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Uno scorcio di Sicilia per le vie di Boston

Nello scorso articolo, Sam, parlando dei quartieri italiani in America, mi ha fatto tornare alla mente una mia esperienza personale che voglio condividere con voi. Ma una premessa è d’obbligo…

Nel 1306 l’agostiniano Nicola La Bruna, gravemente ammalato, si rivolse alla Beata Vergine Maria in cerca di grazia. La Madonna lo guarì e, da quel momento, chiese di essere invocata e venerata come Madonna del Soccorso.

sciaccaNel 1626 la Madonna del Soccorso liberò la città di Sciacca (Sicilia) dalla peste. Così i pescatori del posto cominciarono a portare la statua della Madonna in processione, in segno di devozione, due volte l’anno (il 2 febbraio e il 15 agosto). Lo fanno ancora oggi e non sono gli unici. Gli abitanti di Sciacca emigrati in America si portarono dietro questa usanza e tuttora i loro discendenti, ad agosto, festeggiano la Madonna del Soccorso nelle stradine del quartiere di North End, Little Italy nel cuore di Boston.

Si potrebbe avere l’illusione di essere in Sicilia, se la Madonna non fosse ricoperta di bigliettoni verdi.

La Fisherman’s Feast inizia sempre di giovedì. Subito dopo la cerimonia di apertura, la statua della Madonna viene trasportata fino al Christopher Columbus Park, sul lungomare, per l’annuale "Benedizione delle Acque Pescose". La sagra va avanti tutte le notti (tra fuochi d’artificio, venditori ambulanti di cibo italiano, cantanti folk e bande musicali) fino alla domenica quando lo spettacolare(?) Flight of the Angel chiude le celebrazioni…

Il 15 agosto 2010 ero a Boston (eehhhh…sospiro nostalgico) e, dopo aver trascorso l’intera giornata in giro a visitare la città, decido di andare a cena a North End. Ero lì che girovagavo in cerca di un ristorantino carino quando sento qualcosa che le mie orecchie non si sarebbero mai sognate di sentire, non a Boston quantomeno! Una canzone di Laura Pausini e subito dopo l’Eros nazionale. Lo so che il fatto in sé non è così insolito perché si tratta di due nomi alquanto popolari all’estero ma, quando uno sta in America, quando IO sto in America sprofondo in un’altra dimensione; non cammino, volo e quelle canzoni sono arrivate come un fulmine a ciel sereno a rompere l’incantesimo. Così è sleale!!!

Tra l’altro non avevo idea di essere finita in mezzo alla Fisherman’s Feast e non mi sono neanche preoccupata di assistere al Flight of the Angel. L’ho visto poi a casa, sul Tubo. Vi posto un video (dal min. 2:10)…l’improbabile accento delle bambine mi fa sorridere…saranno pure angeli ma parlano come se fossero possedute dal demonio! Molto Felice

[Foto from Flickr by kthypryn ( Licenza )]

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La cavalcata di mezzanotte

“Listen my children and you shall hear

Of the midnight ride of Paul Revere…”

A quale episodio si riferiscono questi versi di “Paul Revere’s Ride”, il poema composto da Henry W. Longfellow nel 1861? Dobbiamo tornare ai tempi della Guerra d’Indipendenza e precisamente alla notte del 18 aprile 1775. rideIl generale Gage aveva incaricato il Colonnello Francis Smith di requisire armi e munizioni che i coloni ribelli avevano accumulato nella cittadina di Concord, a circa 30 km da Boston.

Pare, inoltre, che un ordine aggiuntivo (non scritto, per ragioni precauzionali) prevedesse l’arresto di due leaders rivoluzionari, Samuel Adams e John Hancock, che in quel momento stazionavano a Lexington.

Paul Revere ricevette una soffiata con qualche giorno di anticipo. Ciò gli permise di accordarsi con i ribelli di Charlestown (sull’altra sponda del fiume Charles) e con Robert Newman, sagrestano della Christ Church di Boston (meglio conosciuta come Old North Church), circa un segnale di allarme. Recita il poema:

"If the British march

By land or sea from the town to-night,

Hang a lantern aloft in the belfry arch

Of the North Church tower as a signal light,--

One if by land, and two if by sea;

And I on the opposite shore will be,

Ready to ride and spread the alarm

Through every Middlesex village and farm,

For the country folk to be up and to arm."

