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Customs

Christmas in USA: usi e costumi del Natale americano

21.12.2009   - - - > Customs Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

Si sanno molte cose riguardo al modo in cui gli americani celebrano feste tradizionali come il Ringraziamento o il 4 Luglio, ma cosa succede a Natale? Si festeggia come da noi o ci sono delle differenze? E quali? Beh, ad esempio, lo sapete che negli USA Babbo Natale ha due case ufficiali: Torrington, Connecticut, dove prepara i regali insieme ai suoi aiutanti, e Wilmington, New York, dove c'è un intero villaggio per lui e le sue renne?

Al resto delle domande abbiamo cercato di rispondere con quest'articolo che getta un po' di luce sui costumi più diffusi relativi alla celebrazione del Natale in America.

La tradizione del Natale
Natale a New YorkLa festa del Natale è così profondamente radicata nella nostra cultura che si tende a pensare, erroneamente, che venga universalmente celebrata nella stessa maniera. Di questo fenomeno sono in gran parte responsabili i media, che ci restituiscono una rappresentazione banalizzata e appiattita della realtà, mentre nei fatti la situazione di presenta in modo molto più complesso. Ciò è evidente in particolar modo nel caso del Natale in USA, da sempre ritenuto il Paese sinonimo di melting pot, dove ad una solida tradizione di base si uniscono tante piccoli usi e costumi peculiari dei singoli stati.

Negli States il Natale è riconosciuto come public holiday dal Governo Federale ed è una festività che coinvolge la maggior parte degli americani. Gli uffici e i negozi restano chiusi in quest'occasione, ma nei giorni precedenti, come del resto da noi, si registra un boom nelle vendite per l'acquisto dei doni natalizi. Molte compagnie offrono dei bonus ai propri dipendenti per permettere loro di affrontare queste spese con maggiore serenità ma, soprattutto, per favorire la "tradizione commerciale" del Natale e non danneggiare l'economia del Paese.

La maggior parte degli americani, come noi, trascorre il Natale in famiglia scambiandosi doni e auguri e visitando, occasionalmente, gli amici. I festeggiamenti cominciano la Vigilia di Natale con la Messa di mezzanotte. In molti stati a Natale nevica quindi la cena viene consumata in casa al calduccio, ma non mancano i casi in cui il clima caldo permette di godersi una bizzarra (per noi) cena all'aperto. Le case vengono decorate con agrifoglio, vischio e rami di alberi; ovviamente non manca l'albero di Natale, decorato con le luci e gli ornamenti più vari, spesso anche commestibili. I festeggiamenti ruotano intorno alla cena di Natale, piuttosto che al pranzo, come accade da noi. E' questo il momento in cui gli americani si siedono a tavola tutti insieme a gustare dei buoni piatti tipici.

La tradizionale cena di Natale, in America, è rigorosamente a base di tacchino, oca, anatra o prosciutto, accompagnati da salse (spesso ai mirtilli) e verdure e seguiti da un ricco dessert, costituito da Christmas Pudding alla frutta con salsa al brandy, Mince Pie, un dolce ripieno di frutta secca tritata o la classica Pumpkin Pie alla zucca. Per finire vengono servite anche noci e frutta. Sarebbe un errore, però, pensare che ci sia una certa uniformità; anche a tavola, ogni stato personalizza gli ingredienti classici del cenone con qualche ricetta personale. E non potrebbe essere altrimenti: chiunque conosca un minimo la cucina americana sa bene quanto siano diverse le specialità culinarie muovendosi da uno stato all'altro, così come le infleunze culturali.

Stato che vai, usanza che trovi
Natale in USALe celebrazioni per il Natale variano molto da uno stato all'altro, a causa di diversi fattori, come il clima e le diverse nazionalità dei coloni che originariamente si stabilirono nel territorio americano e vi impiantarono le loro usanze. Gli europei, come è facile immaginare, portarono molte tradizioni nel Nuovo Mondo, e alcune sopravvivono ancora oggi.

