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Topic: APP Book Club - II Edition - America Perduta (Letto 11220 volte)
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Lady Blackice
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Eccoci pronti per la seconda edizione dell'APP Book Club, (idea nata nel topic APP Book Club - Leggiamolo insieme). Dopo l'esperimento dell'anno scorso, con "Un italiano in America" di Beppe Severgnini, quest'anno abbiamo deciso di riprovarci. Qui sotto c'è un breve riepilogo della situazione...
| Libro: | America Perduta - In viaggio attraverso gli Usa di Bill Bryson | | Descrizione: | La storia di un viaggio nell'altra America, quella delle piccole città in cuila vita è rimasta ferma agli anni Cinquanta, il racconto dolce e amaro di un americano che, dopo aver vissuto dieci anni in Inghilterra, ha voluto realizzare un viaggio di scoperta, tornando nei luoghi magici della sua fanciullezza. Bryson è tornato a casa, con la vecchia Chevrolet della madre ha copertoun percorso di 22.500 chilometri, attraverso 38 stati, viaggiando quasi sempresu strade secondarie, da una cittadina all'altra. Ha così visto quasi tuttociò che aveva previsto e moltissimo di ciò che non aveva programmato. [ aNobii ] | | Inizio: | 15 Febbraio 2010 | | Tempo: | Due capitoli a settimana (20-30 pagine). | | Partecipanti: | Lady Blackice, Sam, dany, GloriaB. |
L'idea di base è di ritrovarsi a commentare in questo topic quanto abbiamo letto nel libro.
La settimana è intesa come tempo massimo, potete scrivere qui non appena avete terminato la lettura della settimana.
L'importante è non andare troppo avanti commentando ciò che gli altri non hanno ancora cominciato a leggere.
That's all!
Buona lettura! 
P.S. Se qualcun altro si volesse aggiungere all'iniziativa, è ancora in tempo...
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dany
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Pronta a cominciare!! Scusa Lady quando ci "ritroviamo" per commentare? Il prossimo lunedì allora? Non ho capito bene perdonami!
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Lady Blackice
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Tranquilla dany, mi spiego meglio! 
Da domani si può cominciare a leggere la parte di questa settimana, il tempo disponibile è previsto sia per leggere che per commentare:
- Dal 15 al 21 si leggono e commentano i capitoli
I e II 1 e 2 - Dal 22 al 28 si leggono e commentano i capitoli I
II e IV 3 e 4
Ti faccio un esempio: tu domani cominci a leggere, se mercoledì (o anche prima) hai finito tutto, puoi subito venire qui a commentare. 
L'altra volta avevamo fatto in questo modo, ma sono disponibile a cambiare modalità se vi viene qualche idea per organizzarci in un modo migliore. 
Inoltre, se vediamo che il tempo a disposizione non è sufficiente o è troppo, possiamo tranquillamente cambiare la frequenza, come avevamo detto.
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dany
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ok perfetto Lady va benissimo ti ringrazio!!!
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Lady Blackice
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Ah, scusate, mi sono resa conto cominciando a leggere che il capitolo 1 è diviso nella parti I e II.
Quando ho detto che avremmo letto i primi due capitoli intendevo anche il 2 vero e proprio, fino a pagina 30 per capirci.
L'ho corretto anche nel post precedente per evitare confusione... Non vorrei che leggessimo parti diverse!
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Lady Blackice
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Eccomi qua, scusate il ritardo... Ma non state commentando perché aspettate me o perchè non vi è piaciuto?  Comunque, parto io...
Intanto vi posto quella mappetta carina carina che apre il libro e che segna tutto il percorso dell'autore a zonzo per gli States (la qualità è pessima, sorry!).
In questi primi due capitoli si delinea la tematica principale che verrà mantenuta in tutto il libro. Da una parte la crescente insofferenza provata da ragazzo per un ambiente chiuso e poco stimolante (La prontezza è annebbiata da una semplice e profonda fede in Dio, nella terra e negli uomini.) e il crescente amore per l'Europa (che mi ha ricordato un po' noi, a ruoli invertiti)...
Da quel momento incominciai a desiderate di essere un ragazzo europeo. Avrei voluto vivere in un appartamento che si affacciava su un parco nel cuore di una metropoli, e vedere dalla mia stanza una miriade di colline e tetti. Avrei voluto prendere il tram e capire altre lingue. Avrei voluto che i miei amici si chiamassero Werner e Marco, che portassero pantaloni corti, giocassero a calcio per strada e avessero giocattoli di legno. Darei tutto l'oro del mondo per capire il perché. Avrei voluto che mia madre mi mandasse fuori a comprare filoni di pane in un negozio con un pretzel di legno sulla porta a mo' di insegna. Avrei voluto uscire dalla porta di casa ed essere da qualche altra parte. Dall'altra parte, dopo anni trascorsi proprio in Europa, in una grigia Inghilterra che gli ha dato l'impressione di "vivere dentro un contenitore Tupperware" (cit.), arriva la nostalgia.
Volevo viaggiare. Volevo vedere l'America. Volevo tornare a casa. La nostalgia per i luoghi, le persone, i colori, gli odori che, ingenuamente, si aspetta di trovare ancora al loro posto...
E adesso, che sono tornato, mi sono ritrovato in un paese straniero, pieno di maniaci omicidi, di squadre sportive nelle città sbagliate (gli Indianapolis Colts, i Toronto Blue Iays?) e un vecchio scimunito imbellettato come Presidente.
Ci sono tre cose che non ti riusciranno mai nella vita: vincere in tribunale contro la compagnia dei telefoni, farti ascoltare da un cameriere che vuole ignorarti, ritrovare ì luoghi così come erano nella tua gioventù. Mi piace il dualismo di questi primi due capitoli, mi piace perché introduce perfettamente i sentimenti contrastanti dell'autore e le sue perplessità verso un'America cambiata (perduta dice lui, esagerando) che ci accompagneranno per tutto il libro.
Non fatevi fregare dal sarcasmo e dallo stile asciutto di Bryson. Non cadete nel tranello pensando che odi il suo paese. Il suo amore per l'America, per l'Iowa, va letto fra le righe. La parte che ho apprezzato di più è stata questa:
L'Iowa era un'esplosione di colori e di luce: ai lati della strada, fienili di un brillante rosso cardinale; il cielo di un intenso blu elettrico; i campi, a vista d'occhio, di un denso senape e verde. Screziature di mica luccicavano sull'asfalto, divorato dai miei pneumatici. In lontananza, sparsi, silos giganteschi, cattedrali del Midwest, le navi delle praterie, attiravano i raggi del sole e li rifrangevano in un accecante sfavillio. A voi la parola! 
P.S. Non sopporto il fatto che nella versione italiana abbiano tradotto (in maniera spesso assurda) anche i nomi delle varie località. Lo trovo veramente fastidioso. Per fortuna hanno lasciato gli originali nelle note...
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dany
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Ciao ragazzi,ciao Lady io purtroppo ho finito solo stamattina di leggere anche il secondo capitolo...scusate!!!  Allora, per quanto mi riguarda mi ha colpito il modo un pò duro e crudo con il quale descrive la cittadina in cui è nato e della quasi rassegnazione da parte dei suoi concittadini di dover rimanere a vivere lì...tranne lui ovviamente. Poi ho provato quasi un pò di tenerezza,se così si può dire,quando racconta del suo amico Stan che va a vivere da suo cugino e quando poi lo porta a divertirsi un pò nella capitale(andarono prima in un bowling scalcinato in un drug-store...)il cugino al ritorno disse:"Per Dio Stan,grazie è stata la più bella serata della mia vita ed era vero!"Poverino..mi colpisce il fatto che era felice con ben poco e che quindi davvero solitamente non si faceva nulla in quei posti durante le giornate... Poi ancora, anche a me ha colpito quando dice che avrebbe desiderato essere un ragazzo europeo...hai ragione è proprio il contrario di quello che vorremmo essere noi a volte  Anche io ho trovato un pò di contraddizione nel suo pensiero per esempio riguardo anche gli abitanti dell'Iowa,prima gliene dice di tutti i colori,però poi in parte vieni fuori l'orgoglio di essere loro "compaesano"quando dice che nell'Iowa c'è la più alta percentuale di alfabetizzazione rispetto ad altri paesi. Mi è piaciuta anche la descrizione del padre e dei viaggi che facevano insieme,delle lamentele continue,ma in fondo c'era da capirlo...però anche della soddisfazione finale quando si arrivava alla meta. Nonostante tutto decide di ritornare dopo anni ma tutto quello che aveva lasciato purtroppo non c'era più,ho sentito un pò di tristezza e nostalgia nelle sue parole,soprattutto quando parla dei suoi nonni e della loro casa che purtroppo appunto non c'è più("Il fienile non c'era più.Rimasi stralunato.Quale pazzo aveva abbattuto il mio fienile?e la casa?una rovina" e poi "ero impietrito.E' difficile riuscire a descrivere il senso di smarrimento.metà dei miei ricordi erano in quella casa".) Sai un pò lo capisco,perchè quando viene a mancare qualcuno a cui sei legato e magari ritorni in quel luogo dove hai passato bei momenti della tua gioventù con quella persona ti senti triste..il tempo che passa e le cose che purtroppo non torneranno... Scusa per questo attimo di tristezza...  A parte questo, è vero,sembra proprio che Bryson odi il suo paese, ma vedremo come andrà a finire e cosa ci riserveranno gli altri capitoli!!!  P.S Troppo lungo il mio commento,scusate!!!
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Lady Blackice
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No, figurati dany, non ci sono limiti di lunghezza, puoi scrivere tutto quello che vuoi! 
Concordo sul fatto che rincorrere dei ricordi d'infanzia e non ritrovarli al loro posto sia triste. Il sarcasmo che usa per descrivere la SUA America io l'ho inteso come una maschera, in questo senso, solo che in alcuni punti, come quello in cui non ritrova il fienile dei nonni, che giustamente hai citato, la maschera cade e la tristezza si vede tutta...
P.S. Se pensate sia più agevole leggere un capitolo a settimana ditelo tranquillamente eh!
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Sam
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Io sto avendo qualche problema di tempistica in queste settimane... e non ho ancora finito di leggere il secondo capitolo. 
Spero di riuscire entro lunedì, così commento prima che voi commentiate gli altri due capitoli. Ma non è "colpa" della lunghezza dei capitoli: è che sono in un periodo di "transizione post-laurea" - diciamo! - e non sono ancora ben organizzato. Mal che vada, salto il commento di questi due primi capitoli e mi riaggancio con i prossimi!
Scusate!
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Lady Blackice
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Capisco, capisco...  Volendo possiamo leggere solo il terzo capitolo questa settimana, così evitiamo che tu rimanga indietro. Facci sapere!
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dany
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Ciao ragazzi,allora io ho letto solamente il terzo finora  giusto???potrei iniziare a commentare se per voi va bene!!! all'inizio quando parla a proposito del giornale che acquista,non mi è piaciuto molto quando dice:"Una volta lessi che occorrono 75.000 alberi per l'edizione domenicale-e vivaddio non se ne deve rimpiagere neppure una foglia.E se i nostri nipoti non avranno più ossigeno?Vadano al diavolo!" sinceramente non so se questa cosa l'abbia letta veramente o se se la sia inventata lui,sta di fatto che non mi è piaciuta,magari sembrerò esagerata ma per una fissata come me con la natura e l'ambiente...  Ho trovato divertente invece quando parla dell'ordinazione fatta tramite uno di questi cataloghi e di quello che avrebbe avuto in mente di fare:" Se, ripeto,dirigessi una di questa società,spedirei ai clienti una scatola vuota con un biglietto: Abbiamo ritenuto opportuno non inviarvi l'articolo da voi richiesto,non funzionerebbe mai a dovere,e voi ne rimarreste delusi.uomo avvisato mezzo salvato". Poi un 'altra descrizione divertente e allo stesso tempo sempre abbastanza sarcastica è quella in cui descrive le strade panoramiche dell'Iowa dicendo che sono come le spiagge del Polo Nord e le paragona prima a un intero pomeriggio in una stanza chiusa e buia e dopo alla costiera amalfitana...poi ho trovato sempre divertente il momento in cui arriva nella cosiddetta Tedio-city e va in albergo a prendere una stanza per una notte e mi è piaciuto un sacco quando la donna gli dice il prezzo della camera e lui risponde che la stanza non voleve mica comprarla... .ride.date le condizioni pessime del motel.  un bacio a tutti!!!
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Lady Blackice
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Ciao dany!  In realtà ancora non so cosa ha deciso di fare Sam, quindi nel frattempo ero andata avanti anche a leggere un pezzo del quarto, ma visto che è anche lunghetto sono d'accordo nel rimandarlo alla settimana prossima.
Concordo sulla storia del New York Times, ma non c'è niente di vero, credo sia una di quella battute più o meno (in questo caso meno) riuscite con cui infarcisce il libro, per mascherare critiche. Penso che volesse proprio sottolineare lo spreco di carta per stampare cose inutili come il catalogo Mai-Più-Senza. A proposito di quello, mi ha fatto pensare alle mia rubrica USA Gadgets, quanto sono messa male?  Mi è piaciuta la riflessione sull'idea, spesso irreale, che si fanno gli stranieri su di un paese leggendo i giornali...
Se per esempio un bulgaro mi chiedesse com'è la vita americana, gli direi, senza ombra di dubbio, di consultare le pagine degli annunci economici del New York Times. Esse lasciano intravedere, agli occhi ingenui e sognanti di uno straniero, una vita opulenta e variegata. Mi sa che metterebbe anche noi in quella categoria! 
