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Il paese delle contraddizioni

Certe volte è davvero difficile capire gli Stati Uniti. La patria della ricerca scientifica, troppo spesso si deve scontrare con le credulonerie. Ogni giorno nasce un nuovo santone e viene fondata un'altra squallida setta. Dalla scienza alle menzogne, nell'America delle contraddizioni, il passo è fin troppo breve. A tal proposito, va menzionato il fatto, del resto già accennato nella recensione di Religulous, che proprio in questo paese è nato il primo museo del creazionismo: un luogo in cui si elogia la presunta creazione (fatto certo secondo i fondatori) e si deride l'evoluzione biologica delle specie viventi (fatto certo secondo la scienza e le persone di buonsenso). Il museo si trova a Petersburg, nel Kentucky, ed è costato circa 27 milioni di dollari. La bibbia, trattata come un testo per le scuole - tanto è il valore che gli attribuiscono - sarà il fulcro centrale della costosissima opera e gli studenti americani, che di certo passeranno da queste parti, potranno essere indottrinati a dovere. Gli attacchi, ovviamente, non mancano e, cosa curiosa, non arrivano solo dagli scienziati, preoccupati per il decadimento delle menti americane, ma anche da molti credenti moderati. Per capire l'inconsistenza del progetto basti pensare che, secondo gli ideatori, il Grand Canyon avrebbe poco più di quattro mila anni, mentre per la geologia si sarebbe formato non meno di 4-6 milioni di anni fa. I Dinosauri, dal canto loro, altro non sarebbero che animali coetanei del genere umano, nonostante le prove fossili dicano l'esatto contrario. Insomma, di cosa stiamo parlando se non di semplice fuffa?

Tutto qui? Certo che no.

Siccome il semplice racconto biblico non bastava, alcune "simpatiche" installazioni video narrano la giornata tipo di due teen-agers dei giorni nostri, un ragazzo e una ragazza: lui intento a guardare avidamente un film porno e lei che cerca consigli su come abortire. A parte la palese forzatura della rappresentazione, la morale è alquanto chiara: chi perde di vista la bibbia non può che fare questa fine! Molto "educativo" come messaggio, non c'è che dire.

Ovviamente il museo del creazionismo è solo la punta dell'iceberg; un macigno ghiacciato troppo grosso da digerire, dove neanche la nostra provincialotta Italia, nonostante l'invadente Vaticano, riesce a fare tanto. Almeno nel paese degli spaghetti, sulle banconote, non scriviamo In God We trust, e la bibbia, nei tribunali, non ci è ancora entrata. Per il futuro, speriamo che l'amministrazione Obama, al contrario di Bush (che l'evoluzione l'ha sempre osteggiata e non ha mai perso tempo per elogiare pubblicamente il "sacro" libretto), si comporti diversamente, in modo tale che gli Stati Uniti riescano ad uscire da questa cappa di ignoranza, del tutto inappropriata per un paese che eccelle in ricerca e tecnologia.

Posted by Mark at 13:15:50 Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

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