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Le pietre mobili della Death Valley

Da tempo la Rakestack playa, un parco nazionale americano della Death Valley, è interessata da un curioso fenomeno geologico. Sul fondo del lago Playa, oggi asciutto, è possibile notare delle pietre di dimensioni variabili, le cosiddette moving rocks, spostarsi in maniera impercettibile nel corso dei mesi. Il lento ed inesorabile movimento è dedotto soltanto dalle scie che questi massi, che posso andare da piccole pietre di pochi chili, fino a grosse formazioni rocciose molto più pesanti, lasciano dietro di essi. Nessun mistero, comunque. Le spiegazioni ci sono, anche se devono ancora trovare la conferma ufficiale. La teoria più accreditata è che il movimento sia causato dai forti venti. Ma non è questa l'unica condizione atmosferica incriminata. Da sola, infatti, basterebbe soltanto a far svolazzare il terriccio più leggero. Lo slittamento superficiale, pertanto, è possibile solo quando l'umidità, o le forti precipitazioni, rendono la superficie del lago umida ed estremamente scivolosa. Altre possibili cause, tuttora al vaglio, prendono in considerazione il ghiaccio che, in certi momenti dell'anno, formerebbe una patina sulla superficie che, automaticamente, diminuirebbe l'attrico tra le rocce e l'argilla secca del terreno. Nel 1969, anche il California Institute Of Technology si interessò al fenomeno, attraverso uno studio atto a monitorare costantemente lo spostamento di un campione di venticinque rocce. Le scie, spesso lunghe e rettilinee, altre volte irregolari, lasciavano intendere che il vento, in base alla direzione in cui soffiava, giocasse un ruolo fondamentale in tal senso. La mancanza di fondi, tuttavia, fece ben presto abbandonare lo studio e non permise, tra l'altro, di installare telecamere di rilevamento, o accurati strumenti di misurazione, che avrebbero potuto fornire dati precisi. Alcuni scettici, molto più semplicemente, sostengono che le pietre non si muovono affatto, se non quando qualche burlone annoiato si diverte a spostarle manualmente. Ipotesi, questa, alquanto discutibile, ma non certo da scartare a priori. Il principio metodologico del Rasoio di Occam, del resto - unito ai tanti esempi che potrebbero essere citati - ci suggerisce il contrario. Insomma, qualunque sia la causa, il fenomeno in sé non racchiude nulla di misterioso. A limite qualcosa di estremamente affascinante che, ogni anno, attira centinaia di curiosi da ogni parte d'America.

«A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire»

«Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem»

Posted by Mark at 11:04:18 Commenti [0]

Il pensiero religioso secondo Harward

Un recentissimo studio dell'Università di Harward, firmato dai biologi evoluzionisti Stephen J. Gould e Richard Lewontin, ha evidenziato che il pensiero religioso - quello che porta molta a gente a credere in questa o in quell'altra divinità - sia semplicemente un effetto collaterale di tutte quelle caratteristiche necessarie alla sopravvivenza dell'essere umano. Un errore evolutivo, insomma, che ci consentirebbe di vivere e salvaguardare la nostra specie. Una di queste caratteristiche è la capacità di rilevare la presenza di altri esseri viventi. Quando, ad esempio, udiamo un fruscio nell'erba, l'istinto ci dice che potrebbe esserci qualcuno o qualcosa in agguato. Comportamento, del resto, tipico a tutti gli animali. I vantaggi evolutivi di questa innata capacità sono molto importanti, perché, nel caso in cui il presentimento si rivelasse corretto, ovvero il fruscio nascondesse davvero un pericolo, avremmo la possibilità di metterci in salvo. Gli studiosi hanno poi evidenziato ciò che, in realtà, già si supponeva: gli esseri umani costruiscono istintivamente delle storie di causa-effetto per spiegare il mondo che li circonda, anche quando le circostanze sono chiaramente frutto del caso. Gli dei, in pratica, non essendo soggetti a ricerca e sperimentazione, vengono usati per "capire" gli eventi della vita poco chiari, verso i quali la scienza non fornisce ancora risposte certe. In altre parole, gli adattamenti evolutivi che hanno permesso l'evolversi dell'attuale società tecnologica hanno pure creato un terreno fertile per le credenze di ogni ordine e grado.

«Soltanto una buona dose di scetticismo potrà lacerare i veli che ci nascondono la verità...»

Bertrand Russel

Posted by Mark at 13:11:10 Commenti [0]

Il virus inventato

Peter Duesberg, ricercatore statunitense, è un personaggio curioso, controcorrente, alquanto diverso dai suoi colleghi. Fa il microbiologo, lavora all'Università di Berkley e nella sua professione è pure stimato. Nonostante tutto, da molti anni a questa parte, conduce una controbattaglia molto singolare: quella sull'AIDS. Insieme ad altri ricercatori - tanti per la verità, se ne contano diverse migliaia - Duesberg ritiene che l'AIDS, la piaga che ha cambiato i costumi sessuali degli ultimi vent'anni, non abbia nulla a che fare con il retrovirus dell'HIV. Per lui le vere cause dell'immunodeficienza acqusita sono da ricercarsi prevalentemente nei comportamenti sessuali, nell'abuso di droga e, più in generale, nello stile di vita. Secondo la sua tesi, quindi, la malattia, al contrario di ciò che si è sempre pensato, non sarebbe affatto contagiosa. Ovviamente la comunità scientifica ha preso le distanze da simili affermazioni, ma essendo convinto di aver ragione, continua imperterrito per la sua strada, attraverso un mirato lavoro di divulgazione senza sosta. Duesberg, prima di tutto, prende in esame gli omosessuali della San Franscisco degli anni settanta e ottanta, indicando nella sessualità promiscua e senza evidenti precauzioni di quei tempi il primo vero problema della triste faccenda. Poi, rimanendo in ambito americano, tira in ballo anche le droghe, mostrando come l'aumento della malattia vada di pari passo con la costante crescita di stupefacenti negli Stati Uniti, tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta. Del resto, il fatto che l'AIDS sia venuto alla ribalta nel 1981 non è, per lui, un caso. Proprio all'epoca, infatti, la diffusione della cocaina, ma anche dei nitriti da inalare (molto usati gli omosessuali) aveva raggiunto picchi elevatissimi, mai registrati prima. La droga e gli eccessi, insomma, causerebbero una drastica caduta delle difese immunitarie che poi, col tempo, porterebbero ad un indebolimento totale del corpo, al punto tale che un banale raffreddore potrebbe risultare addirittura fatale. Per chiudere il cerchio delle sue tesi, il ricercatore di Berkeley spara anche a zero sulle potenti case farmaceutiche che, guadagnando cifre enormi grazie alla vendita degli antivirali - come l'ormai obsoleto AZT - sarebbero le prime a condurre una campagna informativa distorta e corrotta, pur di continuare a commercializzare i loro prodotti. Quanto sopra riportato è solo il pensiero di Duesberg e di chi la pensa come lui. Soltanto il tempo potrà dirci se le cose che afferma affannosamente sono solo scemenze, o verità nascoste per via dell'ennesimo complotto. Quando si fa scienza, e questo è importante, il parere della minoranza ha sempre una valenza minore.

Curiosità:

1. Poco tempo fa l'AZT, il farmaco della Bayer tanto criticato da Duesberg, è stato ritirato dal commercio perché considerato pericoloso. In molte interviste alcuni sieropositivi, che per scelta personale non l'hanno mai assunto, sono ad oggi ancora vivi e senza particolari problemi. Quelli che l'hanno fatto, almeno stando ad alcune riviste scientifiche - e a qualche programma televisivo - sono tutti deceduti.

2. Robert Gallo, altro ricercatore americano, è stato il primo ad isolare il virus dell'HIV. Le critiche di Duesberg non risparmiano nemmeno lui. Le teorie "Duesberghiane" affermano che Gallo, nei suoi lavori, non avrebbe seguito i postulati di Koch: criteri destinati a stabilire la relazione di causa-effetto che lega un patogeno ad una malattia.

3. Peter Duesberg ha scritto anche un libro intitolato Inventing The Aids Virus, tra l'altro ben articolato e ricco di particolari. Dopo un lungo escursus sulle tante false certezza della medicina, si concentra sulla malattia in sé, spiegando dettagliatamente le sue tesi. Infine, parte in quarta con un'attacco diretto e senza mezzi termini alle case farmaceutiche, per lui palesemente corrotte. Considerato il terrorismo mediatico fatto per l'influenza suina in questi giorni, nonché i tanti casi di farmaci messi in commercio poi tolti perché pericolosi (come il Vioxx e il Lipobay), la presa di posizione di Duesberg, senza minimamente voler avvalorare ciò che va dicendo, non è comunque campata in aria.

«L'AZT non aveva prospettive per due ragioni: i miei studi hanno mostrato che era cancerogeno in ogni dosaggio e che era troppo tossico anche per usi di breve periodo.»

Richard Beltz, inventore dell'AZT

«Sappiamo che errare è umano, ma l'ipotesi HIV-AIDS è un errore macroscopico. Lo dico forte e chiaro per mettere in guardia la gente»

Kary B. Mullis, premio Nobel per la chimica

Posted by Mark at 11:00:08 Commenti [0]

Pastafarianesimo, la religione buona

Evidentemente Bobby Henderson era arcistufo delle tante religioni che popolano gli Stati Uniti ed è forse per questo che ha deciso di crearne una propria. La sua, però, è diversa, goliardica, costruita a posta per farsi burla di tutta la spazzatura "divina" che popola l'America del Nord, e non solo quella. Fu così che, nel 2005, nacque il Pastafarianesimo (Pastafarianism in inglese). Facciamo un passo indietro. Sempre nel 2005 Bobby Henderson, poi laureatosi in fisica, inviò una lettera al consiglio per l'istruzione del Kansas, per protestare contro la decisione di dare, nelle scuole degli States, lo stesso spazio sia al creazionismo e sia all'evoluzione biologica. Con fermezza chiese che anche al suo Pastafarianesimo, da poco nato, venisse concesso lo stesso numero di ore riservato alle religioni tradizionali. Del resto, e non a torto, non stava scritto da nessuna parte che le stupidaggini contenute nel cristianesimo, con le sue decine e decine di varianti, fossero necessariamente più serie o utili - o avessero un'evidenza scientifica maggiore - rispetto ad una religione inventata di sana pianta. Dopo poco tempo ricevette una risposta e, da questa, si instaurò un breve scambio di email, nel quale, fortunatamente, la maggior parte dei membri del consiglio si rivelò abbastanza aperta di mente... Non tanto sul fatto di riconoscere il pastafarianesimo, ma, piuttosto, sull'importanza della scienza e di come, questa, per colpa di qualche credulone, stesse prendendo una brutta piega. Rapidamente Henderson acquisì una grossa popolarità e il suo sito iniziò a ricevere decine di migliaia di visite. Oggi i seguaci sono tanti, tutti caratterizzati da un livello culturale non indifferente e, spesso, da una formazione scientifica. Dati che fanno riflettere. I Pastafariani, un po' come tutti gli adepti, hanno i loro dogmi, anche questi creati per prendersi gioco dei dogmi tanto cari ai creazionisti. Ecco i primi tre:

1. L'Universo è stato creato da un invisibile e impalpabile mostro volante a forma di spaghetti (Flying Spaghetti Monster), probabilmente - data l'imperfezione dell'uomo - quando era sotto l'effetto dell'alcol.

2. Le prove schiaccianti sulla teoria dell'evoluzione della specie sono state appositamente create dal mostro per mettere alla prova la fede dei suoi seguaci.

3. Bobby Henderson è il profeta di questa religione.

Le preghiere del pastafarianesimo hanno la particolarità di concludersi con la parola Ramen, una varietà di spaghetti giapponese. I "fedeli", inoltre, per le eventuali cerimonie devono vestirsi da pirati. Ovviamente anche qui troviamo i classici comandamenti, dettati dal mostro volante al pirata Mosey, mentre si trovava sul monte Sugo per non meglio precisati motivi. I comandamenti del pastafarianesimo sono solo otto perché si dice che Mosey, mentre se ne stava tornando a valle, perse due tavole. Questa, molto probabilmente, è la causa del basso profilo morale dei pastafariani. Il paradiso sarebbe caratterizzato da una fabbrica di spogliarelliste e da un vulcano che erutta birra. Mentre all'inferno, anch'esso presente, la birra è di pessima qualità e le ragazze sono affette da pericolose malattie veneree. Considerando la spazzatura che c'è in giro, il pastafarianesimo, di primo acchitto, promette molto bene.

Curiosità:

Nel 2007, uno studente della Carolina del Nord di nome Bryan Killian venne sospeso perché si presentò a scuola vestito da pirata. Killian si oppose al provedimento in quanto sosteneva che la sospensione era una palese violazione della propria libertà di culto. Il Flying Spaghetti Monster è stato discusso dal grande Richard Dawkins nel suo libro intitolato The God Delusion. Lo scorso Novembre 2009, per volontà dei pastafariani, è ufficialmente nato Skepticon, un gruppo di atei e scettici che, ogni anno, si daranno appuntamento al campus della Missouri State University per conferenze e dibattiti sul problema religione.

[Foto from wikipedia]

Posted by Mark at 11:14:00 Commenti [0]

Jarvik-7, il primo cuore artificiale

Quando la passione e la sinergia non hanno barriere...

Continuiamo a parlare di record, toccando, questa volta, un argomento di stampo tecnico-scientifico di rilevanza mondiale. Nel Gennaio 1982, un team di chirurghi dell'Università dell'Utah riuscì ad impiantare il primo cuore artificiale della storia ad un dentista sessantaduenne di Seattle di nome Barney Clark. Il successo fu clamoroso. Non tanto per per il signor Clark - che morì dopo circa quattro mesi - quanto, piuttosto, per Willem Kolf, il fondatore della Division of Artificial Organs e direttore dell'equipe che progettò e realizzò il cuore meccanico. Una nuova strada si stava aprendo nella medicina dell'epoca e questo non poteva che creare scalpore e speranze. Col tempo, però, i riflettori, intenti a seguire il decorso di Clark, si allontanarono da Kolf, lasciandolo nell'ombra più completa. Tutto iniziò nel 1967, quando Kolf, con all'attivo un rene artificiale perfettamente funzionante, si trasferì dalla Cleveland Clinic all'Università dell'Utah ed iniziò a dirigere un gruppo di giovani talenti. Il tipo ci sapeva fare. Per non perdere gli elementi migliori, ed evitare che questi se ne andassero da qualche altra parte (magari portando via anche segreti e progetti in corso), era solito chiamare i nuovi modelli di cuore, che via via venivano elaborati, con il nome di un ricercatore del suo laboratorio. Questo era un toccasana per la motivazione personale e, automaticamente, per la buona riuscita dei lavori. Nel 1971, un giovanissimo ricercatore americano fu assunto nel laboratorio. Si chiamava Robert Jarvik ed era un esperto di biomeccanica con una passione speciale per la progettazione. Nel giro di poco tempo divenne capo progettista del Jarvik-7, il cuore che sarà poi impiantato a Barney Clark. All'epoca dei fatti Jarvik aveva appena trentacinque anni. La riuscita dell'impresa, tuttavia, non va attribuita solo a lui, ma a tutti quelli che, in silenzio e con la "testa china", hanno lavorato per anni, sia per la loro personale ambizione che per il grande progresso della "scienza" medica. Un ricordo particolare va proprio a Willem Kolf, scomparso pochi mesi fa e indegnamente messo in disparte dai media.

[Foto from mybiomedical]

Posted by Mark at 22:12:44 Commenti [0]

La pianta più vecchia del mondo

Fino a poco tempo fa, l'albero più vecchio del mondo si trovava negli Stati Uniti, più precisamente nella California del Nord. Dall'alto dei suoi sedici metri (pochi in confronto alle sequoie) può vantare un'età di circa 4800 anni. Molto probabilmente si tratta di un Pinus longaeva; tipico, fra l'altro, dell'Utah e del Nevada. Questo record pare sia stato recentemente superato da una scoperta fatta in Svezia, dove cresce un abete rosso la cui età è stata stimata in 8000 anni. Va precisato che i dati non hanno, almeno oggi, una precisione "matematica", anche perché la tecnica che permette di ricavare gli anni delle piante attraverso i cosiddetti carotaggi di legno, per poi contare gli anelli di crescita, posso, a causa degli sbalzi climatici, sfasare, seppur di poco, la datazione della specie legnosa presa in esame.

Posted by Mark at 20:40:21 Commenti [0]

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