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Le mill girls di Lowell

Vi avevamo già parlato di Lowell (Massachusetts) come città natale di Jack Kerouac (qui). Ora dovete sapere che, nel XIX sec., Lowell era il più importante centro tessile della nazione e per questo è ancora oggi considerata la città-simbolo della Rivoluzione Industriale americana ma…andiamo per ordine. mill girlsQuesta storia inizia con un viaggio, il viaggio che portò un intraprendente mercante dell’epoca, Francis Cabot Lowell, in Scozia ed Inghilterra alla ricerca di preziose informazioni sulla produzione tessile. Nei due anni che trascorse in Europa F.C. Lowell visitò diverse fabbriche e rubò con gli occhi tutto il possibile: una mossa vincente anche se oggi la definiremmo più propriamente un caso di spionaggio industriale. Tornato in America, F.C. Lowell era deciso a mettere in pratica tutto ciò che aveva imparato e a fare anche di meglio! Trovati alcuni investitori, nel 1813, fondò la Boston Manufacturing Company la quale, di lì a poco, aprì il primo cotonificio meccanizzato d’America, a Waltham (Massachusetts). Non voglio tediarvi con troppi dettagli; sappiate solo che F.C. Lowell non fece in tempo a portare a termine i suoi progetti in quanto morì prematuramente nel 1817. Il genero, però, prese in mano le redini della compagnia e, dal momento che gli affari andavano a gonfie vele, decise di espandersi. East Chelmsford (che in seguito sarebbe stata ribattezzata “Lowell” proprio in onore del primo grande industriale d’America) venne scelta a tal fine come location ideale. La città, infatti, era situata alla confluenza dei fiumi Merrimack e Concord ed era già dotata di un’ importante via di comunicazione, il Middlesex Canal, che la collegava a Charlestown e dunque a Boston. La grande quantità d’acqua che circondava il centro abitato venne impiegata (attraverso la costruzione di canali, dighe e mulini e lo sfruttamento di risorse naturali quali le Pawtucket Falls) come fonte di energia delle fabbriche, fu fondata la Merrimack Manufactoring Company e, in breve tempo, Lowell divenne una milltown modello con 400 cotonifici che davano lavoro a circa 10.000 persone. Inizialmente la manodopera fu costituita in larga parte da giovani donne non sposate reclutate dalle fattorie del New England. Ricordate quando, all’inizio, ho detto che F.C. Lowell intendeva importare in America il modello inglese ma in una versione migliorata? Ecco. Essendo perfettamente consapevole dei rischi di degrado sociale connessi all’industrializzazione e all’urbanizzazione, F.C. Lowell voleva creare un modello di efficienza e produttività che, però, allo stesso tempo, non mettesse a rischio virtù puritane quali la temperanza e la moralità. Le mill girls –come furono definite le operaie di Lowell- vivevano tutte insieme nelle boarding houses di proprietà della Merrimack Manufacturing Company e lavoravano in media 12-14 ore al giorno per 9-10 mesi l’anno. Nelle fabbriche il loro tempo era scandito dal suono delle sirene ma, anche al di fuori dei luoghi di lavoro, le mill girls erano tenute a rispettare rigide regole di condotta; nel poco tempo libero a loro disposizione leggevano, studiavano e scrivevano articoli per i giornali locali; furono le prime donne del New England ad abbandonare il focolare domestico e a conquistare l’indipendenza, anche economica, ma per loro “indipendenza” non fu mai sinonimo di “licenziosità”.

Con l’andar del tempo, le mill girls vennero rimpiazzate da manodopera a più basso costo: immigrati europei, specie irlandesi.

Il passato di Lowell è oggi facilmente rintracciabile nelle sue attrazioni: l’American Textile History Museum che ripercorre la storia dell’industria tessile americana, il New England Quilt Museum che offre una collezione di quilt antichi e contemporanei provenienti da tutti gli stati della Nuova Inghilterra (per la spiegazione su cos’è un quilt, vedere qui) e il Boott Cotton Mills Museum ex cotonificio e parte del Lowell National Historical Park. Quest’ultimo museo vanta una sala per la tessitura dotata di 88 telai meccanici antichi, perfettamente funzionanti. Cliccate su play, alzate il volume e ascoltate per la durata del video.

Ora provate a pensare che le mill girls avevano questo rumore nelle orecchie per la maggior parte della loro giornata.

Quando, nella prima metà del XX sec., il vapore prese il posto dell’acqua come fonte di energia, il baricentro della produzione tessile nazionale si spostò a Sud. Da quel momento, Lowell andò incontro ad un rapido declino. Successivamente la città ha saputo reinventarsi, convertendo i vecchi spazi produttivi e investendo su risorse diverse.

Cotton Mill Girl”, il brano della cantante folk Hedy West, vuole essere un tributo a tutte le mill girls americane che, con i loro sacrifici, contribuirono a far grande la nazione.

Posted by YES at 8:00:00 Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

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