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Curiosity

La storia della Breakdance

1.3.2007   - - - > Curiosity

BreakdanceLa breakdance, nota anche con il nome di breaking, è un ballo acrobatico che affonda le sue radici nella cultura afro-americana di New York. Grosso modo, la sua nascita, per quanto storicamente ancora incerta, può essere fatta risalire alla fine degli anni sessanta ad opera dei giovani di colore del South Bronx, che amavano esibirsi durante le performance live del Dj giamaicano Kool Herc, pioniere del movimento Hip-Hop. In questo periodo Herc cavalcava l'onda musicale di quelle zone e fu proprio lui, vedendo gli scatenati ballerini che lo circondavano, a coniare il termine "b-boys" (ragazzi della break dance).

All'inizio il breaking era una cosa prettamente da neri, una specie di "arma segreta" periferica che spopolava nei quartieri più malfamati. Successivamente, verso la metà degli anni settanta, ecco scendere in pista la scena portoricana, capitanata da Charlie Chase. In questo periodo, che durò fino alla fine degli anni settanta, al primo abbozzo di breaking precedentemente creato, vennero aggiunte alcune mosse dalla forte influenza latina, che, tuttavia, non si contrapponevano alla volontà della comunità nera.

Ma è solo con gli anni ottanta che la breakdance iniziò a diffondersi anche in altre città, complici la televisione e i media, che diedero l'opportunità di far conoscere questa danza o, per meglio dire, questo stile di vita, anche ad altra gente. Dall'altra parte dell'America, intanto, e più precisamente nella città di Los Angeles, altri b-boys, da poco formatisi, introdussero nuove evoluzioni "tecniche" e Hollywood, attirata da tanto clamore, non stette di certo ferma a guardare. Nel 1984 venne girato "Breakin", il primo film in assoluto sulla breakdance... La pratica di questa affascinante forma d'espressione iniziò a conquistare il mondo.

Il ballo in sé non è caratterizzato da una struttura precisa ma, al contrario, risulta essere piuttosto improvvisato (nel senso più buono del termine) e ogni interprete ha la facoltà di tirare fuori il meglio di sé, utilizzando i più svariati elementi "compositivi". Questo, però, senza uscire fuori da certi schemi standard che altrimenti farebbero diventare il breaking una cosa completamente diversa. In altre parole, le mosse da utilizzare sono quelle descritte brevemente nell'ultima parte dell'articolo e, tranne qualche modifica del tutto personale, non si può sgarrare.

BreakdanceUn mito da sfatare è quello che il breaking, nonostante abbia origini metropolitane, venisse usato per risolvere questioni relative alle bande criminali, come una sorta di guerra alternativa. Questo, anche se in parte potrebbe essere vero, è stato sicuramente amplificato dai media dell'epoca e da qualche errata ricostruzione cinematografica. In effetti il breaking nasce come forma d'arte e muore come tale, e tutti gli altri aspetti che non rientrano nel ballo e nella voglia di esibirsi vanno al di là del suo significato intrinseco.

Dagli anni novanta fino ai nostri giorni, se non altro a detta di alcuni esperti, la breakdance ha subito un progressivo ma inesorabile declino. Oggi non è affatto raro trovare qualche appassionato, anzi, i praticanti sono addirittura in aumento. Ma, in genere, le motivazioni che spingono i giovani odierni a scatenarsi in qualche pista sono completamente diverse da quelle che spingevano i ragazzi degli anni settanta. Se un tempo era un modo per esprimersi, per essere protagonisti di qualcosa e per "uscire" dal ghetto, oggi, nella maggior parte dei casi, i praticanti vedono la breakdance come un semplice sport fine a stesso, oppure, peggio ancora, come una moda che fa tendenza e quindi da seguire.

La differenza che passa tra queste due generazioni appena descritte potrebbe essere paragonata alla diversità che c'è fra gli Hippies degli anni sessanta (quelli di Woodstock per intenderci!) e i Neo Hippies odierni, che sotto un punto di vista socio culturale, sono completamente ignoranti. I tempi sono cambiati e non basta mettersi una tuta e un paio di scarpe da ginnastica per rievocare un periodo ormai morto e sepolto.

Va precisato che quest'ultimo aspetto è solo una visione puramente personale del problema e sono convinto che molti lettori non condivideranno il mio pensiero. Ma, francamente, vedere mandrie di ragazzini che ballano (o fanno finta di ballare) sotto il continuo martellamento della musica da discoteca (io li ho visti sempre così!), mi solo fa sorridere. Per carità, esistono le eccezioni e questo è bene sottolinearlo una volta per tutte.

Mosse e termini della break dance

  • Freeze
    Sono dei momenti di stasi che vengono eseguiti subito dopo una serie di movimenti veloci, allo scopo di creare una situazione di "congelamento".
  • Powermove
    Rotazioni del corpo attorno ad un asse centrale. Il corpo può essere sempre a contatto con il terreno, oppure, al contrario, il movimento può essere alternato a "fluttuazioni" in aria.
  • Footwork
    Movimenti a terra utilizzando mani e piedi che, nel loro complesso, formano un gradevole effetto di fluidità.
  • Toprock
    Il toprock è la fase del ballo che avviene in piedi e in genere coincide con la parte iniziale della performance. I movimenti consistono in passi in avanti alternati e in oscillazioni laterali delle braccia. Dal toprock si può passare al downrock attraverso una serie di drops (fasi di passaggio dalla parte alta a quella a terra).
  • Downrock
    È l'insieme di tutte le mosse che richiedono l'utilizzo delle mani, dei piedi e delle altre parti del corpo e viene eseguito a terra, a contatto con il suolo.
  • Battle
    È una competizione in cui i breakers si sfidano a colpi di ballo, a turni, e con coreografie in genere improvvisate. Le sfide in questione possono essere fatte solo da due persone che si alternano a vicenda, oppure da squadre composte da un numero variabile di individui. Vince chi esibisce le combinazioni e i passi più belli e spettacolari.

L'abbigliamento dei Breakers
BreakdanceI primi esponenti di questo movimento amavano indossare tute di nylon piuttosto aderenti e in genere provviste di cappuccio che, oltre ad avere un certo fascino, permettevano di scivolare molto bene sulle superfici lisce e avere pertanto una fluidità che si rifletteva positivamente sulla spettacolarità dell'esibizione. Le scarpe da ginnastica, poi, non potevano di certo mancare. In genere si usavano le mitiche Adidas, piuttosto basse e ormai fuori moda. Non mancava, infine, il mastodontico stereo da cinquanta chili, fedele compagno di ogni breaker che si rispetti. Sull'abbigliamento odierno è meglio sorvolare, visto che in genere si tratta di semplici opere di copiatura, eseguite anche male.

Da non perdere
In commercio ci sono molti libri e film sull'argomento. Di seguito trovate quello che, almeno secondo me, è rappresentativo e vale assolutamente la pena di vedere:

  • "The Freshets Kids": film documentario del 2001 che ripercorre le fasi più salienti della breakdance e della cultura Hip-Hop in genere, con interviste e testimonianze dei primi b-boys di New York.
  • "Breakin'": il primo film interamente dedicato alla break dance, girato nel 1984.
  • "Breakin' 2, Electric Boogaloo": il seguito del primo episodio, girato sempre nello stesso anno, 1984.
  • "Beat street": film del 1984 che narra la storia di due gruppi di b-boys newyorkesi che si contendono il territorio.
  • "Wild style": capolavoro del 1983, definito uno dei migliori film mai creati sulla cultura Hip-Hop.

[ Foto scaricate da Stock Xchng ]

Written by Mark at 13:24:07 Commenti [0]