In altre parole il sagrestano avrebbe dovuto appendere al campanile della Old North Church una lanterna nel caso in cui le truppe britanniche avessero deciso di procedere via terra, attraverso il Boston Neck (one if by land) oppure due lanterne nel caso di avanzata via mare, attraverso il fiume Charles (two if by sea). E così fu. Il 18 aprile 1775 tra le 21:00 e le 22:00, circa 700 soldati inglesi vennero mobilitati e trasportati via mare sino a Cambridge. churchIl sagrestano lanciò prontamente l’allarme e altrettanto prontamente i ribelli risposero alla chiamata. Paul Revere, affiancato da due amici, attraversò il fiume con una barca a remi eludendo la sorveglianza della Somerset, una nave da guerra inglese ancorata nella baia; raggiunse Charlestown e lì trovò ad attenderlo un cavallo gentilmente offerto da Deacon Larkin con il quale potè iniziare la sua leggendaria cavalcata. Per essere sicuri che, anche in caso di cattura di Revere, qualcuno giungesse ugualmente a destinazione venne inviato per altra via un ulteriore messaggero, William Dawes. Il segnale luminoso, inoltre, innescò un meccanismo a catena. Grazie al passaparola tra ribelli, nel giro di un paio d’ore, l’intera contea di Middlesex era pronta a ricevere gli inglesi: l’effetto sorpresa era senza dubbio sfumato!

Paul Revere giunse a Lexington intorno alla mezzanotte, Dawes circa mezz’ora più tardi. Dopo aver messo in guardia Samuel Adams e John Hancock, i due, insieme al Dr. Samuel Prescott, proseguirono alla volta di Concord. Solo Prescott però riuscì a raggiungere la cittadina. Durante il tragitto, infatti, i tre patrioti furono intercettati da una delle pattuglie inglesi disseminate nella zona: Prescott riuscì a dileguarsi e così anche Dawes (che però poi perse il cavallo), Revere venne trattenuto qualche ora sotto la minaccia delle armi per essere infine rilasciato ma privo di cavallo. Non che la cosa lo scoraggiasse più di tanto. Tornò a Lexington a piedi e aiutò Hancock a fuggire dalla città.

Non era la prima volta che Revere serviva la causa rivoluzionaria in veste di messaggero e questa cavalcata, seppur indubbiamente la più famosa, fu solo una delle tante.

Come andò a finire tra gli inglesi e i minutemen lo vedremo in dettaglio un’altra volta; per ora vi basti sapere che quella notte si consumò il primo scontro armato della Rivoluzione americana.

La Old North Church è ancora lì che svetta tra gli edifici del quartiere di North End (Boston) e si è guadagnata di diritto un posto nel Freedom Trail; una delle lanterne originali, invece, la potete trovare al Concord Museum (Concord, Massachusetts). Sorriso

[Foto from Flickr by notanyron ( Licenza )]

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Fall Foliage: quando è la natura a dare spettacolo

foliageIn autunno le giornate si accorciano, le ore di luce diminuiscono e aumenta l’escursione termica diurna. Al sopraggiungere di questi cambiamenti, la clorofilla, a cui si deve il colore verde delle foglie, si sposta dalle foglie ai rami, al tronco e alle radici dando così modo ad alcuni pigmenti, già presenti ma rimasti fino ad allora in ombra, di affiorare e imporre alle foglie altre colorazioni (l’antociano, ad esempio, è responsabile del rosso, il carotene dell’arancio, ecc).

Ora, che le foglie cambino colore è un fatto noto e visibile a chiunque ma forse non tutti sanno che in New England, dove le escursioni termiche sopra descritte si manifestano in maniera più accentuata, questo fenomeno, altrimenti detto fall foliage, si eleva naturalmente all’ennesima potenza. La Berkshire County del Massachusetts, le White Mountains del New Hampshire, le Litchfield Hills del Connecticut, i boschi del Vermont, persino i giardini pubblici di Boston…tutto si trasforma in una tavolozza di colori!

