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Il virus inventato

Peter Duesberg, ricercatore statunitense, è un personaggio curioso, controcorrente, alquanto diverso dai suoi colleghi. Fa il microbiologo, lavora all'Università di Berkley e nella sua professione è pure stimato. Nonostante tutto, da molti anni a questa parte, conduce una controbattaglia molto singolare: quella sull'AIDS. Insieme ad altri ricercatori - tanti per la verità, se ne contano diverse migliaia - Duesberg ritiene che l'AIDS, la piaga che ha cambiato i costumi sessuali degli ultimi vent'anni, non abbia nulla a che fare con il retrovirus dell'HIV. Per lui le vere cause dell'immunodeficienza acqusita sono da ricercarsi prevalentemente nei comportamenti sessuali, nell'abuso di droga e, più in generale, nello stile di vita. Secondo la sua tesi, quindi, la malattia, al contrario di ciò che si è sempre pensato, non sarebbe affatto contagiosa. Ovviamente la comunità scientifica ha preso le distanze da simili affermazioni, ma essendo convinto di aver ragione, continua imperterrito per la sua strada, attraverso un mirato lavoro di divulgazione senza sosta. Duesberg, prima di tutto, prende in esame gli omosessuali della San Franscisco degli anni settanta e ottanta, indicando nella sessualità promiscua e senza evidenti precauzioni di quei tempi il primo vero problema della triste faccenda. Poi, rimanendo in ambito americano, tira in ballo anche le droghe, mostrando come l'aumento della malattia vada di pari passo con la costante crescita di stupefacenti negli Stati Uniti, tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta. Del resto, il fatto che l'AIDS sia venuto alla ribalta nel 1981 non è, per lui, un caso. Proprio all'epoca, infatti, la diffusione della cocaina, ma anche dei nitriti da inalare (molto usati gli omosessuali) aveva raggiunto picchi elevatissimi, mai registrati prima. La droga e gli eccessi, insomma, causerebbero una drastica caduta delle difese immunitarie che poi, col tempo, porterebbero ad un indebolimento totale del corpo, al punto tale che un banale raffreddore potrebbe risultare addirittura fatale. Per chiudere il cerchio delle sue tesi, il ricercatore di Berkeley spara anche a zero sulle potenti case farmaceutiche che, guadagnando cifre enormi grazie alla vendita degli antivirali - come l'ormai obsoleto AZT - sarebbero le prime a condurre una campagna informativa distorta e corrotta, pur di continuare a commercializzare i loro prodotti. Quanto sopra riportato è solo il pensiero di Duesberg e di chi la pensa come lui. Soltanto il tempo potrà dirci se le cose che afferma affannosamente sono solo scemenze, o verità nascoste per via dell'ennesimo complotto. Quando si fa scienza, e questo è importante, il parere della minoranza ha sempre una valenza minore.

Curiosità:

1. Poco tempo fa l'AZT, il farmaco della Bayer tanto criticato da Duesberg, è stato ritirato dal commercio perché considerato pericoloso. In molte interviste alcuni sieropositivi, che per scelta personale non l'hanno mai assunto, sono ad oggi ancora vivi e senza particolari problemi. Quelli che l'hanno fatto, almeno stando ad alcune riviste scientifiche - e a qualche programma televisivo - sono tutti deceduti.

2. Robert Gallo, altro ricercatore americano, è stato il primo ad isolare il virus dell'HIV. Le critiche di Duesberg non risparmiano nemmeno lui. Le teorie "Duesberghiane" affermano che Gallo, nei suoi lavori, non avrebbe seguito i postulati di Koch: criteri destinati a stabilire la relazione di causa-effetto che lega un patogeno ad una malattia.

3. Peter Duesberg ha scritto anche un libro intitolato Inventing The Aids Virus, tra l'altro ben articolato e ricco di particolari. Dopo un lungo escursus sulle tante false certezza della medicina, si concentra sulla malattia in sé, spiegando dettagliatamente le sue tesi. Infine, parte in quarta con un'attacco diretto e senza mezzi termini alle case farmaceutiche, per lui palesemente corrotte. Considerato il terrorismo mediatico fatto per l'influenza suina in questi giorni, nonché i tanti casi di farmaci messi in commercio poi tolti perché pericolosi (come il Vioxx e il Lipobay), la presa di posizione di Duesberg, senza minimamente voler avvalorare ciò che va dicendo, non è comunque campata in aria.

«L'AZT non aveva prospettive per due ragioni: i miei studi hanno mostrato che era cancerogeno in ogni dosaggio e che era troppo tossico anche per usi di breve periodo.»

Richard Beltz, inventore dell'AZT

«Sappiamo che errare è umano, ma l'ipotesi HIV-AIDS è un errore macroscopico. Lo dico forte e chiaro per mettere in guardia la gente»

Kary B. Mullis, premio Nobel per la chimica

Posted by Mark at 11:00:08 Commenti [0]

Holiday Songs - Christmas #3

Ci avviciniamo un po' di più ai tempi moderni con questo terzo appuntamento di Holiday Songs Christmas Edition. Il canto che ho scelto questa volta è decisamente meno noto degli altri, però è anche, secondo me, uno dei più divertenti (e politicamente scorretti) canti natalizi di tutti i tempi (come direbbe Kanye West... Risata): I Saw Mommy Kissing Santa Claus.

Il brano, come recita il titolo, racconta la storia di un ragazzino che, sgaiattolando fuori dal letto all'insaputa della mamma, la quale lo crede addormentato da un pezzo, la vede baciare Babbo Natale sotto il vischio e accarezzargli affettuosamente la barba. "Che risate ci saremmo fatti - pensa il bambino - se l'avesse vista anche papà!" Molto Felice

Scritta nel 1952 da Tommie Connor, ed incisa nello stesso anno dal tredicenne Jimmy Boyd, la canzone raggiunse il primo posto nella Billboard. Tuttavia, come si può facilmente immaginare, i temi del sesso e del tradimento coniugale, abbinati al Natale, fecero storcere non poco il naso alla Chiesa, nello specifico alla Chiesa Cattolica di Boston, che mise al bando la canzone. Fu solo dopo un incontro con il piccolo Boyd, impegnatosi ad andare a spiegare la canzone ad una rappresentanza della Chiesa, che il pezzo tornò sui mercati da cui era stato fatto sparire.

Certo che erano ottusi, se ci è voluto un ragazzino per spiegargli che nel 90% delle famiglie è il papà che si "traveste" da Babbo Natale! Linguaccia

Ecco il testo...

I saw Mommy kissing Santa Claus

Underneath the mistletoe last night.

She didn't see me creep

down the stairs to have a peep;

She thought that I was tucked

up in my bedroom fast asleep.

Then, I saw Mommy tickle Santa Claus

Underneath his beard so snowy white;

Oh, what a laugh it would have been

If Daddy had only seen

Mommy kissing Santa Claus last night.

La canzone vanta anche una cover degli Jackson Five (il gruppo di Michael Jackson e famiglia da piccoli), ed è proprio questo il video che vi propongo.

Enjoy! Figo

[ Fonte: Wikipedia ]

Posted by Lady Blackice at 8:53:30 Commenti [0]

Holiday Songs - Christmas #2

Anche per questo secondo appuntamento con la versione natalizia di Holiday Songs vi propongo un canto molto tradizionale: Santa Claus is coming to town.

La canzone fu composta ne 1932 da Haven Gillespie, per quanto riguarda le parole, e da J. Fred Coots per la musica e venne cantata per la prima volta durante in Thanksgiving del 1934 da Eddie Cantor in una trasmissione radiofonica. Anche la prima versione registrata risale allo stesso anno.

La nota più curiosa è che si tratta di una delle canzoni che vanta il maggior numero di cover nella storia: dagli Aerosmith, a Frank Sinatra, a Faith Hill, alle Destiny's Child, a Mariah Carey, a Bruce Springsteen, tutti hanno provato a dare la propria rilettura di questo grande classico del Natale.

Il testo si riferisce espressamente a Babbo Natale, di cui si preannuncia l'arrivo in città, insieme ad una serie di consigli di "buona condotta" per farsi benvolere dall'omino con la barba bianca.

I just came back from a lovely trip Along the Milky Way,

I stopped off at the North Pole To spend a holiday;

I called on dear old Santa Claus To see what I could see.

He took me to his workshop And told his plans to me.

So you better watch out, you better not cry, Better not pout, I'm telling you why:

Santa Claus is comin' to town.

His making a list and checking it twice,

Gonna find out who's naughty and nice, Santa Claus is comin' to town.

Santa Claus is comin' to town.

He sees you when you're sleeping, He knows when you're a awake;

He knows if you've been bad or good, So be good, for goodness' sake!

Oh, you better watch out, you better not cry, Better not pout, I'm telling you why:

Santa Claus is comin' to town.

Now, Santa is a busy man, He has no time to play.

He's got millions of stocking To fill on Christmas day;

You'd better write your letter now,

And mail it right away,

Because, he's getting ready His reideer and his sleigh.

With little tin horns and little toy drums,

Rooty toot-toots and rummy tums, Santa Claus is comin' to town.

And curly head dolls that cuddle and coo,

Elephants, boats, and kiddy cars, too,

Santa Claus is comin' to town.

The kids in girl and boyland, Will have a jubilee;

They're going to build a Toyland All around the Christmas tree.

So you better watch out, you better not cry, Better not pout, I'm telling you why:

Santa Claus is comin' to town.

Qui c'è il video della canzone, nella versione di Bruce Springsteen...

