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Curiosity

Meraviglie dell'arte indiana: i Kachina

9.6.2008   - - - > Curiosity

KachinaForse non tutti conoscono i Kachina. Trattasi di una particolare forma di incisione del legno che ha assunto, oggi, un'importanza economica davvero rilevante. I principali produttori di questi costosi manufatti sono gli Hopi, popolazione di antichissime origini del sud-ovest americano ancora esistenti.

Le origini
Il termine Kachina (da pronunciare Katsina) ha, però, diversi significati che, se non approfonditi, potrebbero creare confusione. Per gli Hopi, prima ancora di una forma d'arte, è innanzitutto l'insieme di tutti gli spiriti che vivono sulle montagne non lontane da San Francisco e che fungono da intermediari tra il mondo materiale e quello soprannaturale. Un tempo, secondo le tradizioni locali, questi spiriti messaggeri vivevano in mezzo agli uomini, ma se ne andarono via presto, perché non goderono più del rispetto dovuto. Prima di partire, però, insegnarono ai più giovani alcune cose utili, tra cui l'indispensabile danza della pioggia, in modo che questi, una volta rimasti soli, potessero prendersi cura di loro stessi.

Per Kachina si intendono, inoltre, i danzatori mascherati Hopi, che ancora oggi si esibiscono in vari rituali e infine, come già accennato, anche piccole sculture in legno che possono assumere diversi significati.

La realizzazione
KachinaOltre ad essere vendute, simili opere svolgono (ma ciò è probabile che valga soprattutto per il passato) anche un'azione educativa nei confronti dei bambini ai quali vengono regalate, permettendo ad essi di familiarizzare con le tradizioni della loro gente.

Difficile dire quando sia nato questo culto. Tuttavia, alcune antiche rappresentazioni rupestri fanno ritenere valida l'ipotesi che certi cerimoniali fossero già esistenti prima che gli europei giungessero negli Stati Uniti. I Kachina vengono prodotti soltanto dagli uomini, utilizzando il legno delle piante di cotone. Attraverso l'aggiunta di piccoli particolari ogni statua può avere una valenza assai diversa, rifacendosi alle figure più svariate: un passo di danza, un guardiano, un animale o una pianta.

Per la colorazione, in genere, si utilizza la calce bianca, anche se negli ultimi anni non è raro trovare vernici sintetiche per le decorazioni. Questo fatto ci indica, a chiare lettere, che la tradizione va, via via, perdendo la sua natura spirituale, a favore degli introiti, sicuramente necessari, scaturiti dalle vendite. I collezionisti non mancano e gli Hopi, consapevoli di questo, non possono che comportarsi di conseguenza.

Note a margine
Quella dei Kachina è, in definitiva, una delle tante storie di nicchia che non sono alla portata del visitatore comune ma che, senza ombra di dubbio, permettono di scoprire la vera America, quella delle origini. Ciò tanto per ribadire che la cultura americana, tolta quella scientifica e tecnologica, che è ovviamente all'avanguardia, non nasce e non muore, come qualcuno sostiene, solo in un fast food di periferia.

In giro c'è altro, e anche se certe visioni folcloristiche sono, agli occhi della logica, piuttosto assurde, nascondono comunque una valenza storica che merita rispetto.

[ Foto I from Kerleo, foto II from Frye Backroads ]

Rivolgersi all'amministratore per eventuali problemi di copyright sulle immagini.

Written by Mark at 11:26:35 Commenti [5]