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USA Songs #7: Hotel California - Eagles

Dopo diversi mesi di pausa ritorna anche la nostra rubrica musicale USA Songs, che, come da titolo, propone una serie di approfondimenti sulle più bella canzoni di tutti i tempi che hanno come tema principale gli USA in generale, o qualche città in particolare.

Hotel California - EaglesVi avevamo lasciato con Leaving New York l'ultima volta, ma per questo nuovo inizio di stagione ritorniamo di nuovo sulla costa Ovest con un pezzo che ben si adatta, a mio avviso, all'atmosfera malinconica di fine estate: Hotel California degli Eagles.

La canzone, lanciata nel febbraio del 1977, è il secondo singolo estratto dall'omonimo album, il quinto della band, uscito verso la fine dell'anno precedente. E' innegabilmente una delle canzoni rock più famose e dibattute di tutti i tempi, ma a noi interessa per i riferimenti polemici - più o meno velati - al industria discografica, al sogno americano e allo stile di vita di Los Angeles.

Citazione preferita

We are programmed to receive.
You can checkout any time you like,
But you can never leave!

Curiosità

  • La canzone è stata in testa alla Billboard Hot 100 per una sola settimana, nel maggio del 1977, ma vinse un meritatissimo Grammy Award come Record of the Year nel 1978.
  • Nel 2009 Hotel California ha ricevuto la certificazione come disco di Platino dalla RIAA, per il raggiungimento di un milione di download digitali.
  • Questo brano è considerato una pietra miliare del Rock: figura infatti alla 49° posizione della classifica delle più belle canzoni di tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone e compare nella "Rock and Roll Hall of Fame's 500 Songs that Shaped Rock and Roll".
  • La canzone compare anche nell'album del 1994, Hell Freezes Over, in versione acustica.
  • Gran parte del testo è stato scritto da Don Henley e Glenn Frey, rispettivamente batterista e chitarrista della band.
  • Il brano si apre con un'introduzione strumentale di Don Felder, chitarrista delle band, che l'aveva inviata come demo per sottoporre il suo lavoro alla band prima di entrare a farne parte. Quando iniziarono a lavorare a questo pezzo, gli diedero il nome provvisorio di Mexican Reggae.
  • Quasi tutte le interpretazioni fantasiose legate al testo di questa canzone sono state smentite: il pezzo non parla del cancro, né di un manicomio, né, tanto meno, di un hotel realmente esistente a San Francisco... Nel testo si parla anche, molto probabilmente, di dipendenza da vari tipi di droghe, ma stando all'ammissione degli stessi componenti della band, Hotel California, come l'album a cui da il titolo, è fondamentalmente una metafora del declino degli USA.

Video (fan made)

Testo

On a dark desert highway, cool wind in my hair
Warm smell of colitas, rising up through the air
Up ahead in the distance, I saw a shimmering light
My head grew heavy and my sight grew dim
I had to stop for the night
There she stood in the doorway;
I heard the mission bell
And I was thinking to myself,
'this could be heaven or this could be hell'
Then she lit up a candle and she showed me the way
There were voices down the corridor,
I thought I heard them say...

Welcome to the Hotel California
Such a lovely place
Such a lovely face
Plenty of room at the Hotel California
Any time of year, you can find it here

Her mind is tiffany-twisted, she got the Mercedes bends
She got a lot of pretty, pretty boys, that she calls friends
How they dance in the courtyard, sweet summer sweat.
Some dance to remember, some dance to forget
So I called up the captain,
'please bring me my wine'
He said, 'we haven't had that spirit here since nineteen sixty nine'
And still those voices are calling from far away,
Wake you up in the middle of the night
Just to hear them say...

Welcome to the Hotel California
Such a lovely place
Such a lovely face
They livin' it up at the Hotel California
What a nice surprise, bring your alibis

Mirrors on the ceiling,
The pink champagne on ice
And she said 'we are all just prisoners here,
Of our own device'
And in the master's chambers,
They gathered for the feast
The stab it with their steely knives,
But they just can't kill the beast

Last thing I remember, I was
Running for the door
I had to find the passage back
To the place I was before
"Relax", said the night man,
We are programmed to receive.
You can checkout any time you like,
But you can never leave!

