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Sulle tracce dei Pellegrini (part 3)

Al Plymouth National Wax Museum (Massachusetts) ventisei scene con personaggi in cera ripercorrono la storia dei Padri Pellegrini. Tra queste ambientazioni ve n’è una che riproduce il momento in cui venne sottoscritto il Mayflower Compact.

compactIl Mayflower Compact è quell’accordo mediante il quale i Pilgrim Fathers si costituirono in società politica. Il documento fu sottoscritto da 41 maschi adulti, a bordo della Mayflower (di qui il nome), l’11 novembre 1620 (calendario Giuliano), mentre la nave era ancorata nella baia di Provincetown. A redigerlo furono i puritani separatisti della comunità di Leida, con ogni probabilità John Carver (che fu il primo governatore della colonia e mantenne la carica per un anno, prima di morire) o William Bradford (che subentrò a Carver e governò dal 1621 al 1656).

Il documento originale è andato perduto, presumibilmente durante la Guerra d’Indipendenza. Ciononostante il testo dell’accordo è giunto sino a noi grazie al fatto di essere stato riprodotto, prima della sua scomparsa, in tre importanti opere riguardanti il periodo coloniale americano: “A Relation or Journal of the Beginning and Proceeding of the English Plantation Settled at Plymouth in New England” (meglio conosciuta come Mourt’s Relation, dal nome del suo curatore), “Of Plymouth Plantation”, dello stesso Bradford e infine “New England’s Memorial” di Nathaniel Morton.

Secondo la versione ufficiale e generalmente accettata, i Pellegrini decisero di stipulare questo accordo per regolarizzare la loro posizione in quanto, essendo finiti in un territorio diverso da quello che avevano avuto il permesso di colonizzare, risultavano fuori da ogni giurisdizione. E’ però plausibile ipotizzare che non avrebbero avvertito il bisogno di vincolarsi gli uni agli altri se fossero stati tutti vincolati a Dio; nella missione, invece, non erano coinvolti solo i “saints” e quindi si era presentata la necessità di “legare” in qualche modo anche gli “strangers”. Vediamo nello specifico cosa pattuirono…

Nel nome di Dio. Amen. Noi sottoscritti, leali sudditi del nostro riverito signore sovrano, Giacomo, per grazia di Dio Re di Gran Bretagna, Francia e Irlanda, difensore della fede ecc

Avendo intrapreso, per la gloria di Dio, l’avanzamento della Fede Cristiana e l'onore del nostro Re e della Patria, un viaggio per fondare la prima colonia nelle zone settentrionali della Virginia; mediante questo documento,stipuliamo un patto e ci impegniamo solennemente e reciprocamente, alla presenza di Dio e l’uno dell’altro, ad unirci in un civile corpo politico; per una nostra migliore amministrazione nonché per preservare e promuovere i suddetti fini; in virtù di ciò ci impegniamo altresì ad emanare, costituire e formulare giuste ed eque leggi, decreti, atti, statuti ed offici, quali di volta in volta si riterranno meglio rispondenti e convenienti al benessere generale della Colonia, a cui promettiamo tutta la debita sottomissione e obbedienza.

In fede di quanto sopra abbiamo qui apposto le nostre firme a Cape Cod nell’undicesimo giorno di novembre, il diciottesimo anno di regno del nostro Signore Sovrano Re Giacomo in Inghilterra, Francia ed Irlanda e il cinquantaquattresimo in Scozia. Nell’Anno del Signore 1620.

Il Mayflower Compact può essere considerato il primo, primissimo esempio di contrattualismo nord-americano. Ancora oggi ci si continua ad interrogare su quanto tale contrattualismo sia una diretta conseguenza del modo in cui i puritani d’America interiorizzarono il concetto di “alleanza” contenuto nell’Antico Testamento (si pensi, in primo luogo, al patto tra Dio e il suo popolo eletto) e quanto, invece, si ispiri al “contratto sociale” di Rousseau e, in generale, alle idee illuministe, la cui diffusione – è bene comunque notarlo- segue di quasi un secolo il sacro esperimento puritano, non solo quello dei Pellegrini di Plymouth ma anche quello – forse ancor più significativo- tentato da John Winthrop con la fondazione della Massachusetts Bay Colony.

Il dipinto postato è “Mayflower Compact, 1620” di Jean Leon Gerome Ferris.

Posted by YES at 22:00:00 Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

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