Ad esempio nello stesso stato, la Pennsylvania, i moravi costruivano sotto all'albero di Natale un paesaggio chiamato putz, mentre i tedeschi si facevano consegnare doni da Belsnickle, mentre nelle Hawaii si usa ancora scambiarsi gli auguri sparando colpi di arma da fuoco e fuochi d'artificio in aria, come facevano i primi coloni del sud. In generale, comunque, i festeggiamenti sono un miscuglio di usanze vecchie e nuove.

A Washington DC l'accensione dell'enorme albero nazionale è una cerimonia vera e propria che tiene milioni di americani incollati agli schermi, in attesa che il Presidente prema l'apposito pulsante. Nella Casa Bianca, inoltre, viene preparato un albero più privato posto nella Stanza Blu, decorato ogni anno con temi diversi secondo il gusto della First Lady in carica. In Alaska i bambini se ne vanno in giro di casa in casa (un po' come ad Halloween) con delle lanterne trasportando la rappresentazione di una stella cometa, inseguiti dagli uomini di Erode che cercano di catturarla. Nel loro peregrinare si divertono a cantare i tipici canti natalizi e spesso vengono invitati a restare per la cena. Le porte delle case vengono spesso decorate con ananas, simbolo di ospitalità. Il California, in un clima completamente diverso, Babbo Natale arriva su una tavola da surf, mentre nelle Hawaii arriva in barca, sulla Christmas Tree Ship per la precisione, portando un grosso carico di prelibatezze natalizie che in genere si consumano in una cena all'aperto. In Arizona resiste un rituale di origine messicana chiamato Las Posadas, che è una via di mezzo tra una processione e un presepe vivente, in cui viene messa in scena la ricerca di una stanza per la notte da parte di Maria e Giuseppe, coinvolgendo tantissime famiglie. A New Orleans si usa decorare le strade con agrifoglio e farvi sfilare un grosso bue con dei nastri legati alle sue corna, mentre Boston è famosa per i suoi canti natalizi, spesso eseguiti da cantanti accompagnati da campanelle. In Colorado viene posta una grossa stella su una montagna, visibile a chilometri di distanza, mentre a Betlemme, in Pennsylvania, viene accesa una stella all'inizio di dicembre. A Philadelphia, invece, si tiene la Mummers Parade, una processione che gira la città per tutto il giorno con band, ballerini e persone mascherate al seguito. In alcune parti del New Mexico si usa porre delle candele accese in sacchetti di carta pieni di sabbia sulle strade e sui tetti per illuminare la strada per Gesù Bambino. L'usanza più curiosa, però, è sicuramente quella che ancora seguono i polacchi che si trovano in America: alla Vigilia di Natale spargono del fieno sul pavimento della cucina e sotto la tovaglia, per simboleggiare la stalla e la mangiatoia dove si rifugiarono Maria e Giuseppe, e aggiungono due posti in più alla tavola, nel caso Maria e Gesù Bambino bussassero alla porta per chiedere riparo.

Yes Virginia, there is a Santa Claus
Natale in USAA questo punto è facile pensare che negli USA abbiano solo importato varie tradizioni natalizie originarie di altri Paesi senza aggiungere nulla di nuovo; niente di più falso. Esistono storie e personaggi tipici del Natale americano, profondamente radicati nella cultura popolare.

Come non citare Rudolph The Deer, la renna dal naso rosso, la leggendaria nona renna di Babbo Natale? Le suo origini, diranno i soliti criticoni, sono commerciali: nel 1939 la direzione della Montgomery Ward, una catena di grandi magazzini, decise di regalare ai propri clienti una nuova speciale favola natalizia, anche (inutile negarlo) allo scopo di aumentare le vendite del periodo. Così, dalla penna di Robert L. May, nacque Rudolph, la renna con nasone rosso derisa da tutti fino al momento in cui Babbo Natale rese un pregio il suo difetto fisico e la aggiunse alle altre otto.

Un altro esempio è Frosty The Snowman, un classico cinematografico nel 1969 che vanta anche un sequel prodotto nel 2004.

E come non citare gli orsi polari della Coca-Cola, ormai diventati, piaccia o meno, una delle più autentiche icone moderne del Natale insieme alla storica versione natalizia dell pubblicità che intonava: "I'd like to teach the world to sing in perfect harmony".

Ma il Natale americano non ha solo i suoi personaggi, ha anche le sue storie speciali, come quella della piccola Virginia. Nel 1897 Virginia O'Hanlon, una ragazzina di otto anni, cominciando a dubitare dell'esistenza di Babbo Natale a causa degli altri bambini, scrisse una lettera al New York Sun chiedendo conferme sulla sua esistenza. L'idea le venne grazie al papà, che le disse di chiederlo al Sun: "Se lo dice lui, allora è vero". Virginia si vide rispondere da Francis Pharcellus Church in persona, uno dei direttori del giornale, con un editoriale ormai passato alla storia come il più riprodotto in assoluto e che, fra l'altro, affrontava anche il tema più ampio dello scetticismo dell'era moderna - "Yes Virginia, there is a Santa Claus".

Christmas Town, la città che si "accende" a Natale
Il ponte di McAdenville - ChistmastownNel North Carolina esiste una piccola cittadina chiamata McAdenville che ogni anno, in occasione del Natale, cambia letteralmente identità, trasformandosi in Christmas Town.

La tradizione risale al 1956, quando il McAdenville Men’s Club ebbe l'idea di usare delle luci per decorare alcuni alberi intorno al McAdenville Community Center. Con il permesso dei funzionari della città e di W. J. Pharr, presidente della Pharr Yarns, il primo anno furono decorati nove alberi usando luci. Sotto suggerimento della signora Pharr, vennero usate luci rosse, bianche e verdi, i colori classici del Natale. Con il tempo, sempre su sua indicazione, vennero decorati gli alberi intorno al lago ed il presepe divenne il punto centrale delle decorazioni natalizie. Le reazioni a questi primi sforzi furono così favorevoli che ogni anno aumentò il numero di alberi decorati; nel 2004 erano più di 375, delle più svariate dimensioni, in grado di accendere letteralmente la città e i sobborghi.

Oggi, e da più di vent'anni, è J. M. Carstarphen, Chief Executive Officer della Pharr Yarns, l'incaricato di portare avanti questa bella tradizione. Il suo sostegno, insieme alla cooperazione della compagnia e dei cittadini ha fatto sì che McAdenville restasse un luogo speciale in cui celebrare questo magico periodo dell'anno.

Il lago, situato vicino al cuore della città e circondato da 33 alberi le cui luci si specchiano nell'acqua creando un bellissimo gioco di riflessi, è uno dei posti più suggestivi per i visitatori. Una fontana posta al centro del lago lancia getti d'acqua nell'aria ad un'altezza di 75 piedi, mentre le luci attraversano tutti i toni del rosso, verde e blu. Circa 46 piedi a largo, sempre nel lago, c'è invece un pupazzo di neve che lancia fiocchi di neve in aria.

La decorazione degli alberi, anche se è l'aspetto principale delle decorazioni, costituisce solo una parte dello sforzo organizzativo per preparare il Natale. I residenti giocano un ruolo chiave decorando vialetti e portoni in modo fantasioso, ognuno con il proprio stile. I pali della luce vengono adornati con oltre 200 girlande, ed un presepe a grandezza naturale e le melodie di sottofondo completano l'effetto. Non manca neanche Babbo Natale con le sue renne e, per strizzare l'occhio anche all'era moderna, c'è un bel display alto 7 piedi e lungo 70. Quest'anno hanno decorato addirittura un ponte che garantisce l'accesso alla città, J. M. Carstarphen Bridge, che per l'occasione sarà però chiuso al traffico. Non sarà il massimo per il risparmio energetico, ma è sicuramente un posto in cui mi piacerebbe passare il Natale!

Fonti:

[ Foto from Flickr, Alcuni Diritti Riservati: I by epicharmus (Licenza), II by uzvards (Licenza), III by dave_minogue (Licenza), IV by Canon_Shooter (Licenza) ]

Written by Lady Blackice at 8:44:38 Commenti [2] Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook