Homepage -> APP Blog -> Technology

APP Blog

Breve storia del tostapane

Il tostapane, oggi presente in tutte le case americane, è una di quelle icone che caratterizzano, insieme al microonde e al barbecue in giardino, la vita della famiglia media statunitense. Oggetti preziosi, irrinunciabili e dei quali, a quanto pare, non si può proprio fare a meno. Il principio del tostapane, a dire il vero molto semplice, ha decenni di sperimentazioni alle spalle. Prima che nascesse quello elettrico, le fette di pane venivano adagiate sopra una struttura metallica poi posta sul fuoco. Fu solo dopo l'invenzione della lega d'acciaio al cromo-nichel, capace di resistere alle altissime temperature, che le menti pensanti dei tanti inventori, iniziarono a partorire progetti di ogni tipo, spesso fallimentari o, comunque, non sempre perfettamente funzionanti, ma tutti caratterizzati dal principio della resistenza elettrica. Il primo prototipo in assoluto, tuttavia, era inglese. Il cromo-nichel ancora non c'era e i numerosi problemini di cui soffriva, riguardanti essenzialmente il surriscaldamento eccessivo, che lo rendeva instabile e pericoloso, fecero subito accantonare l'acerbo progetto. Poco più tardi, però, George Schneider, che lavorava per l'American Electric Heater Company di Detroit, grazie alle proprietà della moderna lega, costruì qualcosa di molto più funzionale e sicuro. La sua idea non venne mai commercializzata. Solamente dopo un susseguirsi di altri prototipi, che apparivano e scomparivano da un giorno all'altro in qualche sperduto laboratorio americano, nel 1909, grazie a Frank Shailor - un tecnico della General Electric - arrivò il primo, vero successo commerciale della storia: il modello D-12. Costruito, a distanza di mesi, in tre varianti diverse, ognuna delle quali cercava di apportare preziose migliorie tecniche, il D12 iniziava a guadagnarsi la simpatia degli americani. Il più era ormai stato fatto. Ciò che rimaneva, dunque, era cercare di perfezionare il prodotto. Nel 1913, ad esempio, la Copeman Electric Stove Company, inserì l'utile la possibilità di cuocere da entrambi i lati, seppur in momenti diversi, e di poter espellere il prodotto senza toccarlo direttamente con le mani. I'interessante sistema semi-automatico evidentemente non bastava e così, nel 1919, Charles Strite inventò quello completamente automatico, dove il pane, una volta tostato, usciva da solo. Ancora più tardi, nel 1925, partendo dall'idea di Strite, la Waters Genter Company introdusse sul mercato il modello 1-A-1 Toastmaster, completamente automatico e capace di cuocere il pane contemporaneamente da entrambi i lati. In pratica, nulla di diverso da ciò che oggi possiamo trovare nei tanti centri commerciali. La storia continuava e, anno dopo anno, c'era qualcuno in grado di apportare qualche simpatico aggiornamento tecnico, ma non certo rivoluzionario come poteva avvenire fino a pochi anni prima. Negli anni quaranta vide la luce il Sunbeam T-9, un oggetto di lusso, molto costoso e costruito con materiali di ottima qualità. Per la prima volta, oltre alla doverosa praticità, si iniziò ha ricercare anche lo stile e l'eleganza. La decade che va dal 1940 al 1950 è proprio famosa per il design di alto livello e per l'ineccepibile tecnica costruttiva, tant'è che alcuni di questi modelli sono, oggi, ancora in uso. Molte aziende odierne, ispirandosi al piacevole sapore antico di quegli anni, commercializzano prodotti dall'affascinante design retrò, seppur caratterizzati da una tecnologia all'avanguardia. Chissà che faccia avrebbe fatto Frank Sailor, e cosa avrebbe detto, se avesse potuto avere tra le mani un moderno ed iper-tecnologico tostapane, magari programmabile tramite display LCD, dotato degli ultimi standard in fatto di sicurezza e risparmio energetico e di altre, spesso inutili, diavolerie che i moderni stabilimenti industriali, in fervida competizione fra loro, sfornano senza sosta.

«You do not have to watch it. The toast can't burn.

Study carefully these instructions»

Didascalia della confezione del Sunbeam T-9

Posted by Mark at 19:03:56 Commenti [0]

Xerox Star, il pioniere

Lo Xerox Star, conosciuto anche come Xerox 8010 Information System, al di là di ciò che si pensa è, di fatto, il primo computer della storia, tra quelli commercializzati, ad essere dotato di interfaccia grafica GUI di tipo WIMP (Windows, Icons, Mouse e Pointer), poi copiata e resa celebre dalla Apple. Uscito sul mercato il 27 Aprile 1981 ha preceduto di ben due anni l'Apple Lisa, oggi erroneamente indicato come il vero pioniere in tal senso. Progettato dalla Xerox Corporation, la ditta americana che nel 1973 sviluppò lo Xexox Alto - la prima macchina in assoluto ad essere munita di mouse e di un "sistema grafico a finestre", ma costruita solo a livello di prototipo - lo Star veniva proposto ad un prezzo allucinante per l'epoca. Tra le caratteristiche tecniche poteva vantare un disco rigido da 10 MegaByte, un sistema operativo Preemptive Multitasking chiamato Pilot e la possibilità di connettersi via Ethernet per condividere stampanti ed altre periferiche. Venduto con un monitor monocromatico da 17 pollici, ovviamente a tubo catodico, rappresentava per quegli anni una rivoluzione senza precedenti, forse anche troppo pionieristica e, imprenditorialmente parlando, decisamente azzardata. L'utente, invece di avere a che fare con una riga di comando, più consona agli smanettoni occhialuti che ai comuni mortali, poteva interagire graficamente con una specie di scrivania virtuale, caratterizzata da icone, cartelle e file tali da poter essere gestiti e spostati a proprio piacimento e in maniera del tutto intuitiva. Poi c'era il mouse, un prezioso strumento attraverso il quale guidare un puntatore sul monitor e svolgere, più facilmente, le varie operazioni. Questo nuovo approccio lavorativo, tuttavia, essendo ancora sconosciuto, e costando una fortuna, trasformò lo Xerox Star in un grosso insuccesso commerciale, benché sicuramente fantastico sotto il punto di vista della tecnologia e del progresso tecnologico. Successivamente, verso la metà degli anni ottanta, tutti i maggiori produttori, Apple, Amiga e Atari (prima) e Microsoft (poi) adottarono la nuova concezione di sistema operativo; per noi, oggi, del tutto normale.

Curiosità

Nel Dicembre 1989, dopo un evidente ripensamento durato sei anni, la Xerox fece causa alla Apple per la violazione sul Copyright dell'interfaccia grafica da essa inventata. La Xerox perse la causa. Un anno prima, nel 1988, la Apple, a sua volta, avviò un'azione legale nei confronti della Microsoft e della Hewlett Packard, accusandole di aver copiato l'interfaccia del Lisa, chiedendo un risarcimento di circa cinque miliardi di dollari. Per via di alcuni accordi presi in precedenza tutto finì nel dimenticatoio e l'istanza dell'azienda di Cupertino non venne accolta. Si dice che la Apple, più che copiare, abbia semplicemente comprato l'utilizzo della GUI per ben dieci milioni di dollari. La stessa cosa, secondo alcuni, sarebbe stata fatta dalla Microsoft. Qualunque sia la verità, il merito della splendida intuizione informatica è da attribuire esclusivamente alla Xerox e ai suoi progettisti, capaci di cambiare il modo di rapportarsi al computer trasformandolo, a tutti gli effetti, in qualcosa di realmente "personal".

Posted by Mark at 17:26:02 Commenti [0]

Transamerica Pyramid, la fortezza di San Francisco

L'area di San Francisco, ma anche buona parte della California, è rinomata anche per il fatto di essere una zona ad altissimo rischio sismico. A tal proposito basti ricordare il disastroso terremoto del 1906, che rase al suolo la città, ma anche quello del 1989, che interessò tutta la California centrale. Da queste parti ci sono ferree leggi su come si deve costruire.