[ Fonti: Wikipedia, Wikipedia, Lyrics 007 ]

Posted by Lady Blackice at 13:30:58 Commenti [0]

USA Songs #6: Leaving New York - R.E.M.

Come avevo anticipato, questa rubrica vi farà rimbalzare frequentemente tra Los Angeles e New York, le due città americane più "cantate" in assoluto.

Leaving New YorkDopo Under The Bridge, quindi, mi sembrava giusto riportarvi nella Grande Mela con un classico dei R.E.M, Leaving New York.

Primo singolo estratto dall'album del 2004 "Around The Sun", Leaving New York è essenzialmente una canzone d'amore dedicata da Michael Stipe (voce della band) alla sua città d'adozione (è nato e cresciuto in Georgia). Il cantante ha infatti rivelato di aver avuto l'ispirazione per questa canzone in volo, guardando la città dall'alto, mentre l'aereo che lo stava portando altrove prendeva quota. Sopraffatto dalla bellezza della visione, scrisse la canzone di getto, proprio sull'aereo.

Citazione preferita

It's easier to leave than to be left behind
Leaving was never my proud

Curiosità

  • La canzone vanta un record negativo nella storia della band: è infatti l'unico loro singolo (insieme a Get There From There dell'album Fables of the Reconstruction) che non è riuscito è entrare nella Billiboard Hot 100, la classifica dei pezzi più popolari negli States, forse perchè poco pubblicizzata. Stranamente, però, in UK ebbe più fortuna, raggiungendo la quinta posizione della UK Singles Chart.
  • Il video della canzone presenta un'atmosfera privata e spontanea: oltre ad immagini di Stipe stesso in varie parti della città, e a quelle all'aeroporto che strizzano l'occhio alla genesi della canzone, in alcune scene compaiono i veri amici dei componenti della band.
  • Nelle prime esibizioni live della canzone, la band lasciava suonare in sottofondo la versione registrata sia durante il ritornello che nel bridge. A partire dal 2005, però, trovarono un compromesso, sostituendo la versione in sottofondo che aiutava Stipe con un sovrapporsi delle voci degli altri componenti della band.

Video

Testo

It's quiet now
And what it brings
Is everything

Comes calling back
A brilliant night
I'm still awake

I looked ahead
I'm sure I saw you there

You don't need me
To tell you now
That nothing can compare

You might have laughed if I told you
You might have hidden A frown
You might have succeeded in changing me
I might have been turned around

It's easier to leave than to be left behind
Leaving was never my proud
Leaving New York, never easy
I saw the light fading out

Now life is sweet
And what it brings
I tried to take
But loneliness
It wears me out
It lies in wait

And I've lost
Still in my eyes
The shadow of necklace
Across your thigh
I might've lived my life in a dream, but I swear
This is real
Memory fuses and shatters like glass
Mercurial future, forget the past
It's you, it's what I feel.

You might have laughed if I told you (it's pulling me apart)
You might have hidden a frown (change)
You might have succeeded in changing me (it's pulling me apart)
I might have been turned around (change)

It's easier to leave than to be left behind (it's pulling me apart)
Leaving was never my proud (change)
Leaving New York, never easy (it's pulling me apart)
I saw the light fading out

You find it in your heart, it's pulling me apart
You find it in your heart, change...

I told you, forever
I love you, forever
I told you, I love you
I love you, forever
I told you, forever
You never, you never
You told me forever

You might have laughed if I told you
You might have hidden the frown
You might have succeeded in changing me
I might have been turned around

It's easier to leave than to be left behind (it's pulling me apart)
Leaving was never my proud (change)
Leaving New York never easy (it's pulling me apart)
I saw the life fading out (change)
Leaving New York, never easy (it's pulling me apart)
I saw the light fading out (change)
Leaving New York never easy (it's pulling me apart)
I saw the life fading out (change)

[ Fonti: Wikipedia, AZ Lyrics ]

Posted by Lady Blackice at 13:15:54 Commenti [0]

USA Songs #5: Under The Bridge - Red Hot Chili Peppers

Come non manco mai di sottolineare, sono letteralmente innamorata di Los Angeles, metropoli multiforme che ha ispirato tantissime canzoni.

Under The BridgeUna delle più belle e profonde degli ultimi anni è sicuramente quella che vi propongo oggi: Under The Bridge dei Red Hot Chili Peppers.

La canzone, uscita ufficialmente il 10 Marzo 1992 come secondo singolo estratto dal quinto album del gruppo - Blood Sugar Sex Magik - riesce ad essere contemporaneamente un inno alla "Città degli Angeli" ed un disperato grido di solitudine. Molto lontano dal tipico repertorio della band, il brano, inizialmente proposto con riluttanza da Anthony Kiedis (voce del gruppo e autore) ai suoi compagni, finì per diventare uno dei loro maggiori successi.

Citazione preferita

It's hard to believe
That there's nobody out there
It's hard to believe
That I'm all alone
At least I have her love
The city she loves me

Curiosità

  • Il brano, acclamato da pubblico e critica, raggiunse il secondo posto della Billboard Hot 100. Il video, altrettanto popolare, vinse il Viewer's Choice Award e il Breakthrough Video ai MTV Video Music Awards del 1992.
  • Il successo del brano segnò il passaggio della band da fenomeno underground a mainstream e per questo fu, almeno in parte, causa dell'abbandono del chitarrista John Frusciante, che non condivideva questa svolta.
  • Kiedis era molto riluttante a proporre questo brano agli altri componenti del gruppo, non ritentendolo in linea con la loro discografia e il loro stile. Fu il produttore Rick Rubin, innamoratosi del pezzo, a convincerlo. I suoi timori, a quanto pare, erano infondati: anche i suoi compagni lo amarono all'istante.
  • Nonostante sia universalmente riconosciuta come una canzone dedicata a L.A., Under The Bridge parla in realtà della solitudine. Kiedis, reduce da problemi di droga e ormai sobrio da tre anni, nel momento in cui la scrisse si sentiva distante da suoi compagni proprio a causa di questa sua scelta. Essere lucido e vedere i suoi compagni fare uso di stupefacenti lo faceva sentire estremamente isolato e questo stato d'animo lo portò a vedere nella città una sorta di compagna.
  • La ragazza di cui si parla nella canzone era la ex di Kiedis, Ione Skye, sua compagna proprio nel periodo della dipendenza.
  • L'ultima strofa della canzone, la più dura, narra il punto più basso della dipendenza di Kiedis: cercando di comprare della droga, si avventurò nel territorio di una gang - under the bridge, appunto - e fu costretto a fingere che la sorella di un membro della gang fosse la sua ragazza. Questo, per lui, rappresentava l'emblema dell'infimo livello a cui era sceso: aveva toccato il fondo nel momento stesso in cui aveva posto la droga davanti alla sua relazione.

Video

Testo

Sometimes I feel
Like I don't have a partner
Sometimes I feel
Like my only friend
Is the city I live in
The city of angels
Lonely as I am
Together we cry

I drive on her streets
'Cause she's my companion
I walk through her hills
'Cause she knows who I am
She sees my good deeds
And she kisses me windy
I never worry
Now that is a lie

I don't ever want to feel
Like I did that day
Take me to the place I love
Take me all the way

It's hard to believe
That there's nobody out there
It's hard to believe

That I'm all alone
At least I have her love
The city she loves me
Lonely as I am
Together we cry

I don't ever want to feel
Like I did that day
Take me to the place I love
Take me all that way

Under the bridge downtown
Is where I drew some blood
Under the bridge downtown
I could not get enough
Under the bridge downtown
Forgot about my love
Under the bridge downtown
I gave my life away

[ Fonti: Wikipedia, Lyrics On Demand ]

Posted by Lady Blackice at 12:30:13 Commenti [0]

USA Songs #4: Born in the U.S.A. - Bruce Springsteen

In questo periodo stiamo facendo una full-immersion nelle canzoni natalizie americane, ma non dimentichiamoci della rubrica dedicata alle canzoni americane in generale. Siamo già al quarto appuntamento, e dopo tre canzoni abbastanza recenti, e giunta l'ora di parlare di un vero e proprio classico: Born in the U.S.A. di Bruce Springsteen.

Born in the U.S.A.Lanciato nel 1984, il brano è tratto dall'omonimo album, il settimo di Bruce Springsteen, ed è uno dei più noti, se non il più noto in assoluto, dell'autore.

La canzone, benché venga spesso scambiata per una specie di inno, è molto lontana dall'essere patriottica: è una feroce condanna alla Guerra del Vietnam e si sofferma in particolare sugli effetti che questo conflitto ha avuto sulle famiglie americane. Springsteen aveva diversi amici che avevano vissuto quest'esperienza sulla propria pelle, ed alcuni non avevano avuto la fortuna di tornare a casa.

Citazione preferita

I'm ten years down the road
Nowhere to run, ain't got nowhere to go

Curiosità

  • Born in the U.S.A. raggiunse la posizione della classifica dei singoli Billboard Hot 100 nel 1984.
  • Il brano occupa la 275° posizione nella classifica Rolling Stone delle 500 canzoni migliori di tutti i tempi.
  • Il brano occupa la 59° posizione nella classifica RIAA delle 365 canzoni più belle del secolo, stilata nel 2001.
  • La canzone è stata scritta nel 1981, come colonna sonora di un film che Paul Schrader stava cercando di fare. Tuttavia venne così bene che Springsteen decise di usarla per il suo album.
  • Inizialmente il brano doveva essere inserito nell'album Nebraska, ed era stato abbinato ad una melodia completamente diversa che, tuttavia, non convinceva né l'autore né il suo manager e produttore Jon Landau. La melodia che tutti conosciamo, invece, risale al 1982.
  • Springsteen rifiutò la richiesta di usare la canzone nella pubblicità delle macchine Chrysler, rinunciando a diversi milioni di dollari di compenso.

Video

Testo

[Chorus]

Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.

I got in a little hometown jam
And so they put a rifle in my hands
Sent me off to Vietnam
To go and kill the yellow man

[Chorus]

Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.

Come back home to the refinery
Hiring man says "Son if it was up to me"
I go down to see the V.A. man
He said "Son don't you understand"

[Chorus]

Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
Born in the U.S.A.

I had a buddy at Khe Sahn
Fighting off the Viet Cong
They're still there, he's all gone
He had a little girl in Saigon
I got a picture of him in her arms

Down in the shadow of the penitentiary
Out by the gas fires of the refinery
I'm ten years down the road
Nowhere to run, ain't got nowhere to go

I'm a long gone Daddy in the U.S.A.
Born in the U.S.A.
I'm a cool rocking Daddy in the U.S.A.
Born in the U.S.A.

[ Fonti: Wikipedia, Lyrics domain ]

Posted by Lady Blackice at 12:35:36 Commenti [1]

USA Songs #3: White America - Eminem

Eccoci al terzo appuntamento con USA Songs, rubrica a cui tengo molto e che spero stiate seguendo con piacere. Chi mi conosce un po' più da vicino probabilmente si aspettava, già dal primo post, una canzone di un particolare artista che seguo fedelmente da anni, ma per non essere troppo scontata, ho aspettato un po' prima di sparare la cartuccia Eminem. E' giunta l'ora, però...

Dopo il clamoroso successo di Recovery, nei mesi scorsi, Eminem ha guadagnato tantissimi nuovi fan, oltre a riconquistare i vecchi, ed è possibile che tra questi nuovi fan ve ne sia una buona percentuale che ignora la sua discografia precedente, o perchè 8-10 anni fa erano un po' troppo piccoli, o perché avevano gusti musicali differenti.

A beneficio di chi ha scoperto Eminem solo da poco, e magari pensa che sia solo Not afraid e Love the way you lie, vi riporto indietro di qualche anno e vi presento un Eminem politico, in un certo senso... Vi avviso però, questa canzone non è un inno all'America, è una feroce accusa alle sue peggiori contraddizioni.

White AmericaLa ricordate l'America del 2002? L'America di Bush, della guerra in Iraq e di una certa ipocrisia di facciata? Eminem era uno dei nemici giurati di quell'America... Al picco più alto della sua carriera, tirato in ballo come pessimo esempio per i più giovani, come istigatore di odio verso le donne e i gay, come simbolo di una generazione sbandata, lui disse no.

In White America, uno dei pezzi più forti dell'album The Eminem Show, si lancia in un'accorata difesa della libertà di espressione, puntando l'indice, al contempo, verso i principali problemi di quell'America "Bianca" - brillantemente definita Democracy of Hypocrisy e Divided States of Embarrassment - che governava il suo Paese: razzismo, ipocrisia, famiglie disfunzionali e ragazzini abbandonati a loro stessi, quei suburban kids cresciuti a pane e rap di cui era diventato il motherfuckin' spokesman.

Citazione preferita

Surely hip-hop was never a problem
In Harlem, only in Boston,
After it bothered the fathers
Of daughters starting to blossom.

Curiosità

  • La canzone apre l'album The Eminem Show, uscito il 4 Giugno 2002, che al momento conta più di 23 milioni di copie vendute nel mondo. Pieno di tematiche personali e di tracce autoprodotte, TES è da molti ritenuto il suo migliore lavoro, nonché il suo maggiore successo in termini commerciali.
  • Pur non essendo estratta come singolo, White America vanta un video non ufficiale in formato cartoon, disegnato da Anson Vogt e Haik Hosington, che finì ben presto - con l'audio pesantemente censurato - sulla CNN, generando non poche polemiche.
  • Il messaggio di fondo della canzone è che l'America "Bianca" non aveva mai fatto troppo caso né alla violenza né ai messaggi controversi contenuti nella musica rap, almeno finché pensava che fosse un fenomeno strettamente confinato nella comunità nera. La sua fama, tuttavia, aveva cambiato le carte in tavola, facendolo diventare una minaccia per i figli di quella classe media che, prima,  si credeva al sicuro.
  • Chi sono Eric e Erica, i due ragazzini citati nel ritornello? Benché non ci sia niente di esplicito, l'interpretazione più comune associata alla canzone vede in Eric un riferimento a Eric Harris, uno dei due responsabili del massacro nella Columbine High School di Denver, Colorado, nel 1999. Eminem, fra l'altro, cita questo avvenimento in almeno due altre canzoni dell'album precedente: I'm Back e The Way I Am. Erica, nel video, viene indicata come una complice. Nella realtà dei fatti il complice era un ragazzo di nome Dylan Klebold, ma Erica, nome spesso usato come diminutivo di America, indica metaforicamente la complicità della società in eventi tragici come quello della Columbine. Su un piano molto più superficiale, invece, Eric e Erica sono semplicemente due adolescenti medi americani "corrotti" dalla sua musica.
  • Nota del tutto personale: questa canzone, una delle mie preferite, apriva anche la intro in flash della versione 2.5 di American Pizza Party.

Video

Testo

[Intro]
America!! Hahaha! We love you!
How many people are proud to be citizens of this beautiful country of ours?
The stripes and the stars for the rights that men have died for to protect
The women and men who have broke their necks for the freedom of speech
the United States government has sworn to uphold...
(Yo, I want everybody to listen to the words of this song)...
Or so we're told

I never woulda dreamed in a million years I'd see
so many motherfuckin people, who feel like me
Who share the same views and the same exact beliefs
It's like a fuckin ARMY marchin in back of me
So many lives I touched, so much anger aimed
in no particular direction, just sprays and sprays
And straight through your radio waves, it plays and plays
'til it stays stuck in your head, for days and days
Who woulda thought; standin in this mirror bleachin my hair
with some peroxide, reachin for a t-shirt to wear
that I would catapult to the forefront of rap like this?
How could I predict my words would have an impact like this?
I must've struck a chord with somebody up in the office
Cause Congress keep tellin me, I ain't causin nuthin but problems
And now they're sayin I'm in trouble with the government - I'm lovin it!
I shoveled shit all my life, and now I'm dumpin it on

[Chorus]
White America! I could be one of your kids
White America! Little Eric looks just like this
White America! Erica loves my shit
I go to TRL; look how many hugs I get!

Look at these eyes, baby blue, baby just like yourself
If they were brown Shady lose, Shady sits on the shelf
But Shady's cute, Shady knew Shady's dimples would help
Make ladies swoon baby (ooh baby!) Look at my sales
Let's do the math - if I was black, I woulda sold half
I ain't have to graduate from Lincoln High School to know that
But I could rap, so fuck school, I'm too cool to go back
Gimme the mic, show me where the fuckin studio's at
When I was underground, no one gave a fuck I was white
No labels wanted to sign me, almost gave up I was like
Fuck it - until I met Dre, the only one to look past
Gave me a chance aand I lit a FIRE up under his ass
Helped him get back to the top, every fan black that I got
was probably his in exchange for every white fan that he's got
Like damn; we just swapped - sittin back lookin at shit, wow
I'm like my skin is it startin to work to my benefit now? It's..

