Eminem: l'artista più venduto del decennio in USA
Giovedi 10 Dicembre 2009 - - - > Music World
Incredibile ma vero: è notizia di due giorni fa che Eminem, conti alla mano, è stato l'artista che ha venduto più dischi nell'ultimo decennio in USA. Più di 32 milioni per la precisione, più dei Beatles...
Però, niente male per uno che - dicevano - era l'ennesima trovata pubblicitaria. Per uno di cui - me lo ricordo bene - molti critici erano convinti che non si sarebbe più ricordato nessuno dopo un paio di anni. Eccoci qua, dopo dieci anni, a fare i conti. E se si pensa che per quattro lunghi anni è stato completamente assente dalla scena, il risultato è ancora più sorprendente.
Ci sono diversi modi di interpretare la cosa: ad un sacco di gente piace dire che è il segno dell'imbarbarimento musicale, se non culturale addirittura, del nuovo millennio; a tanti altri che era, e resta tuttora, il portavoce di una generazione. Una generazione disillusa e incazzata, la mia.
Ecco, facendo parte di quei 32 milioni di vendite, avendo in uno scaffale dedicato la sua discografia completa e originale, appartenendo a quella generazione incazzata nera che preferiva spararsi in cuffia rime velenose anziché canzoncine d'amore, qualcosa lo posso dire.
Se sono dieci anni che ogni singola volta che ho la luna storta mi sfogo ascoltando The Way I Am senza stancarmi ci sarà un motivo. Penso che ogni artista (e il rap è arte, con buona pace di chi ancora non riesce a farsene una ragione) che riesca a comunicare dei sentimenti in modo tanto diretto e genuino da arrivare a conquistare un numero di persone così elevato meriti rispetto. Anche se i sentimenti in questione sono quelli più oscuri che si possano concepire.
Eminem non ha mai promosso gratuitamente l'odio, come spesso capita di leggere, ma ha quasi sempre parlato di sé e della sua vita e, quando non l'ha fatto, si è limitato a raccontare storie, a modo suo, rivendicando il diritto - che al mondo cinema è concesso, ma a quello della musica sembra di no - di scavare nei lati più oscuri che abbiamo tutti. Relapse, il suo ultimo album, è l'esempio più calzante in questo senso.
Personalmente, ho una sua canzone specifica da ascoltare per ogni umore; non ci sono altri artisti di cui posso dire altrettanto. E, visto che non l'ho mai fatto, è il momento buono per ordinare la mia top ten personale. Vediamo...
- 1. The Way I Am (The Marshall Mathers LP)
- 2. Rock Bottom (The Slim Shady LP)
- 3. Lose Yourself (8 Mile OST)
- 4. When I'm Gone (Curtains Call)
- 5. Stan (The Marshall Mathers LP)
- 6. Beautiful (Relapse)
- 7. If I had (The Slim Shady LP)
- 8. Sing For The Moment (The Eminem Show)
- 9. Cleaning Out My Closet (The Eminem Show)
- 10. Like Toy Soldiers (Encore)
Difficile pescarne dieci, ce ne sono tantissime altre che adoro, e difficile anche ordinarle, ma queste sono sicuramente quelle che ascolto più spesso, quelle che hanno un significato più profondo e che consiglierei a chiunque abbia voglia - lasciati i pregiudizi fuori dalla porta - di scoprire chi è questo signore che ha trasformato la rabbia in arte e la miseria in fama. Congratulazioni Mr. Mathers!
[ Foto from Last.fm ]
[ In post sharing con il mio blog personale: Eminem aka Mr. Decade ]
Posted by Lady Blackice at 12:39:42 Commenti [0]



Sono venuti fuori nuovi dettagli riguardo la tragica morte di
Era il migliore amico di
Proof, vero nome 



inch