Per il resto, trovo molto divertenti le scenette sulle sue disavventure in macchina, con i cartelli stradali etc, e mi piace il parallelo che spesso fa ripensando alle sue vacanze da bambino e, in particolare, al padre.
Divertente la descrizione del motel e il buco nel materasso, eccessiva la descrizione della povera cameriera.
La prossima settimana solo il quarto allora!
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Sam
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Grazie per il pensiero. 
Io sto ancora in alto mare: appena riesco a tornare al vostro pari, mi riaggancio a voi!
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Lady Blackice
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Eccomi a commentare il quarto capitolo, ma prima...
Buon Compleanno dany!!  Tornando al nostro caro Bryson... Io un giretto nella Hannibal di Mark Twain ce lo farei volentieri. Al contrario dell'autore, apprezzo molto il modo in cui in USA riescono a rendere "turistico" un qualsiasi luogo dove è avvenuto un qualche evento più o meno degno di nota, costruendoci intorno musei, attività etc. Questo fatto di saper valorizzare anche le piccole cose è uno degli aspetti che mi ha colpito di più dell'America, perchè mi è venuto naturale fare il confronto con l'Italia e le tante opere e luoghi storici che trascuriamo solo perchè ne abbiamo troppi... Insomma, che male c'è, per una piccola cittadina, a sfruttare il fatto che un famosissimo scrittore sia vissuto lì?
Poi ho trovato esilarante la sua descrizione di Amalgama-city, la città perfetta...
Era inconcepibile che in una paese dove prosperava un ideale così profondamente radicato e una fantasia così sfrenata per le piccole cose, non ci fosse, in un punto imprecisato, la città ideale - luogo di lavoro e di pace, senza mastodontici centri commerciali e oceanici parcheggi, senza industrie e chiese drive-in, senza Kwik-Krap e Jiffi-Shit e senza l'obbrobrio del consumismo sfrenato. Anche più avanti nel capitolo va alla ricerca di piazze e viottoli in cui camminare a piedi... Viene da chiedersi, dopo essersi trasferito in Europa ed averci vissuto per anni, perché vada alla ricerca della cittadina tipica europea nella sua America, in genere tanto amata da noi europei proprio per essere così diversa. Ma ci tornerà più volte su Amalgama-city, quindi avremo modo di approfondire questa evidente contraddizione.
Mi è piaciuta la sua riflessione sull'eventuale reazione del figlio, qualora dovesse affrontare un viaggio tipo quelli che gli propinava in padre da piccolo...
Meditai un po' chiedendomi se era peggio una vita noiosa a tal punto da rimanere affascinato da un nonnulla oppure una vita così piena di stimoli che tutto viene a noia. Direi che il fatto che dopo tanti anni vada a ricercare proprio quei luoghi dove il padre lo portava da bambino la dice lunga su questo aspetto.
P.S. I capitoli 5 e 6 sono molto brevi, penso che possiamo leggerli entrambi per la prossima settimana.
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dany
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Ciao Lady scusami se commento solo ora... intanto ti ringrazio tantissimo per gli auguri,grazie mille davvero!!!  Per quanto riguarda invece il quarto capitolo, direi che già fin dall'inizio si evince nuovamente la delusione di non aver ritrovato quello che aveva visto e vissuto da bambino e che in qualche modo si aspettava,in particolar modo quando parla del Mississippi..mi ha fatto sorridere quando parla dei contadini di Des Moines e delle loro storie,soprattutto quando dice che sono insensibili al dolore...("Jones, tenendo in mano l'arto tranciato,ha detto al medico:"Mi sembra di essermi tagliato via il braccio,doc"). Anche a me è piaciuto il pezzo in cui parla di Hannibal e della casa di Mark Twain e sono d'accordo con te quando dici che è giusto apprezzare e valorizzare anche le piccole cose soprattutto in una cittadina dove non c'è nient'altro..cosa che come dici giustamente tu dovremmo imparare a fare pure noi e da noi in Italia ce ne sono cose da valorizzare e fare apprezzare. Poi mi è piaciuto il pezzo in cui parla di New Salem e della ricostruzione delle capanne e della sua visita a queste capanne,ho trovato divertente quando parla della coppia di vecchietti che le ha già visitate e del vecchietto che gli disse"ancora due"...perchè alla fine le capanne erano tutte uguali e lui non ce la faceva più,non vedeva l'ora di andarsene... Per me va bene leggere 5 e 6 per questa settimana. Allora alla prossima e grazie ancora per gli auguri
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