Viaggi in America e privacy: panico tra i blogger
Martedi 16 Gennaio 2007 - - - > Viaggi
Leggo molti blog quando sono online, alcuni assiduamente, altri saltuariamente, altri ancora una volta e mai più. Negli ultimi giorni mi sono imbattuta nell'argomento: "America, privacy e libertà", trattato con un allarmismo che mi ha fatto sorridere. Ho deciso di non linkare i blog in questione, dato lo spirito diverso e la vena polemica con cui io intendo affrontare l'argomento, ma voglio comunque riportare i fatti.
Si è diffusa da pochi giorni la notizia di un accordo, risalente allo scorso ottobre, tra UE e USA, che permetterà agli americani di accedere ai cosiddetti "dati sensibili" dei viaggiatori europei che entrano nel suolo statunitense.
Particolare clamore ha suscitato il possibile accesso alle e-mail e ai movimenti delle carte di credito utilizzate per acquistare i biglietti aerei. L'accordo, come è stato ampiamente sottolineato, è unilaterale; per accedere alle stesse informazioni riguardanti un cittadino americano, di norma, c'è bisogno del consenso di un magistrato. Queste misure si inseriscono in un piano generale per inasprire i controlli antiterrorismo e includono anche l'estensione della rilevazione di impronte a tutte le dita (attualmente ne vengono rilevate solo due). Le impronte, così come gli altri dati, finiranno in un immenso database consultabile dall'FBI e dalle autorità americane.
La notizia ha sollevato un polverone di polemiche soprattutto in Gran Bretagna, mentre da noi è passata quasi in sordina, fatta eccezione per la blogosfera. Infatti, al grido di "boicottiamo la ex terra della libertà", sono molti i blogger che invitano a non andare più in vacanza negli States, a sconsigliarlo ad amici e parenti e a diffondere "il verbo" attraverso il proprio blog.
Il mio pensiero? Come al solito si vede la pagliuzza nell'occhio del vicino ma non la trave nel proprio. Siamo stati per anni schedati e intercettati dalla Telecom senza saperlo e quando la storia è venuta fuori nessuno si è scandalizzato più di tanto, mentre ci fa orrore l'idea di dover fornire delle garanzie all'entrata in un paese che è stato duramente colpito dal terrorismo. Almeno in questo caso una scelta ce l'abbiamo: chi ritiene eccessive queste misure può decidere di non andare negli States, appunto.
Io credo che attualmente gli Stati Uniti siamo l'unico paese che sta cercando di fare concretamente qualcosa contro il terrorismo. Queste misure sono discutibili, migliorabili, per molti eccessive, ma almeno sono passettini per affrontare un problema che non è solo americano, anche se vogliono farci credere il contrario.
Sono passati pochi mesi dal mio ultimo viaggio negli States e, avendo vissuto personalmente molti dei controlli a cui si fa riferimento (foto e impronte digitali, screening di apparecchi elettronici etc), posso dire che il tutto viene effettuato in modo veloce e efficiente, senza creare particolari disagi ai viaggiatori. Inoltre, ero lì nel periodo in cui è stato sventato l'attacco a Londra e, avendo fatto scalo a Heathrow, ho potuto confrontare, in un momento davvero critico, la risposta degli Stati Uniti e della Gran Bretagna allo stesso problema.
Posso dirvi che, a quattro giorni dall'attacco sventato, mentre a Los Angeles si veniva controllati più volte e, poco prima di salire sull'aereo i bagagli a mano venivano perquisiti da militari, chiamati per far fronte alla crisi, a Londra si veniva privati dei liquidi, che potevano tranquillamente essere riacquistati in seguito e portati in aereo, e il personale altamente specializzato era costituito da ragazzini poco più che ventenni che si prendevano gioco di chi si rivolgeva a loro in cerca di informazioni.
Insomma, io amo gli Stati Uniti, non ho niente da nascondere e non ho nessun problema a dare tutte le garanzie necessarie per entrarci. Anzi, se questo serve a evitare che, accidentalmente, l'aereo su cui mi trovo si schianti su qualche grattacielo, sono anche felice che facciano questi controlli.
E' chiaro che chi è impegnato nella diffusione del "credo antiamericano" la veda in un determinato modo, ma voi? Chi frequenta questo sito, con buone probabilità, fa parte di quella piccola percentuale di italiani che, al contrario, ama gli Stati Uniti. Cosa pensate di queste misure? Vi impediranno di andare in America? Vi faranno cambiare opinione?
Posted by Lady Blackice at 11:58:19
















