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Mount Rushmore: la storia scolpita nella roccia

17.1.2006   - - - > Architecture Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

Spesso si dice che in America tutto è grande, enorme, esagerato. Forse l'affermazione è un tantino generica, ma provate a pensare alla scultura più imponente concepita dall'uomo, ad un monumento grande quanto una montagna, ai volti di quattro presidenti americani stagliati contro l'azzurro del cielo...

Mount RushmoreStiamo parlando di un monumento nazionale considerato la più grande attrazione ad accesso libero di tutti gli Stati Uniti: Mount Rushmore, situato 23 miglia a sud-ovest di Rapid City, nella catena delle Black Hills, in South Dakota. Sicuramente l'avrete visto in centinaia di riviste, libri e film perché è un importante meta turistica e costituisce il simbolo dei primi 150 anni della storia americana. Questa epica scultura immortala, infatti, i volti di George Washington (1789-97), Thomas Jefferson (1801-1809), Abraham Lincoln (1861-1865) e Theodore Roosevelt (1901-1909), scelti rispettivamente come simboli della nascita, della crescita, della conservazione e dello sviluppo degli Stati Uniti.

Le dimensioni sono impressionanti: Mount Rushmore è alto 500 piedi, largo 400 e si trova 5000 piedi sopra il livello del mare; le facce dei presidenti sono alte 60 piedi, un occhio è largo 11; il naso di Washington è lungo 20, la bocca è larga 18; l'altitudine è di 7242 piedi!

La montagna deve il suo nome a Charles E. Rushmore, un avvocato di New York che nel 1885 stava conducendo uno studio sull'estrazione mineraria nelle Black Hills. Sembra che Rushmore chiese quale fosse il nome di quella spettacolare montagna e, visto che non ne aveva uno, gli diedero il suo. Anni dopo Rushmore stesso sovvenzionò la scultura con $5000 dollari, la cifra più alta stanziata da un privato.

Il primo ad avere l'idea di un'imponente monumento commemorativo scolpito nella pietra di una montagna fu, nel 1923, Doane Robinson, sovrintendente della "State Historical Society". Inizialmente la sua bizzarra idea, il cui scopo primario era quello di incrementare il turismo in South Dakota, non riscosse molto credito, ma dopo molte ricerche riuscì a catturare l'attenzione del senatore Peter Norbeck, il quale lo incoraggiò a cercare uno scultore in grado di realizzare tale progetto. Nel 1924 Robinson propose il progetto a Gutzon Borglum, già impegnato nella creazione di un monumento dello stesso genere sulla Stone Mountain, in Georgia. Quel progetto si era arenato per vari motivi e Borglum, stanco della mancanza di progressi, fu ben felice di ascoltare Robinson.

Mount RushmoreDall'incontro con Robinson e Norbeck, nel settembre 1924, emerse che Borglum non condivideva l'idea di scolpire le figure di eroi che avevano fatto la storia del West. Egli spiegò che il capolavoro al quale avrebbe dedicato il resto della sua vita non poteva immortalare eroi regionali, ma richiedeva un soggetto nazionale di eterna rilevanza storica. Scegliendo le carismatiche figure presidenziali di Washington, Jefferson, Lincoln e Roosevelt avrebbe creato un ricordo eterno dei primi passi di una nazione votata alla democrazia e al perseguimento della libertà individuale.

Stabilito il soggetto, Borglum si mise alla ricerca di un gruppo di rocce abbastanza massiccio da supportare la gigantesca scultura. Quando scalò Harney Peak, a 7242 piedi d'altezza, e notò che altre settanta cime in questo panorama superavano i 7000 piedi, capì che era proprio quello il posto di cui aveva bisogno.

A quel punto doveva liberarsi del lavoro in Georgia, ma la cosa fu meno semplice del previsto... Nel febbraio del 1925 l'associazione che si occupava del progetto lo licenziò esprimendo l'intenzione di ingaggiare un altro artista per completare la scultura secondo i suoi modelli e le sue illustrazioni. Lo scultore, indignato, ordinò la distruzione dei suoi modelli in studio, poi, precipitatosi sulla montagna, lasciò rotolare giù le parti già realizzate della scultura. Seguì un furioso inseguimento da parte della polizia della Georgia che aveva ottenuto un mandato d'arresto per Borglum, il quale in qualche modo riuscì a raggiungere il North Carolina e infine, in agosto, il South Dakota per concentrarsi sul nuovo progetto nelle Black Hills.

A questo punto Borglum doveva segnare con esattezza il luogo della sua epica scultura, che individuò nel Mount Rushmore, una superficie di solido granito che sembrava avere massa sufficiente per sostenere la scultura e che offriva eccellenti possibilità, avendo un'esposizione a sud-est che gli garantiva la luce solare diretta per la maggior parte del giorno.

La strada non era priva di insidie: gli ambientalisti pensavano che la scultura avrebbe deturpato il fianco della montagna e molti si chiedevano come si poteva sperare di migliorare l'opera di Dio. Per giunta non c'era nemmeno una strada che portasse alla montagna che Borglum aveva progettato di intagliare, così neanche i residenti del luogo gli diedero molto credito. Nel 1926 buona parte di essi si era già dimenticata dell'intera faccenda.

