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Il grande blackout di New York del 1965

14.12.2009   - - - > Curiosity Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

New York, nel corso della sua storia, ha sempre avuto qualche problemino con l'elettricità. Negli anni, infatti, i blackout si sono susseguiti con una certa regolarità, per concludersi nel 2003.

Il blackout su LifeNel 1965, però, le cose andarono diversamente. Il nove Novembre di quell'anno la Grande Mela rimase al buio per molte ore. L'oscurità interessò anche buona parte degli Stati del Nord America e del Canada, coinvolgendo circa 30 milioni di persone. Per via di un guasto alla centrale elettrica di Niagara Falls il nuovo mondo si fermò all'improvviso e la gente capì immediatamente l'importanza di Edison e delle sue scoperte. Le accecanti luci di Manhattan, simbolo di frenesia e modernità, furono le prime a spegnersi, lasciando il posto alle tenebre, rischiarate solo da una provvidenziale luna piena. In pochi istanti anche agli altri Stati, come in una reazione a catena, toccò la stessa fine.

New York, con il suo aspetto surreale e senza più nessun semaforo funzionante, divenne un immenso groviglio di automobili impazzite. Migliaia di persone rimasero bloccate nelle metropolitane e negli ascensori. Gli aerei di linea non riuscivano a vedere la pista d'atterraggio ed erano costretti a girare intorno all'aeroporto in attesa di qualche segnale. Negli ospedali, poi, a causa dei vecchi generatori, molto lenti a partire, si dovettero sospendere tutte le operazioni chirurgiche.

Il blackout su LifeUn caos totale, insomma, che accade ogni qual volta qualcosa di straordinario va ad intaccare l'ordinaria quotidianità di una brulicante metropoli. Quella notte la solidarietà diede il massimo di sé. I cittadini newyorkesi non persero tempo per aiutare chi era in difficoltà. Alcuni, addirittura, si improvvisarono vigili urbani, cercando di dirigere gli ingorghi senza ragione e senza regole, nella speranza di renderli un po' più ordinati. Nonostante i problemi, alla fine dell'emergenza si contarono solo tre morti e gli arresti, stranamente, non arrivavano a sessanta. Nei giorni seguenti la criminalità diminuì drasticamente e si dice pure che nove mesi dopo il blackout le nascite aumentarono a dismisura, forse perché le coppie americane, grazie al buio e all'intimità di una candela, poterono trascorrere una piacevole e romantica serata come, evidentemente, non facevano da tempo. Tuttavia, oggi, si pensa che questa sia solo una leggenda metropolitana, del resto smentita anche da J. Richard Udry, un demografo dell'Università del North Carolina che se occupò già nel lontano 1970.

Tutto qui? Assolutamente no. Il putiferio di quei giorni non era sufficiente, a quanto pare.

Il blackout su TimeDurante il buio newyorkese accadde anche qualcos'altro. Molti testimoni affermarono di aver avvistato nel cielo di Manhattan - e in alcune zone limitrofe - decine e decine di sfere luminose che si muovevano a sorprendente velocità. Dello stesso parere furono anche due piloti privati che, al momento dei fatti, si trovavano a volare sopra New York. Gli alieni, al tempo molto in voga - ma sorpassati dalla guerra del Vietnam e da problemi un pochino più seri - tornarono alla ribalta per qualche giorno. Delle sfere luminose furono scattate anche molte fotografie, una delle quali venne addirittura pubblicata sulla prima pagina del Time. I giornali e la tv dell'epoca diedero molto risalto alla faccenda, ma col tempo tutto finì nel dimenticatoio.

Ad oggi, l'ipotesi che qualche navicella spaziale proveniente da chissà dove abbia veramente visitato New York o sia stata la reale causa dei fatti, come alcuni personaggi hanno poi sostenuto, magari attraverso qualche squilibrio elettromagnetico poco chiaro, è relegata solo a qualche nostalgico ufo-complottista, di quelli che non accettano mai la verità ufficiale, neanche davanti ai fatti compiuti.

Quando tornò la luce, riprese di nuovo il tram tram della Grande Mela, intenta a produrre ricchezza e a macinare soldi. Il frastuono di quei giorni non era che un ricordo lontano.

Dovettero passare dodici anni per rivivere i fatti del 1965. Nel 1977, infatti, New York fu protagonista di un altro famoso blackout, seppur molto più breve. Qui le cose andarono diversamente e la dilagante criminalità di quei tempi non si fece smentire. A complicare la situazione - già molto tesa di suo - c'era pure Sam, un maniaco omicida che si aggirava nei sobborghi newyorkesi a caccia di vittime. Quando scese la sera l'angoscia e la paura sconvolsero la città, trasformando la notte senza luce in una notte di terrore; come se Sam, complice il buio, potesse entrare dalla porta di servizio dell'americano medio e ucciderlo barbaramente senza neanche una ragione. Anche qui i brutti sentimenti scomparvero alle prime luci dell'alba: Sam non aveva ucciso nessuno e questa volta degli alieni svolazzanti neanche la minima traccia. Ci furono solo quattromila arresti per vandalismo e saccheggi; cosa piuttosto normale per quella città e per quel contesto socio-culturale. Per la seconda volta la metropoli americana ridivenne tremendamente normale: i poveri rimasero poveri, i ricchi si arricchirono ancora di più e i complottisti, forti delle missioni Apollo da poco concluse, avrebbero vissuto momenti di gloria.

[ Le immagini sono tratte da giornali dell'epoca - Public domain ]

Written by Mark at 9:18:02 Commenti [0] Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook