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Il giorno del giudizio

Saddam HusseinUn messaggio alla nazione atteso da tempo... finalmente ieri il presidente Bush ha potuto annunciare la notizia più attesa: "Saddam Hussein è stato catturato VIVO!". Un breve discorso alla nazione, dalla Cabinet Room della White House, durato non più di quattro minuti: "Adesso l'ex-dittatore dell' Iraq affronterà la giustizia che ha negato a milioni di persone. La cattura di quest'uomo era cruciale per un ritorno ad un Iraq libero. Segna la fine della strada per Saddam e per coloro che hanno ucciso e commesso violenze nel suo nome. Per la vasta maggioranza dei cittadini iracheni che desiderano vivere come persone libere questo evento porta una ulteriore garanzia che i giorni delle camere di tortura e della polizia segreta sono andati per sempre. Non dovranno più temere, mai più, un ritorno di Saddam Hussein. Gli iracheni che hanno scelto la libertà, hanno scelto la causa vincente. La cattura di Saddam Hussein non significa la fine della violenza in Iraq. Dobbiamo ancora affrontare terroristi che preferiscono continuare ad uccidere innocenti piuttosto che accettare la nascita della libertà nel cuore del Medio Oriente."

Questo, in pillole, il succo del discorso. Nessun accenno a come e quando Saddam sarà processato, cosa che sarà decisa dalla Casa Bianca nei prossimi giorni. Appare comunque probabile un processo-denuncia degli orrori del suo regime.

Bush era stato informato per la prima volta della possibile cattura di Saddam sabato pomeriggio a Camp David, da una telefonata di Donald Rumsfeld. La notizia è stata successivamente confermata da Condoleezza Rice dopo aver ricevuto una telefonanata di Paul Bremer. Nel corso della giornata il presidente ha poi avvertito i suoi alleati, tra cui Tony Blair, Silvio Berlusconi e Josè Maria Aznar.

Secondo altre voci, sarebbe stata Samira Shagbandar, la preferita delle quattro mogli di Saddam, a tradirlo, fornendo agli americani delle informazioni utili a scoprire il rifugio del marito, con cui manteneva regolari contatti da Beirut. Secondo Ahmad Chalabi, membro del Consiglio di governo provvisorio iracheno, Saddam sarà processato dal tribunale speciale per crimini di gerra commessi sotto la dittatura, pubblicamente, in modo che il popolo iracheno possa conoscere i suoi crimini, commessi dal 1968 al 2003. Sempre Adnan Pachachi, dopo un colloquio avuto con l'ex dittaore, afferma che Saddam, pur non mostrandosi arrogante e provocatorio, non sembra voler collaborare e continua a tentare di giustificare i propri crimini.

I servizi rimbalzati da un tg all'altro mostravano un Saddam vecchio, solo e affaticato: lo sguardo assente, la barba incolta, armato e con 750.000 dollari AMERICANI in tasca, è stato trovato nascosto in una buca profonda due metri nel terreno, vicino Tikrit, abbandonato dai fedelissimi, caricatura dell'uomo di potere che era fino a pochi mesi fa. Il mondo esulta? Mica tanto...! Mica tutti...!

La sinistra, quella che fino a pochi giorni fa chiedeva un'imbarazzate quanto inutile ritirata, ora si arrampica sugli specchi! Chi ci garantisce che sia il vero Saddam? Ma, veramente, il DNA dovrebbe bastare! Chi da il diritto agli Americani di giudicarlo? A parte il fatto che non è ancora stato deciso e che probabilmente Saddam sarà giudicato proprio dal tribunale provvisorio iracheno, ma chi dovrebbe farlo? I Francesi o i Tedeschi? Chi ci ha messo la faccia, chi ha versato il sangue in questa guerra, reputandola sacrosanta?

I soliti sinistroidi, irrilevanti bla bla bla!

Brindiamo alla cattura di un uomo che ha terrorizzato il suo popolo e ucciso milioni di persone. Ancora una volta, a dispetto del mondo, l'America ha avuto ragione. Un'importante stoccata e questa finta Europa dalle mille prospettive ma incapace di agire.

Fonti: Il Tempo, La Repubblica, Corsera News

Posted by Lady Blackice at 18:45:34 Commenti [0]

La bandiera ipocrita

NassiryaPrendo spunto dal messaggio che ha lasciato Singer sul forum per spendere due parole riguardo la tragedia che ha colpito i nostri compatrioti.

In primo luogo vorrei esprimere tutta la mia solidarieà alla famiglie delle vittime, alle mogli, ai figli di questi uomini che erano partiti per portare la pace e sono stati ripagati nel peggiore dei modi.

Nessun funerale di Stato, nessuna bandiera, nessuno stupido programma televisivo potrà rendere a queste famiglie ciò che gli è stato brutalmente strappato. Il dolore di queste famiglie è un dolore privato, non possiamo appropriarcene.

Invece nei giornali, sul web, ma soprattutto in TV vedo tanta ipocrisia: l'ipocrisia del minuto di silenzio allo stadio, della Nazionale col lutto al braccio, per poi riprendere subito dopo a giocare una partita che poteva essere rimandata... certe volte il calcio può aspettare, ma non in Italia; l'ipocrisia del minuto di silenzio di Simona Ventura e della sua volgare trasmissione ("L'isola dei famosi"), dove poco dopo venivano proclamati EROI individui come Nudo e Pappalardo; l'ipocrisia di un paese che ha sempre sputato sul proprio inno e sulla propria bandiera, e che adesso pensa sia arrivato il momento di tirarla fuori.

No, mi dispiace, io non mi unisco al finto coro, non appenderò nessuna bandiera. Da parte mia va solo un pensiero a quelle famiglie distrutte, a quei bambini che non rivedranno più i loro papà, al loro dolore... un dolore PRIVATO!

Allo stesso modo vorrei esprimere tutto il mio disgusto a quanti hanno avuto la faccia tosta di affermare che questo è ciò che meritavano coloro che hanno aiutato Bush a compiere i suoi piani. Personalmente mi vergogno di vivere in un paese in cui una grossa percentuale di persone esulta se vengono in qualche modo colpite le forze dell'ordine. Quegli uomini erano lì per aiutare, per ricostruire... almeno hanno avuto il coraggio di andarci, mentre tutto ciò che suggeriva il popolo tricolore era non attaccare, fregarsene della dittatura di Saddam, così come adesso suggeriscono di ritirarsi, con la coda tra le gambe, per permettere a Saddam di rientrare indisturbato.

Passeremo un'altra settimana tra finte lacrime e bandiere tricolore, arcobaleno, rosse... ma che schifo appropriarsi dei morti per fare politica!

Posted by Lady Blackice at 12:42:43 Commenti [0]

Morire per un nome

EminemScusate l'assenza, avevo detto che avrei aggiornato spesso il blog, comunque...

Dunque, questa notizia si commenta da sola: un uomo è morto mentre cercava di vendere delle T-Shirt con la faccia di Eminem. È accaduto a Kucukcekmece, una zona di Istambul.

Un tale di nome Hayrettin Demir, commerciante d'abbigliamento, aveva tra i suoi prodotti delle magliette che ritraevano Eminem (star del RAP, e non del Pop, come hanno scritto i giornali e vari siti), che cercava di vendere urlando "Eminem", appunto.

Ma quando la sfiga si accanisce... passava di lì un tizio diciannovenne, Dilaver Akkurt, evidentemente ignorante in fatto di Rap, che ascoltanto il nome "Eminem" ha creduto che il commerciante si stesse prendendo gioco di dua madre "Emine", dato che in turco "Eminem" significa "la mia Emine".

In poco tempo è scoppiata una rissa nella quale il commerciante è stato ferito a morte, probabilmente da un amico di Akkurt.

Secondo un'altra fonte l'uomo sarebbe stato accoltellato comunque dopo che l'equivoco del nome era stato chiarito: pare che il ragazzo pretendesse la sospensione delle magliette di Eminem solo perchè il nome non gli andava a genio.

Si può morire per un nome? Credevo fosse possibile solo nei drammi di Shakespeare, e invece...

Fonti: Rockol, Reuters Italia

Posted by Lady Blackice at 18:45:17 Commenti [0]

Benigni a Washington

PinocchioOggi la pagina "Spettacoli" del "Messaggero" azzardava questo titolo: "La rivincita americana di Benigni". Leggere quel mini articolo mi ha fatto sorridere del nostro goffo patriottismo che si va a riversare non tanto sulla bandiera, sulla nostra storia e le nostre radici, quanto su cose futili come la Nazionale di calcio o il successo all'estero di uno come Benigni!

La notizia era questa: Benigni sarà premiato oggi al festival "Washington, Italia", nel corso di un esclusivo gala all'Hilton, dalla Niaf, "potente associazione degli italiani nel mondo, che l'anno scorso incoronò Sofia Loren", come sottolinea l'entusiasta giornalista. Incredula e polemica sul fatto che "Pinocchio" fosse stato un flop colossale in America, la giornalista si sente giustamente pervadere da un forte orgoglio patrittico al solo pensiero che sia resa giustizia al nostro beneamato Benigni... la rivincita insomma consiste nell'essere premiati anche in America, si, ma da italiani! Ricordo che in America il film non ha ricevuto l'Oscar, come i nostri critici dotati di "paraocchi tricolore" si aspettavano, bensì la "Pernacchia D'Oro", ossia il riconoscimento come peggior film dell'anno... e meritato, aggiungerei!

"Avrei dovuto ricevere il premio lo scorso anno ma lo prendo quest'anno, come direbbe Berlusconi, è retroattivo". Incredibile, ha anche la faccia tosta di recriminare e di mettere sullo stesso piano gli Oscar con questo contentino che gli hanno dato... ridicolo! Pensasse a far film veri anzichè rispolverare Pinocchio... E per concludere, ma perchè nessuno dice mai che i film italiani sono penosi, che risolutano banali e provinciali e impossibili da esportare in qualsiasi paese straniero? Davvero secondo voi Pinocchio è un film da Oscar? Ma fatemi il piacere!

Fonte: Il Messaggero

Posted by Lady Blackice at 20:15:16 Commenti [0]