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Una passeggiata nei boschi - Bill Bryson

Torno a parlavi di Bill Bryson - autore che è stato un vero e proprio colpo di fulmine per me - dopo la doppia recensione di "America Perduta" e "Vestivamo da Superman". Il testo che vi propongo, stavolta, è "Una passeggiata nei boschi", un altro diario di viaggio, ma decisamente più movimentato (e recente) di America Perduta.

Bryson, per riepilogare un po' le sue vicende personali nel caso non abbiate letto gli altri due libri, è nato a Des Moines, Iowa, ma ha vissuto in Inghilterra dal 1977 al 1995, ragion per cui ha un rapporto di amore-odio con la sua madrepatria, gli States. La cosa, comunque, si nota meno che in altri libri; in questo, più che altro, prevale l'amore sconfinato per la natura e gli scenari mozzafiato, cose che negli USA non mancano di certo.

Una passeggiata nei boschiMa veniamo alla trama del libro: poco dopo essersi ristabilito in America, nel New Hampshire per la precisione, Bryson scopre che non troppo distante da casa sua passa un sentiero. Non si tratta di un sentiero qualsiasi, ma del "capostipite di tutti i sentieri a lungo percorso": l'Appalachian Trail.

L'Appalachian Trail si estende per oltre 3400 chilometri lungo la costa orientale degli Stati Uniti, attraversando la catena dei Monti Appalachi e ben 14 stati,  dalla Georgia al Maine.

Esiste un numero non proprio consideravole, ma comunque degno di nota, di persone che hanno attraversato questa pista da cima a fondo senza interruzioni. Esistono un po' più di persone che hanno deciso di completare l'intero percorso suddividendolo in varie tratte da compiere in periodo diversi. Esistono molte più persone che, intrapreso il percorso in una delle due modalità, hanno mollato ad un certo punto del cammino.

Bryson è chiaramente convinto di appartenere alla prima categoria quando decide di cacciarsi in un'impresa più grande di lui: attraversarlo tutto, da solo o in compagnia. Alla fine opta per la compagnia: recupera Katz, un suo vecchio amico con cui ha perso i contatti da anni ed insieme - sovrappeso, fuori forma ed assolutamente impreparati a quello che li aspetta - volano in Georgia per cominciare quest'avventura.

Si fa fatica a staccare gli occhi da queste pagine comico-avventurose, forse perché il racconto è divertente e scanzonato, o perché Katz è l'amico con cui vorremmo andare tutti in campeggio (o forse no...), o perché sembra di accompagnarli e camminare con loro passo passo.

Il libro, inoltre, è ricco di informazioni e spunti interessanti sulle zone attraversate - fiumi, montagne, laghi, strade, rifugi, cittadine - su piante ed animali in via di estinzione, sulla storia del sentiero ed altri retroscena poco noti che svelano un po' come funzionano negli USA la gestione e la manutenzione di piste di questo genere. Bryson racconta una serie interminabile di aneddoti - interessanti, buffi, spaventosi - che possono essere anche solo vagamente degni di nota.

Ovviamente non vi svelo se sono arrivati o no nel Maine, ma vi lascio con questa curiosità: l'ultimo tratto nel sentiero, quello più settentrionale, è anche notoriamente il più selvaggio e duro da sostenere, tanto da vantare l'inquietante nome di Hundred Mile Wilderness...

Una lettura straconsigliata per gli amanti delle escursioni all'aria aperta, oltre che degli States, naturalmente.

Voto: 4 stelle su 5 per me, mi ha fatto venire voglia di mettere un enorme zaino in spalla ed andare, andare, andare!

Posted by Lady Blackice at 8:34:45 Commenti [0]

Buongiorno Los Angeles - James Frey

Segnalo con piacere questo libro stupendo dedicato ad una città che ho visitato due volte, che amo tantissimo perché mi ha regalato tante emozioni uniche e in cui andrei a vivere anche domani mattina, se mi si presentasse l'occasione: Los Angeles.

Los Angeles è una città particolare, sotto un'unico nome si nascondono zone e quartieri di ogni tipo, persone di tutte le razze ed estrazioni sociali... Dalle gated communities di Beverly Hills al degrado di Compton, dagli attori di Hollywood agli homeless di Venice Beach, dai tramonti incantevoli di Santa Monica allo squallore delle zone meno turistiche.

Qual'è il segreto di questa decantata metropoli che richiama milioni di visitatori ogni anno, molti dei quali pronti a restare in qualsiasi condizione pur di inseguire i propri sogni?

Los Angeles è l'America! Los Angeles incarna allo stesso tempo il meglio e il peggio di questa Nazione piena di contraddizioni, e lo fa in modo assolutamente spietato: a volte basta voltare un angolo per passare dal glamour ai cassonetti.

E' difficile rendere tutto questo a parole, ma è una sensazione sicuramente nota a chiunque ci abbia trascorso un po' di tempo. Buongiorno Los AngelesAncor più difficile è decidere di ambientarci un romanzo corale come Buongiorno Los Angeles (Bright shiny morning) di James Frey e riuscire ad rendere perfettamente questo mosaico di tasselli piccolissimi attraverso le storie di tanti personaggi emblematici.

C'è la coppia di giovanissimi ragazzi fuggiti dall'Ohio, Dylan e Maddie, in cerca di un futuro migliore, nella speranza di non ricadere negli stessi errori dei genitori.

C'è Amberton, la megastar hollywoodiana con la famiglia di facciata, la villa immensa e la depandance per le porcate che, a suon di dollari, vengono tenute nascoste ai media.

C'è Esperanza, americana a tutti gli effetti ma di origini messicane, costretta a fingersi un'immigrata clandestina per ottenere un lavoro da cameriera a pagarsi gli studi.

C'è Old Man Joe, il senzatetto perennemente inebriato di Chablis, in cerca di risposte dal cielo o dall'oceano, che proprio nel momento in cui crede di averle trovate ci ricorda che risposte non ne esistono.

E poi ci sono tante altre piccole storie, volti, nomi, a volte solo numeri... E' come guardare Los Angeles attraverso un obiettivo il cui zoom si avvicina e allontana costantemente dalla scena, dando un'impressione di confusione che è casuale solo in apparenza. Il caos d'altronde è una delle caratteristiche di LA e si riflette benissimo in questa scelta narrativa.

Ho faticato un po', specialmente all'inizio, a digerire l'assenza - o meglio, l'uso poco ortodosso - della punteggiatura, ma andando avanti mi sono resa conto che è stata probabilmente una scelta stilistica precisa per non spezzare il flusso continuo di vicende e personaggi che l'autore stava cercando di rappresentare. Alla fine della lettura si è rivelato un dettaglio veramente trascurabile, tutto sommato, soprattutto se confrontato con la mole enorme di storie e personaggi che questo volume di oltre 500 pagine si porta dietro.

Tre chicche imperdibile da segnalare...

  • C'è una sorta di racconto nel racconto, poiché ogni capitolo si apre con un piccolo paragrafo che racconta un pezzetto della storia di Los Angeles. Rimessi insieme, formano un curioso bignami degli eventi salienti che, negli anni, hanno visto protagonista LA.
  • Una delle storie minori raccontate nel libro è quella di un (insopportabile) personaggio hollywoodiano piuttosto noto sul web e proprietario di uno dei blog più famosi del mondo. L'autore non ne svela mai direttamente il nome, ma è talmente ovvio che si tratta di lui... La cosa mi ha divertito molto, personalmente.
  • Anche un'altra delle storie minori, quella di una giovanissima star consumata dall'alcol e dalle droghe, ricorda troppo da vicino le vicende di almeno due personaggi hollywoodiani "molto" pubblici per non essere ispirata nemmeno un po' ad esse.

Tirando le somme, Buongiorno Los Angeles è un libro che vi consiglio caldamente... Che abbiate visitato o no LA, questa è una delle poche letture che può trasmettervi esattamente tutta la gamma di sfumature emotive che questa città può offrirvi. Il libro calca molto la mano sugli aspetti negativi di LA e ad alcuni, leggendo, è passata la voglia di andarci. A me, al contrario, è aumentata...

Voto: 4 stelle su 5 per me, stupendo! Mi ha persino strappato qualche lacrima in due punti, e con i libri mi capita di rado. La stelletta mancante è dovuta solo alle virgole... Molto Felice

[ Vieni a discuterne sul forum, ne parliamo qui. ]

Posted by Lady Blackice at 16:36:07 Commenti [0]

Peace & Love. La rivoluzione psichedelica

Suoni, visioni, ricordi e intuizioni nella California degli anni sessanta

Peace & Love. La rivoluzione psichedelicaSiamo a San Francisco, nella calda California degli anni sessanta. I veri protagonisti, qui, sono una nuova generazione di giovani; giovani che, con lo strascico dei valori della Beat Generation, fanno di un semplice concetto, l'amore e la non violenza, uno stile di vita da sposare a pieno. Tra un brano di Jimi Hendrix e Janis Choplin, una protesta contro la guerra del Vietnam e un viaggio a base di acido lisergico, magari scandito dalle psichedeliche melodie dei Doors, gli esponenti di questo nuovo movimento - alternativi ed anticonformisti - sono sempre alla ricerca di un cambiamento, di uno stimolo, di nuovi orizzonti artistici, di un qualcosa, insomma, che li possa portare lontano, facendoli staccare nettamente dalla piattezza socio-culturale dominante. Anche Easy Rider, storico film di Dennis Hopper, unito a tante altre pellicole degne di nota, ci mostra uno scorcio affascinante di questa nuova era, seppur contornato di odio e razzismo. L'autore del libro, però, va oltre: sviscera più a fondo quel contesto, lo spezzetta, lo elabora pazientemente per poi ricostruirlo come solo un appassionato scrittore, munito della ferrea logica del ricercatore storico, è in grado di fare. Il 1969, in particolare, è un anno molto forte, infuocato. Di quelli che rimangono fissi nella memoria. Gli omicidi di Charles Manson, la rivolta del Greenwich Village, uniti al primo sbarco dell'uomo sulla luna, segnano un'epoca indelebile per la cultura popolare e coronano la nascita di molti miti. Miti, non sempre positivi, che culmineranno, nello stesso anno, nel più grande evento musicale di tutti i tempi, il concerto di Woodstock: tre giorni di pace, amore e musica. Gli anni sessanta rappresentano un periodo ormai lontano ma che, inevitabilmente, ha condizionato il futuro degli Stati Uniti. La rivoluzione sessuale ne è un esempio lampante, così come le battaglie per i diritti degli omosessuali o per tutti coloro che cercavano legittimamente di vivere in pace la loro esistenza, senza condizionamenti religiosi o idee preconfezionate. Se l'autore voleva rappresentare al meglio la cultura alternativa di quel tempo, con il nobile scopo di farla conoscere alle nuove generazioni, ci è riuscito splendidamente. La sua finestra avida di conoscenza, spalancata sul passato per sbirciarne i contenuti, ha saputo raccogliere e divulgare gli eventi in maniera semplicemente impeccabile. Un must letterario da non perdere per gli amanti del genere o per chi, più semplicemente, desideri approfondire un decennio che, per motivi anagrafici, non ha potuto vivere in prima persona.

«I believe in a long, prolonged, derangement of the senses in order to obtain the unknown.»

Jim Morrison

Posted by Mark at 17:44:42 Commenti [0]

Buon appetito, America!

Questo non è il genere di libri che segnaliamo di solito, ma sono certa che lo apprezzerete ugualmente.

Buon appetito, America!La cucina americana, tanto denigrata da chi la conosce solo per sentito dire, è una delle regioni per cui tanti lettori di APP sono approdati su questo sito. Quindi come non segnalarvi l'uscita di questo libro?

Si tratta di una raccolta di ricette americane proposte da Laurel Evans, un'americana che vive da anni nel nostro paese.

La segnalazione mi arrivata da babette, che ha partecipato anche alla presentazione del libro a Milano. Qualche informazione sul libro...

Guardiamo i loro film, amiamo la loro musica, vi pare possibile che mangino solo hamburger e patatine? Dagli speziatissimi piatti cajun della Louisiana alla proverbiale "torta di nonna Papera" questo libro ci guida alla scoperta della vera cucina americana. Laurel Evans ha attraversato il suo paese coast-to-coast, ricavandone una rassegna esauriente e curiosa di ricette tradizionali. Tanto che, assicura, con i piatti degli Stati Uniti ha addirittura conquistato un marito italiano...

Beh, un'altra valida idea regalo per Natale. Anche per me, se non avete idea di cosa regalarmi, eh! Sorriso

Enjoy! Figo

P.S. Se siete interessati a questo libro vi consiglio anche la Fan Page su Facebook.

Posted by Lady Blackice at 9:18:33 Commenti [1]

Tiziano Terzani: un antiamericano che amava New York

Tiziano Terzani è stato un giornalista italiano, per anni vissuto negli States e in Cina, che ha visto in prima linea, in giro per il mondo, i principali eventi dello scorso secolo che hanno cambiato la storia: dal declino dell'Unione Sovietica, alla caduta di Saigon, fino ad arrivare all'ammodernamento, economico e culturale - per lui negativo - della grande Cina. Con i suoi scritti ha sempre lasciato trasparire, in maniera neanche troppo velata, un certo antiamericanismo alquanto spinto, che lo ha portato a contrapporsi categoricamente al colonialismo e al potere del corrotto occidente. I suoi libri, un po' come la sua vita, si sono conclusi con la stesura di “un altro giro di giostra”: ormai malato di cancro e consapevole che nessuna cura avrebbe potuto salvarlo dall'inevitabile fine che lo stava attendendo, men che mai le poco scientifiche pratiche orientali, da lui spesso elogiate, parte per New York, nell'inutile tentativo di trovare un ultimo e vacuo lume di speranza nella moderna scienza medica. Il viaggio fisico alla ricerca della salvezza si trasformerà presto in una riflessione interiore davvero emozionante.

«Avevo l'impressione che a goderci la bellezza di Manhattan eravamo davvero in pochi... Nella doppia luce di quell'ora la città stessa sembrava meditabonda, raccolta su di sé, concentrata sul suo essere, prima di diventare il campo di battaglia delle infinite guerre che ogni giorno si celebrano sulle scrivanie e nei letti dei suoi palazzi, ai tavoli dei suoi ristoranti, per le strade e nei suoi parchi: guerre di sopravvivenza, di potere, di avidità. New York mi piaceva moltissimo. Adoravo, quando ero in forze, attraversarla in lungo e in largo, a piedi, a volte per ore di seguito. Ma mi era anche impossibile in certi momenti non sentire il carico di lavoro, di dolore e sofferenza che ogni suo grattacielo rappresentava. Guardavo il Palazzo delle Nazioni Unite e pensavo a quante parole e quante menzogne, a quanto sperma e quante lacrime venivano versate nell'inutile tentativo di gestire una umanità che non può essere gestita, perché il solo principio che la domina è quello dell'ingordigia e perché ogni individuo, ogni famiglia, ogni villaggio o nazione pensa solo al suo e mai al nostro.»

Tiziano Terzani, un altro giro di giostra

[Foto from Ibs]

Posted by Mark at 1:28:29 Commenti [0]

I segreti di New York

Storie, luoghi e personaggi di una metropoli.

Il libro, pur avendo ormai qualche anno, rientra a pieno diritto in quelle letture, attuali, che fa sempre piacere rispolverare. Corrado Augias, noto giornalista e saggista italiano - per molto tempo vissuto a New York - spoglia completamente la città, mettendone sotto i riflettori gli aspetti che la contraddistinguono e la rendono unica. Attraverso un viaggio intrigante i lettori sono guidati tra le curiosità poco note, i quartieri, le strade e gli scintillanti grattacieli che, grazie alle capacità narrative dello scrittore, assumono una fisionomia insolita e anticonvenzionale. Nei quindici capitoli, Augias, riporta anche le storie e le curiosità dei tanti personaggi famosi, nati dall'ombra e divenuti potenti, un po' come lo stesso mito americano ci suggerisce. Non manca, poi, l'arte, la musica e la conoscenza di quello che, a pieno diritto, può essere definito il più grande palcoscenico multiculturale del mondo. Una città cosmopolita, insomma, che costruisce, distrugge e poi riassembla e che mai rimane statica e immobile, come i solitari e pacifici Stati del Sud. Tutto comincia il 21 Maggio 1885, quando la nave USS Flore lascia la Normandia per raggiungere gli Stati Uniti. Nella sua stiva ci sono trecento casse; tutte piene di pezzi che poi, assemblati a dovere, daranno vita al simbolo americano per eccellenza: la Statua della Libertà. Il mito della Grande Mela non era che all'inizio...

[Foto from webster]

Posted by Mark at 21:10:55 Commenti [2]

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