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Una passeggiata fra le torri

Man on Wire è il titolo di uno stupendo documentario sulla vita di Philippe Petit, un funambolo francese famoso in tutto il mondo. Petit, dopo aver solcato, sospeso su di un cavo, i cieli dei principali edifici del continente, nel 1974 realizza la sua impresa di maggior successo, quella che lo vede sfidare le Twin Towers. La storia della strabiliante carriera che lo caratterizza parte molti anni prima, quando, giovanissimo, in una sala d'aspetto di un dentista, legge, su di una rivista, la pubblicità della futura costruzione delle torri gemelle. L'idea che da lì a breve due enormi grattacieli sarebbero stati elevati nel promontorio di New York lo segna in maniera irrimediabile. Da quel giorno ha un solo pensiero fisso: unire le due torri con un lungo cavo d'acciaio per poi camminarci sopra, sospeso nel vuoto e senza nessuna protezione. La cosa si concretizzerà molti anni più tardi, e solo dopo lunghi ed estenuanti allenamenti. Mentre le torri sono ancora in costruzione, Petit, si reca ripetutamente a New York con l'intento di entrare al loro interno per studiarne la planimetria, la struttura e poter, quindi, trovare il modo migliore per stendere la fune (di nascosto, ovviamente). La cosa non è semplice, ma grazie al suo ingegno, e spacciandosi, via via, per progettista, giornalista, o politicante di turno, riuscirà ad intrufolarsi ovunque e senza ostacoli. Nel 1974, quando le torri sono ormai finite, il funambolo visionario muove il suo attacco finale. La notte del 7 Agosto, insieme ad alcuni collaboratori che si trovano nella torre Nord, raggiunge di nascosto l'ultimo piano della torre Sud, fissa la corda d'acciaio (che i suoi compagni provvedono ad unire dall'altra parte) e, alle prime luci dell'alba, dopo ore di ansiosa attesa e frenetici preparativi, la storica camminata sulla fune, a ben 150 metri da terra, ha inizio. Rimarrà sospeso per circa 45 minuti, con lo stupore generale della folla sottostante che, illuminata dai primi bagliori newyorkesi, si sta recando al lavoro. Petit, una volta sceso, verrà immediatamente arrestato, ma le autorità locali gli proporranno uno scambio curioso: la caduta di tutti i capi di accusa in cambio di uno spettacolo. Ovviamente accetterà. Molti anni dopo, quando nel 2001 le torri verranno abbattute, Petit dichiarerà che una parte di lui è morta per sempre. Una storia affascinante la sua, che merita di essere approfondita.

[Foto Flickr]

Posted by Mark at 20:29:14 Commenti [0]

Gangsta-tour, la nuova moda sbarca a Los Angeles

Eh si, pur di arrivare a fine mese non si sa più cosa inventarsi. Alfred Lomas, ex membro di una spietata gang americana, per sbarcare il lunario ha pensato bene di creare dei veri e propri tour nei sobborghi più pericolosi di Los Angeles, che consentono ai bravi turisti annoiati - ma anche un po' cretini - di visitare ciò che altrimenti potrebbero vedere solo al cinema. Queste escursioni metropolitane costano 65 dollari e i partecipanti, prima di incamminarsi nella singolare (per non dire ridicola) esperienza, dovranno firmare una liberatoria con lo scopo di evitare problemi legali agli organizzatori, in caso di rapina o sparatorie in corso. Lomas, per cercare di rendere il tutto più sicuro possibile, ha firmato una sorta di singolare amnistia fra le gangs, in modo tale che, quando passano i bus turistici, queste dovranno farsi passare il "prurito alle mani" e mettere a freno la latente voglia di derubare la gente. Ciò non garantisce nulla, certo, ma almeno cerca di arginare, nel limite del possbiile, situazioni che potrebbero rivelarsi veramente pericolose. Le autorità del posto sono perplesse e contrariate.

Ecco il link

Posted by Mark at 20:52:49 Commenti [0]

La nuova DeLorean sta per arrivare!

La mitica DeLorean DMC 12, l'auto resa celebre dal film Back To The Future, sta per tornare. Stephen Wynne, l'imprenditore texano proprietario della DeLorean Motor Co - casa automobilistica fallita negli anni ottanta - vuole riavviare la produzione di questa macchina, senza, cosa curiosa, sostanziali cambiamenti estetici. Solo l'elettronica subirà un'inevitabile miglioramento. L'auto sarà per un ottanta per cento costruita con pezzi originali (ancora conservati nel vecchio magazzino) e per un venti per cento con componenti totalmente nuovi. La costruzione avverrà nei pressi di Houston, in uno stabilimento di 3.700 mq. Il prezzo? Poco meno di 60 mila Dollari. I fans di Marty McFly ne saranno di certo entusiasti.

NB: l'auto della foto si riferisce al vecchio modello.

[Foto Wikipedia]

Posted by Mark at 20:11:19 Commenti [0]

Il bunker del Brooklyn Bridge

La notizia risale al 2006. Gli addetti alla manutenzione del Brooklyn Bridge, nel loro consueto giro di ispezione, hanno casualmente scoperto, in uno dei grossi piloni che sorreggono il ponte, un bunker risalente alla guerra fredda; periodo di forti tensioni tra USA e URSS. All'interno sono venuti alla luce generi alimentari di ogni tipo (tra cui quasi 400 mila confezioni di crackers) acqua, coperte e medicinali, quest'ultimi tutti scaduti negli anni sessanta. Il grosso pilone portante, secondo le Nazioni Unite, a quei tempi rappresentava la zona ideale per la costruzione del bunker antiatomico (uno dei tanti, per l'epoca). Il tutto, ovviamente, venne fatto in gran segreto. Infatti, nessuno - tolta qualche scartoffia poi rinvenuta nel pentagono e, ovviamente, le persone che materialmente hanno progettato e creato l'opera - sapeva nulla. Non c'è che dire, un ritrovamento alquanto interessante. Il mitico ponte, oltre ad avere un fascino incredibile, a quanto pare ha pure un sacco di aneddoti da raccontare. Quello sopra descritto, infatti, è solo uno fra i tanti.

Posted by Mark at 21:13:07 Commenti [0]

Robert Wadlow, il gigante buono.

Con i suoi 2.72 metri, l'americano Robert Wadlow, conosciuto anche come The Gentle Giant, è stato - ed è ancora oggi - l'uomo più alto della storia. A soli tredici anni misurava già 2.24 metri e in età adulta poteva vantare mani più lunghe di trenta centimetri, piedi di quarantasette (portava il 72 di scarpe) e un peso di 220 Chilogrammi. La crescita senza sosta iniziò dopo un'operazione all'ipofisi e quando morì - aveva ventitré anni - non si era ancora arrestata. La sua vita, piuttosto infelice, la trascorse facendo da testimonial per una azienda di scarpe, che lo mandava in giro per gli Stati Uniti, come una sorta di fenomeno da baraccone, a pubblicizzare i suoi prodotti. La ciclopica stazza, come è normale in questi casi, lo rendeva molto fragile e nascondeva dei problemi fisici non indifferenti, che col tempo, seppur indirettamente, lo hanno portato alla morte. Si è spento a causa di un infezione il 15 Luglio del 1940 ed è stato sepolto in una bara lunga 3.28 metri. Ad Alton, nell'Illinois, c'è una statua che lo ricorda.

[Foto from scrapetv]

Posted by Mark at 11:04:32 Commenti [0]

Il tunnel di Bering

L'idea di collegare la Russia agli Stati Uniti ha ormai più di un secolo. Gli evidenti limiti tecnologici di un tempo, uniti alle due guerre mondiali, hanno, però, sempre impedito l'avvio dei titanici lavori. Da qualche anno a questa parte, grazie anche al relativo clima di pace in cui viviamo, se non altro in occidente, il progetto faraonico, da tempo sopito, ha ripreso vigore, tanto che l'ipotesi di scavare un mega tunnel sotto lo stretto di Bering, oggi, non è più utopia. Se tutto filerà liscio e senza intoppi, il tunnel avrà una lunghezza di cento chilometri - quanto basta per fargli superare l'attuale record detenuto dall'Eurotunnel, che di chilometri ne misura trentadue - e per la sua realizzazione serviranno, come minimo, quindici anni di lavoro continuo. Il costo dell'opera sarà di circa dodici miliardi di dollari, cifra pazzesca ma che, si dice, verrà ripagata grazie agli scambi commerciali che si instaureranno tra i due paesi messi in comunicazione. Al suo interno troveranno posto una ferrovia, un'autostrada, una cablatura per le fibre ottiche, dei tubi per il trasporto di petrolio e metano e i cavi per l'energia elettrica. Le polemiche per il possibile impatto ambientale non mancano ma è abbastanza ovvio che, essendo, in quest'impresa, coinvolte le più grosse superpotenze del mondo (tra cui l'emergente Cina), i problemini a carattere ecosistemico, pochi o tanti che siano, passeranno, inevitabilmente, in secondo piano.

Curiosità:

In epoche molto più remote lo stretto di Bering, a causa delle rigide temperature, gelava di frequente. Fu grazie a questo passaggio naturale che i primi uomini provenienti dall'Asia, circa 20-25 mila anni fa, poterono raggiungere i futuri Stati Uniti.

La spedizione italiana Overland fallì il suo tentativo di arrivare negli Stati Uniti via terra, attraversando lo stretto di Bering. Per il passaggio, infatti, è stato necessario smontare completamente i grossi camion Iveco, prendere alcuni aerei, per poi rimontare il tutto una volta giunti dall'altra parte.

Posted by Mark at 21:59:20 Commenti [0]

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