Nella primavera di 1927 il presidente Calvin Coolidge progetto di passare tre settimane nelle Black Hills durante le vacanza estive. Il 15 giugno 1927 fu accolto calorosamente dai 10.000 abitanti del South Dakota. Il presidente si adattò ben presto allo stile di vita del luogo e al clima godibile, tanto da trasformare la breve vacanza in un soggiorno di tre mesi. Questo prolungamento concesse a Borglum e Norbeck abbastanza tempo per convincere Coolidge a partecipare alla dedica formale del Mount Rushmore. Il 10 agosto 1927 il presidente raggiunse a cavallo la montagna con il suo entourage e in un discorso intenso e appassionato fu il primo a riferirsi al Mount Rushmore come "monumento nazionale". Inoltre assicurò il sostegno federale al progetto. Durante la cerimonia Borglum incise simbolicamente sei fori per segnare l'inizio di scultura. Il progetto abbracciò i 14 anni restanti della sua vita e lasciò ai posteri un monumento unico, dedicato non solo a quattro grandi uomini ma soprattutto agli ideali americani.

Mount RushmoreI lavori ebbero una durata effettiva di sei anni e mezzo, tra il 1927 e il 1941, con diverse interruzioni, e impiegarono quasi 400 minatori locali. Inizialmente per loro si trattava di un lavoro come un altro, ma non appena i quattro volti cominciarono ad emergere dalla roccia essi cominciarono a sentirsi parte del grande sogno di Borglum e a sentirsi orgogliosi di contribuire alla creazione di un tesoro nazionale.

Fra gli operai i più esperti erano quelli che usavano la dinamite per far saltare la roccia dalla montagna. Grazie alle tecniche sviluppate a Stone Mountain e all'abilità che la sua squadra aveva acquisito nelle miniere, Borglum usò la dinamite in un modo innovativo per rimuovere grandi quantità di roccia velocemente e a basso costo. Sembra incredibile, ma il 90% delle 450 tonnellate di granito rimosse dalla montagna sono state fatte saltare con la dinamite.

Borglum creò il modello della scultura (oggi visibile nello studio dello scultore) in una scala 1:12, in modo che un pollice sul modello rappresentasse un piede sulla montagna. Per trasferire le misure dal modello alla montagna selezionarono su entrambi il punto in cui dovevano posizionare l'estremità superiore della testa. In quel punto montarono orizzontalmente sul modello un goniometro, al centro del quale posizionarono un cardine con attaccata un asta di metallo che si estendeva per tutto l'arco di misura. Un apparato simile, di dimensioni 12 volte maggiori, fu posizionato sulla montagna. Mettendo un filo a piombo all'estremità dell'asta del modello era abbastanza semplice determinare la distanza orizzontale in pollici da qualsiasi punto dell'asta al più vicino punto del modello. Con l'apparato di misura più grande, sostituendo i piedi ai pollici, gli operai potevano determinare velocemente la quantità di roccia che doveva essere rimossa. In questo modo il ritratto venne abbozzato abbastanza velocemente. I ritocchi per i dettagli vennero effettuati successivamente con martelli pneumatici, scalpelli e martelli, fino a lasciare la superficie perfettamente liscia.

Nel 1938, quando il progetto si stava avvicinando alla conclusione, Borglum cominciò a intagliare una volta gigante nella parete del canyon direttamente dietro Mount Rushmore. In questo grande spazio progettava di conservare documenti e annotazioni riguardo il monumento, la civiltà del West, la storia dell'America e riflessioni sulla libertà. Ma a causa della sua morte e dell'entrata del paese nella II Guerra Mondiale la "Hall of Records" non venne completata. Il progetto di Mount Rushmore andò avanti con il figlio di Borglum, Lincoln, che spese altri sette mesi dopo la morte del padre per rifinire il monumento fino a portarlo allo stato attuale. La "Hall of Records", invece, è stata completata solo pochi anni fa, nel 1998, secondo il volere dello scultore. All'entrata campeggia un'iscrizione con le parole di Borglum tratte da un discorso del 1930:

Let us place there, carved high, as close to heaven as we can, the words of our leaders, their faces, to show posterity what manner of men they were. Then breather a prayer that these records will endure until wind and rain alone shall wear them away.

Recentemente, dopo 10 anni di lavori di risanamento, sono stati costruiti nuovi servizi per i visitatori. Tra questi c'è il nuovo "Visitor Center", il "Lincoln Borglum Museum" e il "Presidential Trail", un sentiero da percorrere a piedi che assicura una vista mozzafiato, e molto ravvicinata, della scultura.

Il mantenimento del monumento è la sfida più ardua perché occorre scalare la montagna per rimuovere i muschi e per pulirlo. L'estate scorsa una ditta di pulizia tedesca si è offerta di rifare gratuitamente, per la prima volta, il make-up ai presidenti. Le operazioni di pulizia, durate un paio di mesi, sono state effettuate senza alcun prodotto chimico, per non danneggiare il monumento, e gli operai si sono serviti di attrezzature da alpinisti. La ditta a assicurato che con questo trattamento non ci sarà bisogno di nuove pulizie per il prossimi 50 anni... Vedremo!

Una curiosità: per celebrare la storia anche dal punto di vista dei nativi americani è via di costruzione nella Thunderhead Mountain, sempre nel South Dakota, un'altra scultura simile e ancora più grande: il "Crazy Horse Memorial", dedicato a Cavallo Pazzo, capo dei Sioux nella battaglia di Little Bighorn (1876).

Nell'attesa di ammirare anche Cavallo Pazzo, godiamoci questo eterno monumento ai grandi ed immortali ideali che hanno fatto la storia e la fortuna dell'America... Until wind and rain alone shall wear them away!

[ Articolo suggerito da Kalamity ]
[ Fonte principale: AmericanParkNetwork ]
[ Foto scaricate da Stock Xchng ]

Written by Lady Blackice at 19:48:35 Commenti [2] Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook