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Curiosity

Philadelphia Experiment

8.1.2010   - - - > Curiosity Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

USS EldridgeIl 28 Ottobre 1943, la US Navy, secondo i sostenitori della Teoria del Complotto, avrebbe condotto un curioso esperimento nel porto di Philadelphia. La leggenda vuole che, grazie a dei potenti magneti, una grossa nave da guerra della Marina Militare, la USS Eldridge, sia stata fatta improvvisamente scomparire per poi riapparire, quasi istantaneamente, a centinaia di chilometri di distanza, più precisamente a Norfolk.

Tra i vari scienziati implicati in questo fantomatico progetto, si dice, compaiano anche Albert Einstein e Nicola Tesla. Lo scopo, a detta dei fautori del mistero, sarebbe stato quello di rendere la nave invisibile ai radar, attraverso l'utilizzo di un forte campo magnetico intorno ad essa, che avrebbe curvato la sua luce riflessa, facendola passare al di là della materia. Oltre a ciò si voleva creare anche un metodo per far svolazzare persone e oggetti a grandi distanze, un po' come facevano quelli di Star Trek con il famoso teletrasporto. Aspetti, questi, decisamente utili in tempo di guerra, qualora si fosse riusciti a metterli in pratica.

La storia vuole che i membri dell'equipaggio, dopo la ricomparsa della nave, abbiano manifestato fin da subito disturbi mentali di grossa portata. Alcuni sarebbero addirittura svaniti nel nulla, persi in chissà quale mondo parallelo. Come in ogni Teoria del Complotto degna di questo nome, il Governo americano avrebbe zittito tutti i mezzi di informazione e i sopravvissuti, grazie al lavaggio del cervello, sarebbero rimasti in silenzio per gli anni a venire.

L'esperimento Philadelphia, al di là del farlocco che lascia trasparire di primo acchitto, va collocato in un contesto molto più ampio, quello degli UFO. All'epoca dei presunti fatti, un uomo d'affari americano, Kenneth Arnold, era a bordo del suo CallAir A2 quando, all'altezza del monte Rainer, avvistò nove oggetti luminosi a forma di disco che volavano in formazione ad altissima velocità. Fu grazie a quel presunto avvistamento, e alla grande rilevanza mediatica che ne seguì, che venne coniato il termine "disco volante".

Sempre nello stesso periodo molti altri presunti testimoni oculari, nonché militari di professione, iniziarono a sposare la tesi aliena delle strane macchine volanti che, via via, venivano avvistate nei cieli americani, asserendo addirittura che erano spinte da una propulsione di tipo elettromagnetico. Questo fatto veniva riportato anche dai presunti contattisti (persone che affermavano di aver avuto contatti di terzo tipo con delle entità aliene), ma si evinceva anche dal debole ronzio di fondo che i velivoli emettevano, proprio per via di una presunta attività elettrica. L'elettromagnetismo, insomma, era diventato di dominio pubblico e la cosa, evidentemente, affascinava il popolo di allora e i nascenti complottisti.

Analisi dei fatti
Sulla vicenda non c'è nessuna prova e tutto, per ora, rimane nel mito.

In altre parole, tra i tanti misteri americani in circolazione, quello dell'esperimento Philadelphia è forse uno dei pochi che si smentisce da solo, senza particolari fatiche. Tra l'altro va precisato che Einstein, pur avendo lavorato con la Marina, si occupò principalmente di ricerche inerenti determinati tipi di esplosivi e la sua teoria dei campi unificati non avrebbe nessun tipo di collegamento logico con il presunto esperimento. Inoltre, la nave USS Eldridge, all'epoca dei fatti, stando almeno al giornale di bordo, non era mai stata a Philadelphia. Mentre la SS Andrew Furuseth, la nave dalla quale alcuni militari avrebbero assistito all'esperimento, si trovava nel mediterraneo. Insomma, la storia non regge e se chi di dovere non si degna di portare prove più concrete, la possibilità che quanto riportato sopra sia vero rasenta lo zero.

Curiosità
Nell'Ottobre del 2006, la Duke University di Durham, affermò di aver riprodotto, seppur in maniera ridotta, ciò che si dice sia avvenuto alla nave USS Eldridge. Tuttavia ciò riguarda solo su alcuni tipi di microonde elettromagnetiche. Niente di più lontano, quindi, dai racconti goliardici di cui sopra.

Nel 1984, su questo mito americano, è stato girato un film intitolato Philadelphia Experiment, ambientato nella seconda guarra mondiale (prima) e negli anni ottanta (dopo). Il protagonista della pellicola, Devid Herdeg (interpretato da Michael Paré) è un militare della Marina Americana che, insieme al collega, sta per partecipare all'esperimento Philadelphia. Poco dopo che questo ha inizio i due, visti i nefasti effetti delle onde elettromagnetiche, cercano di fuggire dalla nave ormai in fiamme gettandosi in mare. Attraversato una sorta di tunnel spazio-temporale, scoprono di essere stati catapultati nel 1984, con tutti i problemini del caso. Il film, al di là di tutto, è ben realizzato.

[ Foto from e173Eldridge.jpg">Wikipedia - Public domain ]

Written by Mark at 19:35:55 Commenti [0] Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook