Discorso sullo Stato dell'Unione 2007
Venerdi 26 Gennaio 2007 - - - > Attualità
Il 23 gennaio il Presidente degli Stati Uniti George Bush, davanti al Congresso, ha tenuto l'annuale discorso sullo stato dell'Unione, come previsto dalla Costituzione Americana.
Le prime parole del Presidente sono state per la nuova speaker del Congresso, Nancy Pelosi, prima donna a ricoprire questa carica istituzionale.
Davanti a un Congresso in cui i democratici nelle scorse elezioni di mid-term hanno ottenuto la maggioranza, il Presidente Bush ha più volte invitato i democratici al lavoro di squadra, a superare le differenze di opinioni per agire insieme nell'interesse della nazione.
Il primo argomento è stato l'economia. Bush ha proposto tre riforme per migliorare l'economia americana, che oggi soffre di un pauroso deficit nel bilancio, anche a causa degli altissimi costi della guerra al terrorismo. Un discorso a parte è stato rivolto ai previsti incentivi economici per le famiglie meno agiate che sottoscrivono una polizza assicurativa medica. Oggi sono milioni gli statunitensi che non possono permettersi un'assicurazione medica, e che potrebbero usufruire degli incentivi del Governo.
Riguardo all'immigrazione, Bush ha proposto una riforma che dovrebbe rendere più sicuri i confini, rallentare l'immigrazione illegale e nello stesso tempo regolamentare gli immigrati clandestini che lavorano negli Stati Uniti.
Un elemento di novità è stato il discorso circa le fonti di energia: l'obiettivo della nuova linea di politica energetica si chiama "Twenty in Ten", e prevede di diminuire del 20% l'uso di petrolio nei prossimi dieci anni; per raggiungere questo traguardo Bush ha fatto appello a scienziati e industriali, promettendo d'altra parte un migliore sfruttamento delle risorse nazionali, preservando però l'ambiente, al fine di raddoppiare le riserve strategiche di petrolio.
Il tema più sentito è stato sicuramente l'andamento della guerra al terrorismo e in particolare la situazione in Iraq. Entrambi gli schieramenti si sono trovati concordi nell'affermare che il successo in Iraq è fondamentale per garantire stabilità al Medio Oriente e sicurezza agli Stati Uniti. Bush ha esplicitamente sottolineato la necessità che anche il Governo Iraqueno collabori maggiormente con gli Stati Uniti contrastando i ribelli e i terroristi. Se gli Stati Uniti si ritirassero dall'Iraq, il terrorismo e gli estremisti prenderebbero il controllo del Paese e creerebbero uno stato tirannico che rappresenterebbe una base sicura per tutti i nemici degli Stati Uniti.
La guerra al terrorismo, ha detto Bush, sarà ancora lunga, e per vincerla occorre lavorare uniti e dimostrare alla Nazione e ai nemici degli Stati Uniti la determinazione nel combattere questa difficile guerra; a questo proposito il Presidente ha sottolineato l'importanza di creare una commissione speciale per la guerra al terrorismo, composta da membri di entrambi gli schieramenti.
Un ulteriore piano prevede l'aumento delle Forze Armate di 92.000 uomini tra soldati e marines nei prossimi cinque anni e la creazione di un "Corpo di Riserva Civile", su base volontaria, che permetta all'Esercito di usufruire di civili addestrati in caso di necessità.
"Lo Stato dell'Unione è forte", ha concluso Bush, "e la nostra causa giusta; anche se molte sfide ci attendono, continuiamo ad andare avanti".
Il testo completo del discorso è reperibile al sito ufficiale della Casa Bianca: www.whitehouse.gov.
Ulteriori approfondimenti su Pro American Movement: Gli interessi nazionali americani oltre la presidenza Bush.
Posted by Joker at 18:50:35

