[Chorus]
White America! I could be one of your kids
White America! Little Eric looks just like this
White America! Erica loves my shit
I go to TRL; look how many hugs I get!

See the problem is, I speak to suburban kids
who otherwise woulda never knew these words exist
Whose moms probably woulda never gave two squirts of piss
'til I created so much motherfuckin turbulence!
Straight out the tube, right into your living rooms I came
And kids flipped, when they knew I was produced by Dre
That's all it took, and they were instantly hooked right in
And they connected with me too because I looked like them
That's why they put my lyrics up under this microscope
Searchin with a fine tooth comb, it's like this rope
waitin to choke; tightenin around my throat
Watchin me while I write this, like I don't like this (Nope!)
All I hear is: lyrics, lyrics, constant controversy, sponsors working
round the clock to try to stop my concerts early, surely
Hip-Hop was never a problem in Harlem only in Boston
After it bothered the fathers of daughters startin to blossom
So now I'm catchin the flack from these activists when they raggin
Actin like I'm the first rapper to smack a bitch or say faggot, shit!Just look at me like I'm your closest pal
The posterchild, the motherfuckin spokesman now for..

[Chorus]
White America! I could be one of your kids
White America! Little Eric looks just like this
White America! Erica loves my shit
I go to TRL; look how many hugs I get!

[Outro]
So to the parents of America
I am the derringer aimed at little Erica to attack her character
The ringleader of this circus of worthless pawns
Sent to lead the march right up to the steps of Congress
and piss on the lawns of the White House
To burn the flag and replace it with a Parental Advisory sticker
To spit liquor in the faces of this democracy of hypocrisy
Fuck you Ms. Cheney! Fuck you Tipper Gore!
Fuck you with the free-est of speech
this Divided States of Embarassment will allow me to have
Fuck you!
I'm just kiddin America, you know I love you!

[ Fonti: TRShady, LyricsKeeper ]

Posted by Lady Blackice at 10:15:35 Commenti [0]

USA Songs #2: Empire State of Mind - Jay-Z ft. Alicia Keys

Eccoci al secondo appuntamento con USA Songs, la rubrica delle canzoni dedicate agli States. Il mese scorso ho rotto il ghiaccio con California Gurls di Katy Perry, accennando al fatto che fosse una risposta all'inno della West Coast lanciato da Jay-Z: Empire State Of Mind. E' proprio di questa canzone che vi voglio parlare oggi.

Empire State Of MindEmpire State Of Mind, lanciata il 20 Ottobre 2009, è il terzo singolo estratto dall'undicesimo album del rapper Jay-Z - The Blueprint 3 - e vede la collaborazione della cantante R&B Alicia Keys. Entrambi nativi di New York, hanno approfittato di questa duetto per dedicare un inno allo loro città, campionando un vecchio brano del 1970, "Love on a Two-Way Street" dei The Moments.

In origine la canzone era stata scritta da Angela Hunte e Jane't "Jnay" Sewell-Ulepic, native di Brooklyn, che la presentarono alla Roc Nation (sempre di proprietà di Jay-Z), ricevendo pareri negativi, prima di inviarla a Jay-Z. Il rapper se ne innamorò all'istante, registrando quasi subito una sua versione con versi completamente riscritti, mantenendo però intatto il ritornello.

Sia la Hunte stessa che Mary J. Blige sono state prese in considerazione per cantare il ritornello, ma alla fine è stata preferita la Keys ritenendo che la sua vocalità si sposasse meglio con il pezzo.

La canzone contiene molti riferimenti a zone particolari di New York così come ad abitanti famosi, e cerca di mettere in musica quella che è l'essenza stessa della città. Non manca, tuttavia, il linguaggio crudo tipico di questo genere musicale.

Citazione preferita

Hail Mary to the city, you're a virgin
And Jesus can't save you, life starts when the church ends

Curiosità

  • La canzone è stata presentata per la prima volta durante il concerto di beneficenza di Jay-Z "Answer the Call", tenutosi al Madison Square Garden l'11 Settembre 2009.
  • Il brano ha debuttato alla cinquantesima posizione della Billboard Hot 100, raggiungendo poi la vetta in breve tempo e mantenendola per cinque settimane consecutive.
  • Alicia Keys ha registrato un sequel del brano, stavolta senza la collaborazione di Jay-Z, chiamato Empire State of Mind, Pt. II (Broken Down), incluso nel suo quarto album The Element of Freedom, che sarà probabilmente estratto come secondo singolo.
  • Il singolo è stato inserito nella Top Ten delle migliori canzoni del 2009 sia dalla rivista  Rolling Stones che dal New York Times.
  • Il titolo della canzone ricorda molto da vicino N.Y. State of Mind di Nas. La scelta, probabilmente, è tutt'altro che casuale: Jay-Z e Nas furono protagonisti di una lunga faida anni fa e, nonostante la storia sia ormai sepolta, un certo antagonismo non ha mai smesso di esistere tra i due.

Video

Testo

[Jay-Z]

Yeah, yeah, I'ma up at Brooklyn, now I'm down in Tribeca
Right next to De Niro, but I'll be hood forever
I'm the new Sinatra, and since I made it here
I can make it anywhere, yeah, they love me everywhere
I used to cop in Harlem, all of my Dominicanos
Right there up on Broadway, brought me back to that McDonald's
Took it to my stash spot, 560 State Street
Catch me in the Kitchen like a Simmons whipping pastry
Cruising down 8th Street, off-white Lexus
Driving so slow, but BK is from Texas
Me, I'm up at Bed-Stuy, home of that boy Biggie
Now I live on Billboard, and I brought my boys with me
Say what up to Ty Ty, still sipping mai tai
Sitting courtside, Knicks and Nets give me high fives
Nigga, I be spiked out, I can trip a referee
Tell by my attitude that I am most definitely from

[Alicia Keys]

In New York, concrete jungle where dreams are made, oh
There's nothing you can't do, now you're in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you, let's hear it for New York
New York, New York
(I made you hot, nigga)

[Jay-Z]

Catch me at the X with OG at a Yankee game
Shit, I made the Yankee hat more famous than a Yankee can
You should know I bleed blue, but I ain't a Crip though
But I got a gang of niggas walking with my clique, though
Welcome to the melting pot, corners where we selling rock
Afrika Bambaataa shit, home of the hip hop
Yellow Cab, Gypsy Cab, Dollar Cab, holla back
For foreigners that ain't fifty, they act like they forgot how to act
Eight million stories out there, and they're naked
Cities is a pity, half of y'all won't make it
Me, I gotta plug, Special Ed "I Got It Made"
If Jesus payin' LeBron, I'm paying Dwyane Wade
Three dice, Cee-lo, three-card Monte
Labor Day Parade, rest in peace, Bob Marley
Statue of Liberty, long live the World Trade
Long live the king, yo, I'm from the Empire State that's

[Alicia Keys]

In New York, concrete jungle where dreams are made, oh
There's nothing you can't do, now you're in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you, let's hear it for New York
New York, New York

[Jay-Z]

Lights is blinding, girls need blinders
So they can step out of bounds quick
The sidelines is blind with casualties
Who sipping life casually, then gradually become worse
Don't bite the apple, Eve, caught up in the in crowd
Now you're in style, end of the winter gets cold
En vogue with your skin out, the city of sin is a pity on a whim
Good girls gone bad, the cities filled with them
Mommy took a bus trip, now she got her bust out
Everybody ride her just like a bus route
Hail Mary to the city, you're a virgin
And Jesus can't save you, life starts when the church ends
Came here for school, graduated to the high life
Ball players, rap stars addicted to the limelight
MDMA got you feeling like a champion
The city never sleeps, better slip you an Ambien

[Alicia Keys]

In New York, concrete jungle where dreams are made of
There's nothing you can't do, now you're in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you, let's hear it for New York
New York, New York

One hand in the air for the big city
Street lights, big dreams all looking pretty
No place in the world that can compare
Put your lighters in the air, everybody say yeah, yeah, yeah, yeah
(Come on, come on)

In New York, concrete jungle where dreams are made, oh
There's nothing you can't do, now you're in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you, let's hear it for New York
New York, New York

[ Fonti: Wikipedia, MetroLirics ]

Posted by Lady Blackice at 10:15:02 Commenti [4]

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