Transamerica PyramidA San Francisco, poi, la legislazione è ancora più dura. Tutte le case, ad esempio, vengono fatte senza il piano seminterrato, in modo tale da non indebolire la struttura. I telai, poi, sono realizzati quasi sempre in legno, materiale elastico e molto resistente e in tutti gli altri casi, tolte le vecchie costruzioni fatte prima degli anni cinquanta, le colonne devono essere ancorate molto in profondità nel terreno, per garantire la massima stabilità. Va detto, inoltre, che le tecniche costruttive sono costantemente sottoposte a revisione e cambiano in base alle nuove conoscenze che, via via, si acquisiscono. I terremoti stessi servono a capire se una certa tecnica sia efficiente o se, al contrario, debba essere cambiata per lasciare il posto a qualcosa di più moderno e funzionale. Un sistema all'avanguardia, dunque, che mette in primo piano la sicurezza della popolazione. Nel 1989, il sopracitato terremoto - avvertito in un'area molto ampia della California - ebbe un'intensità di 7.1 gradi della scala Richter ma i morti, nonostante la potenza tellurica, furono relativamente pochi, una sessantina. Un ottimo risultato se si considerano i milioni di abitanti che popolano queste zone, raggiunto grazie anche all'informazione che in altri paesi, invece, è piuttosto scarsa. La famosa Transamerica Pyramid, l'affascinante grattacielo a forma di piramide che si erige nella Montgomery Street, nel cuore del distretto commerciale, nonostante i suoi 260 metri ha resistito splendidamente e senza riportare il minimo danno. Già nel 1972, infatti, epoca della sua costruzione, i parametri antisismici erano alquanto rigidi. Durante la scossa, la parte più alta del grattacielo oscillò freneticamente, con spostamenti laterali che hanno sfiorato i trenta centimetri. Tutto nella norma, comunque, visto che per certi grattacieli quello dell'oscillazione è proprio un aspetto voluto, in quanto necessario a ridurre gradualmente l'energia cinetica che, altrimenti, si scaricherebbe sulla struttura stessa causando inevitabili danni. La Transamerica Pyramyd, caratterizzata da una linea semplice e concreta, è facilmente visibile dalla baia di San Francisco e da buona parte della città. Ciò è dovuto sia all'inusuale forma piramidale su base quadrata - che la rende unica nel suo genere - e sia alla stazza che la fa spiccare nettamente dalle altre costruzioni. Progettata dall'architetto William Pereira, per un costo totale di 32 milioni di Euro, l'imponente grattacielo, con i suoi 48 piani, è stato il più grande della California fino al 1974, quando ha dovuto lasciare il posto all'Aon Center di Los Angeles, che di metri ne misura 262. Tra le altre caratteristiche, lo skyscraper di San Francisco è dotato di 3.678 finestre e di 18 ascensori, due dei quali, visibili nella parte finale della costruzione, arrivano fino all'ultimo piano. Non essendo quest'ultimo visitabile, l'eccellente panorama, oggi, si può solo osservare tramite alcune videocamere poste nella sommità e rivolte verso i quattro punti cardinali.

[ Foto by snapsi42 (Licenza) from Flickr ]

Posted by Mark at 23:37:11 Commenti [0]

White Noise and Sleep Machines

Con il termine White Noise, generalmente si intende un rumore piatto, continuo e privo di armoniche. Per capirci un po' come quello che viene prodotto dall'asciugacapelli, da una aspirapolvere o, per rimanere in ambito casalingo, dall'acqua che riempie la vasca da bagno. Rumori senza variazioni e capaci di creare nella gente che li ascolta - tanta gente, a dire il vero... Considerando almeno ciò che si può leggere nei vari forum di discussione - un rilassamento e una concentrazione fuori dal comune. Probabilmente ciò avviene perché il rumore, fra le altre cose, riesce ad attutire il fastidioso trambusto ambientale di fondo: schiamazzi, clacson di auto, motorini e disturbi simili. Le spiegazioni che sono alla base di questo piacevole fenomeno non mancano e hanno tutte delle solide basi neuro-fisiologiche. Ma cosa c'entra tutto ciò con gli Stati Uniti? C'entra, c'entra. Alcune aziende statunitensi, infatti, sfruttando questa simpatica e curiosa mania, hanno pensato bene di costruire una macchina per dormire. In commercio ce ne sono molti modelli, tutti accomunati dal fatto di poter produrre rumori piatti e, in certi casi, con la possibilità di modulare la loro frequenza d'uscita e il relativo volume, in modo tale da ottenere suoni (anzi, rumori) sempre diversi. Uno dei modelli più conosciuti si chiama Sleep Mate 980A ed è reperibile per poco meno di cinquanta dollari. I maniaci degli asciugacapelli posso, ora, provare qualcosa di più tecnologico.