Il foliage attira ogni anno nella regione migliaia di osservatori, i cosiddetti leaf peepers. Inutile dire che in New England il periodo autunnale è considerato altissima stagione e qualunque tipo di sistemazione (anche la piazzola per il camper) dovrebbe essere prenotata con largo anticipo. Eh, già…prenotare…ma quando? Innanzitutto c’è da dire che il foliage si manifesta sempre prima a latitudini e altitudini più elevate per cui, se non avete azzeccato il momento clou, sappiate che potete parzialmente aggiustare il tiro spostandovi a nord o spostandovi in alto. Comunque, in genere, il periodo migliore è quello compreso tra fine settembre e metà ottobre ed è anche conosciuto come Indian Summer. Esistono opinioni discordanti circa l’origine di questa espressione: secondo alcuni si tratterebbe di un richiamo al fatto che, durante questo periodo dell’anno, i primi coloni subivano pesanti attacchi da parte dei Nativi americani; altri ritengono che il riferimento sia piuttosto al periodo in cui gli Indiani d’America si preparavano all’inverno costruendo tende e accumulando cibo. A proposito, dato che siamo in tema, i Nativi rifiutano la spiegazione scientifica del foliage e si affidano ad una leggenda secondo la quale il rosso e il giallo delle foglie altro non sono che il sangue e il grasso del Grande Orso, ucciso durante la stagione della caccia.

Come accennato all’inizio, tutti gli stati del New England possono offrirvi qualcosa in termini di foliage ma si vocifera che il Vermont sia imbattibile, soprattutto nella regione soprannominata Northeast Kingdom (contee di Essex, Orleans e Caledonia).

Internet è pieno di siti che trattano dell’argomento (ve ne suggerisco uno a caso: www.leafpeepers.com ) e che vi forniranno i numeri verdi da contattare nel caso vogliate avere aggiornamenti costanti e dettagliati sull’avanzare della marea colorata.

Io non ho ancora avuto la fortuna di visitare il New England durante il foliage ma dalle centinaia di foto che circolano in rete mi sento di concordare con una mia guida turistica quando dice “Se Vivaldi fosse nato nel New England, sicuramente avrebbe intitolato il suo capolavoro le Cinque Stagioni”.

Nel video sottostante potrete veder scorrere alcune immagini dei paesaggi che vi attendono, sulle note di “When Fall comes to New England” di Cheryl Wheeler. Buona visione Sorriso

[Foto from Flickr by subadei ( Licenza )]

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Un Halloween New Englander

A parte immergersi negli Haunted Happenings di Salem (di cui abbiamo già parlato qui l’anno scorso) cos’altro si potrebbe fare in Massachusetts durante Halloween? Mi sono messa a caccia di suggerimenti.

ghost1A Boston potreste prenotare (sì, ad Ottobre la prenotazione è raccomandata!) un Ghosts & Gravestones Tour in partenza dal lungomare (200, Atlantic Avenue). Le vostre guide vi condurranno al cimitero e lì passeranno in rassegna una serie di fatti poco rassicuranti (dalle misteriose presenze in alcuni storici hotel cittadini alle gesta di famosi serial killers locali quali lo strangolatore di Boston).

Se di turbarvi il sonno non aveste voglia, potreste sempre optare per il ballo in maschera durante la crociera in notturna a bordo di “The Freedom”.

ghost2A Quincy, cittadina raggiungibile da Boston in metropolitana (Red Line), potreste invece visitare la Uss Salem, vecchio incrociatore della Marina militare americana che, a quanto si narra, vanta dei proprietari un po' particolari. E' talmente infestato da fantasmi da essere stato oggetto di investigazione da parte del team di “Ghost Hunters”, noto programma Tv.

A Westford (una cinquantina di kilometri a nord di Boston) si trova lo Witch’s Woods Halloween ScreamPark che offre diverse attrazioni. Tra le più interessanti il Jack-O’-Lantern Jamboree, ricca esposizione di zucche intagliate e illuminate in modo professionale. I più temerari poi potranno salire su un carro da fieno e avventurarsi nel bosco: inutile dire che il carro verrà attaccato da ogni genere di creatura (streghe, zombie, folletti ecc).

Ecco un video di presentazione del parco…Occhiolino

[Foto from www.ghostsandgravestones.com ]

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"Lowell celebrates Kerouac"

locandinaQualche giorno fa, l’11 ottobre, è uscito nelle sale italiane “On the Road”, trasposizione cinematografica del più celebre romanzo di Jack Kerouac.

