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Apollo 20, la missione segreta

Il 1961 segna l'epoca delle missioni Apollo. Un periodo storico per l'uomo e per l'astronomia. Ciò che Giulio Verne poteva solo immaginare nella sua fervida mente, negli anni sessanta era ormai una realtà tangibile, seppur ancora agli albori. Ufficialmente le missioni Apollo si sono concluse nel 1972. I viaggi lunari stavano diventando molto costosi e, anche per via dei tagli alla NASA, si pensò bene di risparmiare i fondi disponibili per poi investirli nello sviluppo del futuro Space Shuttle. Secondo alcuni personaggi, nel 1976, quando la sonda Voyager aveva da poco lasciato la terra verso lo spazio siderale, la NASA, in gran segreto, e in collaborazione con la Russia, avrebbe organizzato un'altra missione Apollo, l'Apollo 20, con lo scopo di recuperare una presunta astronave aliena sulla faccia nascosta della luna. Il comandante della spedizione sarebbe stato un certo William Rutledge, accompagnato dalla collega americana Leona Snyder e dal russo Alexei Leonov. E le prove? Le prove non ci sono e il tutto si smonta in un batter d'occhio. Tanto per iniziare è davvero curioso il fatto che la Nasa abbia prima organizzato tutto di nascosto e poi, senza tanti problemi, abbia messo in circolazione la foto che ritrarrebbe il misterioso velivolo, tra l'altro senza nessun ritocco, che i simpatici complottisti amano sbandierare felicemente come unica prova tangibile della loro fantasiosa tesi. Le cose, a questo punto, sono due: o quelli della Nasa hanno il cervello fuso o i luna-complottisti non sanno più dove andare a parare. Strano, poi, che nessuno sia stato testimone del decollo del vettore Saturn V, usato per questa presunta spedizione. Considerato che sarebbe partito dalla California, gli astrofili americani, se non fossimo di fronte ad una menzogna, lo avrebbero di certo intercettato durante la sua ascesa, come del resto avvenne per le vere missioni Apollo. La foto lunare, non troppo nitida, mostra in realtà una normalissima conformazione del terreno. Osservandola ad altra risoluzione i dettagli, prima nascosti, escono fuori magicamente e del vascello interstellare svanisce ogni traccia. Nonostante le spiegazioni razionali e documentate è davvero assurdo che oggi ancora se ne parli. Molto più assurdo è che qualcuno ci creda veramente.

Posted by Mark at 10:35:03 Commenti [1]

Il gigante di Cardiff

Nel 1869, una squadra di muratori intenti a scavare nella località di Cardiff (New York), portò alla luce i resti di un uomo la cui impressionante altezza superava i tre metri. Il sognor Barnum, proprietario di un circo che si trovava nei pressi del cantiere, offrì ben 60 mila dollari - una cifra enorme per l'epoca - per affittare il gigante e mostrarlo agli ignari spettatori durante i suoi spettacoli. Dopo che iniziò a spargersi la voce dell'uomo dalle dimensioni enormi, la gente era arrivata a creare file lunghissime davanti al tendone, pur di non perderselo. Il biglietto di ingresso costava cinquanta centesimi. L'omone, però, non era umano, bensì una grossa statua di gesso, sotterratta tempo prima da un certo George Hull, un ateo che voleva farsi burla del dilagante creazionismo, sfruttando il mito dei giganti contenuto nella stessa Bibbia. Gli affari di Barnum andavano a gonfie vele, tanto che, una volta scaduto il contratto di affitto, decise di creare una copia della grossa statua per poter portare avanti i suoi discutibili affari. Quando Hull lo venne a sapere lo denunciò immediatamente, ma senza successo. Burnum, infatti, fu assolto in quanto copiare un falso non era considerato reato.

[Foto from unexplained-mysteries]

Posted by Mark at 22:12:39 Commenti [0]