la Gran Bretagna continuava con i soprusi e i sequestri delle navi americane, nonostante l'embargo fosse stato revocato nel 1810. Inoltre non era mai venuto meno il sostegno inglese ai pellerossa dell'Ovest, in funzione anti-colonizzazione.

Il presidente James Madison, subentrato a Jefferson, decise di dichiarare guerra alla Gran Bretagna. Gli Stati Uniti si spaccarono a metà: a spingere per la guerra erano soprattutto i coloni dell'Ovest e molti esponenti del Sud, sempre avidi di nuove terre. La guerra fu dichiarata nel 1812, ma allo scoppio delle ostilità, l'esercito americano riportò gravi sconfitte. I soldati americani, male addestrati e spesso guidati da ufficiali incompetenti, rispecchiavano i problemi di un sistema debole e decentrato. Nel 1814 gli inglesi attaccarono e bruciarono la capitale Washington.

Le vittorie inglesi non riuscirono però a portare alla sottomissione degli Stati Uniti, una nazione vastissima e priva di veri punti strategici. Nel 1815 fu firmata la pace, che riportò tutto alla situazione antecedente al conflitto.

I pellerossa pagarono a caro prezzo l'alleanza con l'Inghilterra: Tecumseh, emblema della resistenza, fu sconfitto con i suoi uomini nella battaglia del fiume Thames dal generale William Harrison. A Sud, il futuro presidente Andrew Jackson guidò spietate campagne contro le tribù indiane, riportando anche un successo militare contro gli inglesi, quando i suoi frontiersmen, armati con lunghi fucili da caccia, costrinsero alla ritirata le truppe britanniche.

Dopo la guerra
Il periodo successivo al conflitto è passato alla storia come "l'era dei buoni sentimenti". A coniare la frase fu un giornale dell'epoca, descrivendo efficacemente il clima di conciliazione e concordia che sostituì divisioni e contrasti.

La presidenza rimase in mani di orientamento jeffersoniano (dopo James Madison, dal 1809 al 1817, fu la volta di James Monroe, dal 1817 al 1825), ma il governo si aprì a idee e progetti hamiltoniani, inaugurando, ad esempio, una forte politica protezionistica, che permise all'industria americana di svilupparsi senza temere la concorrenza straniera.

La Dottrina Monroe
James MonroeGli Stati Uniti iniziarono a definire in questi anni una linea di politica estera. Il concetto chiave fu l'isolazionismo, soprattutto nei confronti dell'Europa; fino ai primi anni del XX secolo gli Stati Uniti non firmarono alleanze.

L'altro aspetto furono le continue espansioni e conquiste, ai danni di inglesi, pellerossa e non ultimi degli spagnoli, che persero nel 1819 la Florida. La progettata conquista del Canada non avvenne, ma la definizione dei confini settentrionali, a seguito della pace del 1815, fu tutta a favore degli Stati Uniti.

Nel 1823 il presidente James Monroe espose una dichiarazione, conosciuta come "Dottrina Monroe", anche se in realtà fu elaborata dal Segretario di Stato John Quincy Adams. La Dottrina Monroe si voleva opporre ai progetti di riconquista del Sud America da parte delle potenze europee, al termine delle guerre napoleoniche. Gli Stati Uniti si posero così a difesa degli Stati nell'America Latina, che da poco avevano conquistato l'indipendenza: Washington avrebbe considerato atto ostile ogni ingerenza europea negli affari degli Stati sudamericani. Il Governo americano si creava così una propria sfera d'influenza esclusiva.

Fonti utilizzate:
Storia degli Stati Uniti - Oliviero Bergamini

[ Foto from Wikipedia - Public Domain ]

Written by Joker at 7:34:59 Commenti [1]