Colgo dunque l’occasione per informare chi non lo sapesse che Jack Kerouac è nato nella cittadina di Lowell (Massachusetts), circa 40 Km a nord di Boston.

A Lowell è possibile ripercorrere i luoghi della sua infanzia, visitare la sua tomba all’Edson Cemetery (di solito i fans vi lasciano delle poesie dentro bottiglie vuote di alcolici) o leggere alcuni estratti di “On the Road” e altri scritti incisi su colonne di granito al Kerouac Commemorative Park.

jackIl periodo migliore per fare tutto ciò è sicuramente ottobre. E non solo perché se dico autunno e dico New England il connubio è già di per sé un’ottima motivazione. Il fatto è che, proprio ad ottobre, Lowell organizza, in onore del suo cittadino più illustre, un festival letterario (visite guidate, dibattiti, letture collettive ecc..) che richiama ogni anno centinaia di appassionati. Sorriso

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Orsetti di peluche...che passione!

teddySe dico Teddy Bear tutti sanno di cosa sto parlando e il termine “bear”, ovviamente, non ha bisogno di spiegazioni. Ma perché “Teddy”? L’origine di questo nome può essere fatta risalire al 1902 quando, durante una battuta di caccia, il Presidente Theodore Roosevelt si rifiutò di uccidere un cucciolo di orso bruno. L’opinione pubblica apprezzò il gesto e il vignettista Berryman cominciò a riprodurre spesso nei suoi disegni questo orsetto ormai famoso e soprannominato “Teddy” proprio in onore del Presidente. L’anno seguente, a New York, due coniugi ebbero l’idea di vendere Teddy Bears di peluche nel loro negozio di giocattoli. La produzione, ormai non più esclusiva, continua ancora oggi.

In Vermont, nei pressi di Shelbourne, esiste una fabbrica che realizza, rigorosamente a mano, circa mezzo milione di questi orsetti ogni anno: è la Vermont Teddy Bear Company. Potete andare a visitarla se capitate da quelle parti.

companyGli orsacchiotti che escono da questa fabbrica sono garantiti a vita. E non è un modo di dire. Poniamo, infatti, che il vostro peluche cada vittima di un incidente (un incontro ravvicinato con il gatto del Boss, ad esempio): compilando un semplice quanto inquietante modulo di ammissione è possibile farlo ricoverare al Vermont Teddy Bear Hospital (per la serie “se pensavate di essere esauriti adesso sapete che c’è chi vi batte”). Ve lo rimetteranno in forma o, nel caso la situazione sia disperata, ve lo sostituiranno con uno nuovo di zecca. Il tutto gratuitamente.

Se il vostro orsetto non avesse bisogno di cure ma soltanto di una bella ripulita, vi basterà seguire le istruzioni per il lavaggio, non prima di esservi fatti due risate: si legge infatti “Put him in a pillow case (you don't want to get soap in his eyes)…” o anche “DO NOT put your Bear in the dryer ever ever ever! He is a native Vermonter and cannot take the heat!

Non avete la possibilità di recarvi in Vermont? In questo caso il Teddy Bear vi perseguiter…ehm volevo dire vi seguirà ovunque voi siate. Potete ordinarlo on line e personalizzarlo (tatuarlo, persino) a vostro piacimento scegliendo colore e tipo di pelliccia, colore degli occhi, outfit e accessori (il copricapo ebraico è uno dei più apprezzati).

Volendo, si possono anche acquistare dei simpatici “ kit” per bambini ma – ve lo dico – il rischio di non riuscire più a distinguere il pargolo dall’orsacchiotto è alto.

I più generosi, invece, possono regalarlo ad altri. In questo caso il Teddy Bear arriverà a destinazione in una confezione regalo con tanto di biglietto d’auguri e dolcetto inclusi.

Quali sono i vostri orsetti preferiti? I miei sono l’ aviatore, il giocatore di golf e il marine anche se, devo essere sincera, a forza di leggere il sito ufficiale ne ho assorbito la bonaria follia e per un attimo mi sono chiesta “ma se compro un Teddy Bear Chef mi cucina anche?” Linguaccia

[Foto from Flickr by Mr. Ducke ( Licenza )]

Posted by YES at 8:00:00 Commenti [0]

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