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Il colpo che fu udito in tutto il mondo

flagRiprendiamo un racconto iniziato tempo fa. Dunque, dove eravamo rimasti? Ah già…Dopo essere stati avvisati da Paul Revere, i ribelli di Lexington avevano affrontato le truppe inglesi al Battle Green. Le Giubbe Rosse si erano lasciate alle spalle otto coloni morti e avevano ripreso la strada per Concord dove contavano di scovare e distruggere un deposito di armi. Ripartiamo dal momento in cui Samuel Prescott, l’unico dei tre messaggeri ad essere giunto a destinazione, arrivò a Concord e diede l’allarme. Erano circa le due di notte e, nella preparazione, si ripeterono più o meno le stesse scene già viste poco prima a Lexington: venne suonata la campana della Town House e i ribelli si radunarono nella Wright Tavern per discutere sul da farsi. Decisero di appostarsi su una collina, Punkatasset Hill, circa un miglio a nord rispetto al centro-città. Vi ricordate cosa disse a Lexington il capitano Parker? “Stand your ground. Don’t fire unless fired upon! But if they mean to have a war, let it begin here!”. Beh, anche a Concord, stessa musica: “Let us stand our ground. If we die, let us die here”, disse uno dei miliziani.

Gli Inglesi arrivarono alle sette del mattino. Una compagnia venne subito messa a presidiare il South Bridge, tre compagnie furono inviate al North Bridge e altre quattro cominciarono a cercare le armi, di casa in casa, di fattoria in fattoria. Trovarono solo tre cannoni, sepolti sotto terra ma tanto bastò per scatenare una reazione. Il maggiore Pitcairn fece bruciare i carri in legno che servivano a trasportare i cannoni nonché il liberty pole, il palo, simbolo delle libertà repubblicane, che i coloni avevano issato in città. Le fiamme investirono accidentalmente la Town House. I ribelli, che nel frattempo erano aumentati di numero grazie ai rinforzi giunti dalle città limitrofe (Acton, Bedford, Carlisle, Westford ecc), videro una colonna di fumo alzarsi e pensarono che gli Inglesi stessero dando fuoco alle loro case. Il tenente Joseph Hosmer gridò “Will you let them burn the town down?”. No, certo che no! Non erano intenzionati a permetterlo. bridgeScesero dalla collina e puntarono dritto al North Bridge (nella foto, una ricostruzione del ponte risalente al 1956; l’originale fu rimosso nel 1793). Di fronte al loro avanzare, gli Inglesi non si fecero scrupoli, puntarono le armi e spararono. Isaac Davis e Abner Hosmer di Acton furono i primi a morire ma non furono gli ultimi. I ribelli risposero al fuoco, uccisero alcuni Redcoats e costrinsero tutti gli altri alla fuga. Dopo una sosta di qualche ora alla Wright Tavern, utilizzata per rifocillarsi e medicare i feriti, gli Inglesi ripresero la via di Boston. La loro ritirata, nota da queste parti come “running skirmish”, non fu affatto indolore. I ribelli non diedero tregua a quelli che ormai consideravano i loro nemici e li attaccarono con azioni mordi-e-fuggi lungo tutto il viaggio di ritorno. Al loro rientro, gli Inglesi avrebbero contato 73 morti, 174 feriti e 26 dispersi.

Insomma, le battaglie di Lexington e Concord si conclusero nel giro di poche ore e non furono certo scontri colossali. Ciononostante, continua ad essere loro riconosciuta un’importanza enorme perché rappresentarono il punto di non ritorno che molti indipendentisti stavano aspettando. Esse diedero ufficialmente inizio alla Rivoluzione Americana, quella Rivoluzione che avrebbe portato alla nascita degli Stati Uniti d’America, con conseguenze allora inimmaginabili ma ora piuttosto evidenti: il mondo non sarebbe stato più lo stesso! Per questo Ralph Waldo Emerson, in occasione del centenario degli eventi, nel 1875, compose il suo “Concord Hymn” e, riguardo al North Bridge, scrisse quei versi che generazioni di americani avrebbero imparato a memoria (la traduzione italiana è tratta da “Stelle e strisce. Storia di una bandiera” di Arnaldo Testi):

“Accanto al rozzo ponte incurvato sul torrente,

la bandiera spiegata alla brezza di aprile,

qui, un tempo, stettero gli agricoltori schierati a battaglia,

e spararono il colpo che fu udito in tutto il mondo.”

Il famoso “shot heard round the world” viene ancora oggi celebrato durante una festività all’uopo istituita: il Patriots’ Day (da non confondere con il Patriot Day dedicato alle vittime dell’11 settembre).

Il Patriots’ Day viene festeggiato il terzo lunedì di aprile non in tutta la federazione ma solo in Massachusetts, nel Maine (il cui territorio, un tempo, faceva parte del Massachusetts) e nello stato del Wisconsin ed è anche il giorno in cui si svolge la maratona di Boston.

Per conoscere il programma completo degli eventi, basta tenere d’occhio il sito Battle Road (così viene chiamato quel tratto di strada, tra Lexington e Concord, percorso dagli Inglesi nel 1775 e lungo il quale oggi sorge il Minute Man National Historical Park).

Infine, tra i tanti siti storici, non dimenticate di fare tappa al Concord Museum per fotografare una delle due lanterne che, accese sul campanile della Old North Church, diedero il via alla cavalcata di mezzanotte di Paul Revere. Sorriso

[Photo from Flickr : I by Andrew Teman ( Licenza ), II by brx0 ( Licenza )]

Posted by YES at 8:00:00 Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

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