Enjoy! Figo

[ Fonte: Wikipedia ]

Posted by Lady Blackice at 8:42:48 Commenti [0]

Il primo cellulare della storia

È grazie a Martin Cooper se oggi possiamo chiacchierare al cellulare - o mandare sms a volontà - senza curarci di cavi e confini. Le cabine telefoniche, ormai, più che a rappresentare ciò per cui sono nate, assomigliano a vecchi pezzi d'antiquariato, spesso malconci e arrugginiti. La vita si evolve, la tecnologia si moltiplica in maniera esponenziale. Dietro tutto, però, c'è sempre qualcuno: un pioniere, un visionario, un uomo capace di osare e che, conoscenze alla mano (da una parte) e tanta passione (dall'altra) contribuisce, dopo anni di sacrifici, all'inesorabile avanzamento della società. Il già citato Cooper, inventore statunitense, nonché fondatore della ArrayComm e direttore della Motorola, è uno di questi. Il 3 Aprile 1973, fu proprio lui, dopo aver inventato il primo cellulare della storia, ad effettuare la prima telefonata al mondo con un apparato mobile. La chiamata, partita da una via di New York, era indirizzata a Joel S. Engel, capo ricerca della Bell Labs. Quel giorno segnò una nuova era per le comunicazioni. L'ispirazione che poi portò alla realizzazione dell'ambizioso progetto, la cui utilità è ormai fuori discussione, si dice sia stata fornita dalla famosa serie televisiva Star Trek, nella quale i membri dell'Enterprise erano soliti parlare fra loro, e a grandi distanze, per mezzo di piccolissimi dispositivi portatili. Grazie a questa invenzione, Cooper ha ricevuto, negli anni, molti importanti riconoscimenti, primo fra tutti la preziosa Wharton Business Transformation INFOSYS Award.

[Foto presa da Wikipedia]

Posted by Mark at 20:15:34 Commenti [0]

Holiday Songs - Christmas #1

Eccoci qui di nuovo con le canzoni delle feste. Dopo Sam con la canzoni tradizionali per il Ringraziamento, tocca a me farvi fare un giretto nel magico mondo dei canti natalizi americani. Si, insomma, ho preso in prestito la sua rubrica! Linguaccia

Come scelta sarà un po' banale, ma non posso non partire con la più classica e allegra delle canzoni natalizie: Jingle Bells, che viene proprio dagli States. L'autore è James Lord Pierpont (1822 - 1893), musicista di Boston che la compose nel 1857 con il nome di "The One Horse Open Sleigh". La versione originale era leggermente più classicheggiante, ma fu modificata e ristampata nel 1859 con il titolo di Jingle Bells che ben conosciamo.

Nonostante sia senza dubbio la canzone di Natale per eccellenza, riconosciuta e cantata in ogni parte del mondo, nelle intenzioni non era specificatamente legata al Natale. Basta dare un'occhiata al testo, che narra di una corsa sullo slittino insieme ad una ragazza, finita con una rovinosa caduta...

Dashing through the snow

On a one-horse open sleigh,

Over the fields we go,

Laughing all the way;

Bells on bob-tail ring,

making spirits bright,

What fun it is to ride and sing

A sleighing song tonight

[Chorus]

Jingle bells, jingle bells,

jingle all the way!

O what fun it is to ride

In a one-horse open sleigh

A day or two ago,

I thought I'd take a ride,

And soon Miss Fanny Bright

Was seated by my side;

The horse was lean and lank;

Misfortune seemed his lot;

He got into a drifted bank,

And we, we got upsot.

[Chorus]

A day or two ago,

the story I must tell

I went out on the snow

And on my back I fell;

A gent was riding by

In a one-horse open sleigh,

He laughed as there

I sprawling lie,

But quickly drove away.

[Chorus]

Now the ground is white

Go it while you're young,

Take the girls tonight

And sing this sleighing song;

Just get a bob-tailed bay

two-forty as his speed

Hitch him to an open sleigh

And crack! you'll take the lead.

[Chorus]

Il video non è il massimo, ma potete ascoltare l'intera canzone qui:

Curiosità: Jingle Bells fu la prima canzone suonata dallo spazio, il 16 Dicembre 1965, dagli astronauti di Gemini 6.

Enjoy! Figo

[ Fonte: Wikipedia ]

Posted by Lady Blackice at 9:07:00 Commenti [0]

Il video della domenica #108: Obama Nobel Prize Speech

Buona domenica! Sorriso Come tutti saprete al Presidente americano Barack Obama è stato assegnato quest'anno, fra svariate polemiche, il Premio Nobel per la Pace, ritirato da Obama stesso lo scorso 10 dicembre.

Il video di questa domenica, in quattro parti, non può che essere il controverso discorso di accettazione in cui il Presidente si è trovato a difendere alcune "scelte di guerra"...

Enjoy! Figo

Posted by Lady Blackice at 12:50:30 Commenti [0]

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