Le carenze del cinema italiano
Martedi 23 Maggio 2006 - - - > Hollywood
Nulla può essere più squallido di una giornata passata in casa, magari perché costretti da una brutta influenza, oppure da un mal di testa inabilitante, che ti fa diventare impossibile anche il gesto più banale, come il salire o scendere le scale. Cosa fare allora?
In questi casi, almeno per quanto mi riguarda, vedere un bel film può essere la soluzione ideale: ti distendi sul divano, accendi lo schermo lcd all'ultimo grido, inserisci il dvd preferito e dopo aver selezionato la lingua (possibilmente quella originale!) e settato i vari parametri per una visione ottimale, ti lasci trasportare dalle immagini in un lungo viaggio ricco di avventura. Questo è quello che è successo a me pochi giorni fa, quando, per via di una leggera indisposizione, sono stato costretto in casa.
Non avendo molti dvd a disposizione, dato che quelli in mio possesso li avevo guardati e riguardati tutti, ne ho rispolverato uno comprato diversi mesi prima, ma che, stranamente, ancora non avevo visto. Il dvd in questione era "Apocalypse now", un capolavoro firmato da Francis Ford Coppola nel 1979. Interpretato da un cast d'eccezione, questa pellicola mi ha fatto riflettere sulla disastrata situazione cinematografica di casa nostra.
Ma noi italiani li sappiamo fare i film? E' questa la domanda che mi è sorta spontanea, dopo aver visto l'ineccepibile recitazione di Marlon Brando, Robert Duvall e degli gli altri grandi attori presenti in quest'opera immortale. A parte le dovute eccezioni degli anni passati, la risposta mi sembra piuttosto scontata: no, non li sappiamo fare! E non potrebbe essere altrimenti.
In effetti basta dare uno sguardo agli "addetti ai lavori" di oggi per capire il malessere generale che ci circonda. Gli americani hanno Al Pacino, noi abbiamo Sergio Castellitto. Loro hanno De Niro, noi abbiamo Gigi Proietti. Loro hanno Tom Cruise, noi abbiamo Renato Pozzetto... in altre parole, loro vanno all'Actors Studio, gli italiani al Grande Fratello!
Si potrebbe andare avanti per ore ma non mi sembra necessario. Tanto, anche il cinefilo più ignorante sa bene di cosa parlo. Per caso avvertite anche voi una carenza di "manodopera"?
E cosa dire dei registi? Tolti i grandi del passato: Federico Fellini, Sergio Leone e alcuni "artigiani del cinema" apprezzati anche all'estero, la situazione è catastrofica.
Morale: finché Muccino e Pieraccioni continueranno su questa strada difficilmente i giovani talenti, che magari qualcosa di buono ce l'hanno pure, riusciranno a sollevare le sorti di questo settore, attualmente affetto da una banalità congenita che fa quasi vomitare.
Nella speranza che le future generazioni di registi e attori abbiano cura di riportare il cinema italiano alla sua funzione pedagogica e artistica principale, rendendolo fantastico, alternativo e più originale di quello di adesso, riporto una frase stupenda che si trova sulla facciata del Teatro Massimo di Palermo, una frase che fa riflettere:
L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita, vano è delle scene il diletto ove non miri a prepar l'avvenire. (Autore Ignoto)
Parliamone nel forum: Confronto: cinema Americano e cinema Italiano
Posted by Mark at 18:51:27


