[Foto Walmart]

Posted by Mark at 21:17:20 Commenti [0]

Magnavox Odyssey, la prima console della storia

L'America dei record sembra non avere mai fine. Oggi tocca ai videogames. Odyssey è il nome di un vecchia console, talmente vecchia da essere, in pratica, la prima, vera, console uscita sul mercato, prima ancora che la nipponica Atari creasse il mitico Pong. Prodotta dall'americana Magnavox, sotto la guida di Ralph Baer, venne messa in vendita nel 1972. Prima, però, fu a lungo testata con Bucket Filling Game, un gioco sviluppato nel 1967 in un laboratorio del New Hampshire - e solo a livello di prototipo - il cui unico scopo era quello di svuotare una parte dello schermo colorato attraverso l'utilizzo di un pulsante. Cosa piuttosto squallida se vista con gli occhi di oggi. L'Odyssey era completamente analogica, veniva alimentata solo a batterie e non aveva la benché minima capacità sonora. Magnavox Odyssey Per via dell'alto prezzo di vendita e per il fatto, poi, che era reperibile sono nei negozi targati Magnavox, la sua commercializzazione fu un insuccesso clamoroso. Nel 1975 le vendite dell'Odyssey cessarono improvvisamente per lasciare il posto alla più tecnologica Magnavox Odyssey 100. Ralph Baer, nel 2006, quasi quarant'anni dopo aver gettato le basi dell'intrattenimento videoludico, è stato insignito del prestigioso National Medal of Technology, un importantissimo riconoscimento conferito dal presidente degli Stati Uniti d'America a tutti coloro che, attraverso le loro invenzioni, hanno contribuito allo sviluppo tecnologico del paese. L'Odyssey, oggi, è un pezzo d'antiquariato piuttosto introvabile e tanto caro ai maniaci del retrocomputing.

[ Foto da Wikipedia di George Hotelling - Licenza: Creative Commons (Attribuzione - Condividi allo stesso modo - Generico) ]

Posted by Mark at 21:01:52 Commenti [0]

Breve storia del forno a microonde

Percy Spencer, nel 1967, era un normalissimo impiegato. Lavorava presso l'americana Raytheon, azienda nella quale progettava i magnetron: sorgenti di microonde per apparati radar. Un giorno, mentre era indaffarato con i suoi esperimenti, si accorse casualmente che una tavoletta di cioccolato che aveva in tasca si era completamente sciolta. Passato lo stupore iniziale, e dopo aver compreso cosa fosse avvenuto nelle sue tasche, Spencer ebbe l'intuizione di utilizzare i magnetron che stava progettando per usi prettamente culinari. Con il supporto della sua azienda, nel 1947 brevettò il primo forno a microonde della storia, il Radarange: un pezzo di metallo da 340 chilogrammi di peso, dotato di una potenza di 3000 Watt e munito pure di un impianto di raffreddamento ad acqua. Qualcosa di molto distante da ciò che oggi possiamo trovare nelle nostre case. Fu solo nel 1965 che sul mercato, dopo un'esposizione in una fiera commerciale di Chicago, apparve il primo, vero forno a microonde così come lo conosciamo. Costava 500 dollari. Dieci anni dopo, nel 1975, il boom delle vendite, in America, aveva addirittura superato quello dei forni tradizionali. Attualmente si stima che circa il 95 per cento delle famiglie americane ne possegga uno. Cosa successe in Italia? In Italia, un po' come avviene ora per gli OGM, gli eventi si svolsero in maniera totalmente differente. Prima degli anni ottanta, infatti, questi rivoluzionari elettrodomestici erano visti come una specie di minaccia per la tradizione culinaria nostrana. Oltre a questo, poi, nell'aria - a causa della tipica mentalità tricolore, conservatrice e poco informata in fatto di scienza (il recente esperimento del CERN ne è un esempio lampante) - aleggiava pure la paura che queste nuove tecniche di cottura dei cibi potessero essere nocive per la salute. Oggi, anche nel nostro paese la percezione è cambiata e, grazie anche alla corretta informazione, il forno a microonde è diventato un "accessorio" prezioso e amato, sia dai tradizionalisti, che usandolo a dovere possono comunque sfornare ottimi piatti, e sia dai single, che andando sempre di fretta ne apprezzano l'indiscussa praticità.

[Foto Flickr]

Posted by Mark at 21:00:00 Commenti [2]

| Next » |