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Il fascino retr˛ del Brooklyn Bridge

18.9.2010   - - - > Architecture Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook

Ponte di BrooklynJohn Augustus Roebling fece davvero un bel lavoro quando, nel tardo Ottocento, progett˛ l'affascinante ponte di Brooklyn. Dopo oltre centoventi anni di intemperie, guerre e fatti storici che hanno cambiato il mondo, il Brooklyn Bridge, assorto nella sua maestositÓ, svolge ancora egregiamente il vecchio compito per cui Ŕ stato creato: quello di collegare, scavalcando l'East River, Brooklyn all'isola di Manhattan. La bellezza che lo contraddistingue va di pari passo con l'assoluta perfezione tecnica che ne Ŕ alla base. Considerato che Ŕ il ponte sospeso pi¨ vecchio della storia si capisce benissimo che all'epoca, la progettazione, a colpi di matita e righello, non doveva essere affatto semplice, neanche per un genio come Roebling che in fatto di ponti non era certo a digiuno. La struttura in acciaio, rivestita di mattoni scuri, lo rende piacevolmente retr˛, contrapponendosi alla vivacitÓ del Golden Gate Bridge di San Francisco. Due mastodontici piloni in granito, alti 89 metri e caratterizzati da una doppia arcata neogotica, lo mantengono sospeso ad un'altezza di circa 40 metri a livello del fiume. Nell'estremitÓ superiore, dai grossi piloni portanti, partono quattro cavi d'acciaio dal diametro di 28 centimetri e caratterizzati da 5700 fili ciascuno. Cifre grosse, imponenti, ma doverose per sostenere una mega struttura altrettanto colossale. La storia, per certi versi complicata, ha un fascino tutto singolare che parte da lontano.

John Augustus Roebling e la costruzione del ponte
Ponte di BrooklynIl Brooklin Bridge ha ufficialmente aperto i battenti il 24 Maggio 1883 e la sua costruzione Ŕ iniziata solo tredici anni prima, nel 1870. John Augustus Roebling era un progettista di origine tedesca, arrivato negli Stati Uniti nel 1831 in cerca di fortuna. Nacque nella tranquilla cittadina di Mublhausen e dopo aver frequentato il politecnico di Berlino, e intrapreso qualche lavoro temporaneo, partý alla volta dell'America del Nord, prassi comune all'epoca.

La realizzazione del ponte fu possibile grazie ai suoi studi sui cavi metallici applicati ai ponti sospesi. Con gli anni, infatti, Roebling riuscý a mettere a punto un interessante sistema che aveva la caratteristica di sfruttare la resistenza di un grosso cavo da applicare a tutta la lunghezza di un ponte, in grado, quindi, di sopportarne sia l'enorme peso e sia le forze gravanti su di esso. Dopo aver egregiamente sperimentato i suoi principi con due ponti pi¨ piccoli, il Roebling's Delaware Aqueduct in Pennsylvania e il John A.Roebling Suspension Bridge nell'Ohio, pens˛ bene, nel 1841, di brevettare l'ingegnoso metodo. Soltanto pi¨ tardi, grazie ad anni di esperienze accumulate e dimostrazioni in giro per gli Stati Uniti, la validitÓ delle sue teorie venne confermata e universalmente riconosciuta dai costruttori del tempo. Roebling aveva fatto proprio una bella cosa, ma quella che stava per partire da lý a poco sarebbe addirittura passata alla storia.

Il Brooklyn Bridge, infatti, non era un semplice ponticello di periferia, ma un enorme costruzione di 1825 metri che all'epoca non aveva rivali. Una sfida epocale contro la natura nei confronti della quale Roebling sapeva giÓ di uscire vincitore. Il primo "mattone" venne ufficialmente posato il 3 Gennaio 1870. L'ingente opera richiese il lavoro simultaneo di circa seicento uomini per un costo totale di quasi 16 milioni di dollari: una somma enorme per l'epoca.

Durante i lavori ventisette operai persero la vita, quasi sempre per embolia polmonare dovuta ai doverosi tentativi di immergersi nelle camere di scavo piene d'acqua. Anche John Roebling rimase vittima di un incidente. Mentre stava lavorando nel cantiere, ai margini di un porticciolo, uno dei suoi piedi venne letteralmente schiacciato da un traghetto che stava ormeggiando da quelle parti. Dopo l'inevitabile amputazione, e a causa della sua volontÓ di non usare nessun tipo di medicinale, le infezioni lo fecero morire di tetano nel giro di pochi giorni. Era il 1869. Il giovane progettista non vide mai la creatura da lui tanto desiderata, anche se nella sua mente il Brooklyn Bridge era finito e funzionale giÓ da un bel pezzo. A portare avanti i lavori ci pens˛ il figlio Washington, il quale, a sua volta, fu vittima di un altro incidente, per fortuna senza grosse complicazioni.

Una sfida travagliata quella del Brooklyn Bridge ma che, alla fine dei conti, ha saputo riscattarsi debitamente, trasformando i sogni e le ambizioni di un emigrante tedesco in un lavoro tecnicamente perfetto.

Misure e dati tecnici
Ponte di BrooklynLa lunghezza totale del ponte Ŕ di 1825 metri per 25 di larghezza. L'altezza massima, invece, raggiunge gli 84 metri. Le automobili hanno a disposizione sei corsie, tre per ogni senso di marcia, mentre nella zona centrale un'unica pista ciclabile, lungo la quale si possono trovare numerose panchine e punti di osservazione di grande fascino, Ŕ riservata sia ai pedoni che ai ciclisti. Il ponte, infine, Ŕ anche attraversato da una linea della metropolitana.

Nel corso degli anni, proprio per via del traffico che, inesorabilmente, aumentava in maniera esponenziale, sono state effettuate molte modifiche, senza, per˛, alterarne il fascino originario. Ogni giorno sono quasi 130 mila i veicoli che sfrecciano avanti e indietro lungo il Brooklyn Bridge e oggi sarebbe impensabile parlare di New York senza questo affascinante e avveniristico pezzo di storia americana.

Cosa sarebbe la Grande Mela senza il suo ponte? Non Ŕ difficile immaginarlo. ╚ un po' quello che Ŕ successo con la caduta delle Twin Towers, seppur costruite in epoche recenti, o quello che succederebbe se, improvvisamente, crollasse la statua della libertÓ. New York, cambiando irrimediabilmente il suo Skyline, perderebbe l'identitÓ che la contraddistingue. Senza i capisaldi che ne caratterizzano il promontorio e la rendono unica, autoctona, non sarebbe pi¨ la stessa e non apparirebbe come la storia del cinema ce l'ha fatta ammirare, ed amare, nel corso degli anni.

CuriositÓ

  • La prima traversata del ponte fu effettuata nel 1876 da un operaio di nome E. F. Farrington, per mezzo di una teleferica spinta da un motore a vapore. Il tragitto richiese poco pi¨ di venti minuti per essere effettuato. Il Brooklyn Bridge non era ancora aperto al pubblico.
  • Fra i tantissimi libri che ripercorrono la storia del Brooklyn Bridge va sicuramente menzionato The Great Bridge, di David McCullough, scritto nel 1978. Sul fronte video, invece, Ŕ da citare Brooklyn Bridge, un documentario realizzato da Ken Burns nel 1981.
  • Il primo uomo a gettarsi dal ponte, non nel tentativo di suicidarsi, ma, evidentemente, per finire nelle prime pagine dei giornali locali, Ŕ stato Robert E. Odlum il 19 Maggio 1885. Morý qualche giorno dopo a causa di un'emorragia interna.
  • Nel 2006, in uno dei grossi piloni del ponte, venne rinvenuto un bunker risalente alla guerra fredda, ancora pieno di cibo e materiali di prima necessitÓ che sarebbero serviti in caso di attacco nucleare. La scoperta Ŕ stata fatta casualmente da alcuni addetti alla manutenzione.
  • Entro il 2010 dovrebbero partire - ma considerato che siamo in Settembre Ŕ probabile che siano giÓ iniziati - alcuni lavori di restauro, sia strutturali ed estetici che, fra le altre cose, hanno in programma la completa riverniciatura di tutta la struttura. Il costo totale dell'opera supererÓ i 500 milioni di dollari. I lavori, come ha assicurato il sindaco della cittÓ "saranno effettuati principalmente nelle ore notturne, e non in quelle di punta, in modo tale da limitare al massimo i problemi legati al traffico".
  • Il Brooklyn Bridge, al pari del Golden Gate, Ŕ tristemente famoso per i tanti suicidi che lo hanno interessato nel corso degli anni. Anche in questo caso le autoritÓ non sono riuscite a risolvere definitivamente il problema.

[ Foto from Flickr, Alcuni Diritti Riservati: I by Nicola since 1972 (Licenza), II by j_bary (Licenza), III by rudynorff (Licenza) ]

Written by Mark at 9:45:54 Commenti [1] Condividi su Delicious Condividi su Twitter Condividi su Facebook