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Hollywood Wax Museum - Los Angeles

L'Hollywood Wax Museum, aperto nel 1965 ad opera di Spoony Singh, è un simpatico museo completamente dedicato alle celebrità hollywoodiane di tutti i tempi, nonché ai tanti personaggi americani, veri o fantasiosi, che hanno fatto la storia della televisione statunitense. Situato ad Hollywood, nella famosa Hollywood Boulevard, ma presente anche a Gatlinburg e Branson, il museo merita sicuramente di essere visitato ed è forse l'unica possibilità - per chi la reputa importante - di poter stare "faccia a faccia" con attori e personalità che, quasi sicuramente, mai si incontreranno nella vita. Da Stallone a Schwarzenegger, passando per le vecchie glorie come Marlon Brando o John Wayne, la scelta è decisamente ampia. Le statue, tutte di cera, hanno una cura maniacale per i dettagli e sono davvero ben realizzate, tanto che, una foto con una di esse, potrebbe realmente trarre in inganno amici e parenti. In questo link è possibile trovare il sito ufficiale del museo e, per chi mai fosse in partenza, prenotare direttamente un biglietto per poco più di dodici dollari.

[Foto wikipedia]

Posted by Mark at 22:00:22 Commenti [1]

Rocky steps e la statua di bronzo

Quando, nel 1982, Stallone decise di girare Rocky III, commissionò a Thomas Schomberg, scultore di professione, una statua di bronzo a misura d'uomo che lo rappresentasse. Per la verità, più che rappresentare egli stesso, doveva commemorare le "vittorie" del personaggio che interpretava, il pugile italo-americano Rocky Balboa. Per gli abitanti di Philadelphia, Balboa - pur essendo un prodotto hollywoodiano senza riscontri, a parte qualche indiretto riferimento a Rocky Marciano - rappresenta ancora oggi una sorta di cittadino speciale, come se i suoi combattimenti avessero realmente calcato i principali ring del mondo. Durante le riprese del film la statua fu posizionata in cima alla scalinata dell'Art Museum di Philadelphia. Memorabile è la scena di Rocky che, dopo una lunga corsa per le vie della città, sale i gradini per poi, una volta arrivato in cima, levare le braccia al cielo in segno di vittoria. Dopo la fine delle riprese, si pensò di lasciare la statua lì dove era stata posizionata. Ma l'eccessiva vicinanza al prestigioso museo aveva fatto storcere un po' il naso ai tanti critici d'arte che, a torto o a ragione, ritenevano quella "robaccia" indegna di occupare una porzione di suolo così importante. Perciò, per non alimentare le polemiche, fu collocata davanti allo Spectrum Arena, lo stadio del basket. Solo nel 1990 venne temporaneamente riportata al museo dell'arte, in occasione delle riprese di Rocky 5, per poi essere rimessa allo Spectrum come di consueto. Molti anni dopo, nel 2006, quando ormai la collocazione sembrava definitiva, qualcuno ha pensato bene di riprendere l'opera di bronzo senza pace e di ricollocarla nei pressi dell'Art Museum, ma in una zona più lontana rispetto a prima, in modo che nessuno potesse protestare. Forse, si spera, questa sarà l'ultima casa del simpatico simbolo che, volenti o nolenti, fa ormai parte del mito e della storia del cinema. In occasione del trasferimento venne organizzata una grande cerimonia dove, tra le altre cose, fu proiettato interamente il primo film della lunga e fortunata serie cinematografica, Rocky. Durante lo spettacolo, il sindaco John Street ha affermato che la scalinata dell'Art Museum - conosciuta anche come Rocky Steps - è oggi la principale attrazione di Philadelphia e Stallone, originario di New York, una sorta di cittadino onorario. Ogni anno sono decine gli emuli che, di corsa, si divertono a salire i famosi gradini sotto le note di "Gonna Fly Now". Se Stallone, con il suo film, voleva creare qualcosa di duraturo, a quanto pare ci è riuscito splendidamente.

[Foto from Flickr]

Posted by Mark at 21:15:18 Commenti [0]

Al Pacino tribute

Al Pacino è sicuramente uno dei più grandi attori della storia del cinema e i suoi film parlano chiaro. Da Scarface a Carlito's Way, passando per The Devil's Advocate, la scelta per godersi novanta minuti di ottimo cinema è davvero ampia. È grazie a lui - e allo spessore dei registi con i quali ha lavorato - se oggi possiamo affermare che i migliori capolavori cinematografici sono americani. Per correttezza, però, dovremmo dire erano, visto che da qualche anno a questa parte la qualità dei prodotti Hollywoodiani è scesa di livello. I più grandi successi sono del passato, un po' come, del resto, avveniva per la nostra Italia... A meno di non definire regista Gabriele Muccino, con all'attivo una carrellata (per altro limitata) di banalissime pellicole a base di amore, pianti e tradimenti: la classica tetrade tricolore la cui banalità ha ormai passato tutti i limiti. Eh si, i tempi del grande Al, così come quelli dei nostrani Sordi e Fellini (per non parlare dei maestri dell'horror come Lucio Fulci e Mario Bava), sono ormai ricordi lontani. Con una piccolissima differenza, però. Se in Italia di bravi attori, e registi, non ce ne sono praticamente più, negli Stati Uniti, nonostante la "discesa", qualche professionista uscito dall'Actor's Studio, anziché dal grande fratello, è ancora possibile trovarlo.

Posted by Mark at 23:03:55 Commenti [0]

Buffy The Vampire Slayer - The Movie

Ieri ho avuto modo, per la prima volta, di vedere il film Buffy The Vampire Slayer.

Buffy The Vampire Slayer - The MovieCorreva l'anno 1992 e il telefilm più innovativo degli anni 90 non era ancora nemmeno nella testa di Whedon, se non in una versione abbozzata che diede luogo, appunto, a questo film.

Diciamolo subito, fu un flop colossale, e a ragione. Diretto dalla regista Fran Rubel Kuzui e sceneggiato da Whedon, il film vede una giovane Buffy (Kristy Swanson) a Los Angeles, alle prese con la scoperta del suo destino e la difficile coesistenza della sua missione con la normale vita di una liceale americana.

Anche qui c'è una specie di osservatore, Merrick (Donald Sutherland), e un amico/qualcosa-di-più, Pike (Luke Perry, l'indimenticabile Dylan di Beverly Hills ai tempi d'oro), ma non bastano a salvare una trama che non c'è. E il doppiaggio, come al solito, non aiuta...

Trash sotto diversi punti di vista (i vampiri sono rappresentati malissimo, in particolare il braccio destro del Maestro), il film è comunque un must see per tutti gli appassionati del telefilm. Resta ancora un mistero come una cosa del genere abbia potuto dare origine ad una delle serie televisive più brillanti di tutti i tempi, né come qualcuno abbia avuto il coraggio di finanziarla dopo un simile fiasco, fatto sta che Whedon, maestro della continuity, lo ha reso di fatto un prequel, facendo partire la serie proprio dove terminava il film: Buffy, cacciata da scuola per i suoi comportamenti bizzarri e trasferitasi da LA con la madre, cerca di rifarsi una vita a Sunnydale, dove si troverà ben presto alla prese con gli stessi problemi di sempre.

Volete un altro motivo per vederlo? Bene, eccovi accontentati: a Hollywood, dove evidentemente pensano di cavalcare l'onda vampiresca generata da Twilight fino all'inverosimile, c'è qualcuno, la Vertigo Entertainment, che sta pensando di fare un remake di questo film affidando la regia, di nuovo, alla Kuzui e a suo marito a cui (sembra) appartengono i diritti. E, visto che al peggio non c'è mai fine, i fan di Buffy, che aspettano un epilogo cinematografico dal 2003, anno di chiusura del telefilm, subiranno anche lo smacco di un film sul grande schermo senza Sarah Michelle Gellar né gli altri del cast originale e, ancor peggio, senza neanche Whedon. Un incubo insomma!

La notizia è di un paio di mesi fa e da allora non se n'è saputo più niente. Non si esclude la possibilità che gli altri vengano contattati in futuro, ma sembra che l'idea, semplicemente, vada in un'altra direzione.

Con queste premesse, il remake di un flop non può che essere un flop... O forse no?

Staremo a vedere! Figo

Posted by Lady Blackice at 11:50:51 Commenti [0]

Old School Never Dies

Venticinque anni fa, nel 1984, usciva Beat Street, un film americano che narra le sfide a colpi di Break Dance di alcuni ragazzi di periferia. Ciò che viene rappresentata è la vera cultura Hip Pop, fatta, fra le altre cose, anche di musica Rap e scritte su per i muri delle metropoli, New York in questo caso. Il film in sé è molto interessante, ma al di là del lato artistico, ci aiuta a capire che l'Hip Pop, ai nostri giorni, più che altro è un fenomeno commerciale, snaturato dalla sua vera essenza; quell'essenza sociale, economica e culturale, che va dai primi anni settanta fino alla metà degli ottanta (non a torto denominata Old School), per poi finire inevitabilmente negli anni novanta. Se consideriamo anche che la Break Dance, oggi, è al massimo insegnata nelle palestre di tendenza, gli stereo da venti chili hanno lasciato il posto agli Ipod, e i pionieri del Rap come Melvin Glover, Grand Master Flash e Ice T, solo per citarne alcuni, sono ormai ultra cinquantenni in “giacca e cravatta”, si può ancora parlare di cultura Hip Pop?

Trailer:

Uno spezzone del film:

Posted by Mark at 14:04:41 Commenti [0]

Pirates 2: Stagnetti's Revenge

Gli americani eccedono in tutto e anche il cinema non poteva sottrarsi a questo record. Pirates 2: Stagnetti's Revenge ha la particolarità di essere il film più costoso della storia. Ehm, volevo dire della storia del cinema porno. È meglio specificare, vista la sostanziale differenza. Spudoratamente ispirato al ben più conosciuto Pirates della Disney, la versione in oggetto, decisamente più calda, mostra, almeno stando al trailer, una quantità sbalorditiva di effetti speciali e una cura maniacale delle scene davvero eccellente per un settore, in alcuni casi davvero squallido (per non dire di peggio), come quello dell'hard. Domanda di stampo logico-razionalista: ma chi gliela fatto fare al regista di spendere soldi per un lavoro del genere, sapendo che lo scopo di questi prodotti non è certo quello di sventolare tecnica e maestria?

Piccola e doverosa considerazione: a giudicare da quel poco che si può vedere sotto, noto con dispiacere - per me che sono italiano - che il nostro cinema, offuscato da banalissime Fiction da quattro soldi e attori che attori non sono (almeno quelli di oggi), non è in grado di creare, nemmeno dietro tortura, ambientazioni e scenografie come quelle che si possono vedere nel trailer sotto riportato. Insomma, che Hollywood ci faccia scuola è scontato, ma essere tecnicamente scavalcati anche da un film a luci rosse è una cosa assurda e che fa davvero riflettere.

Ecco il trailer ufficiale (tranquilli, se non avessi letto che si trattava di un porno, dal trailer non l'avrei mai capito. A guardarlo, infatti, sembra un normale film d'avventura).

Posted by Mark at 16:45:00 Commenti [2]

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